E.R.- Riorganizzazione ISPF: dopo tre mesi ancora troppi dubbi!

Sono trascorsi più di tre mesi dall’operazione societaria che abbiamo interpretato come un segnale positivo in un contesto particolarmente difficile, ma le perplessità, che naturalmente insorgono in queste occasioni, anziché attenuarsi si consolidano.
Negli uffici di sede si lavora alacremente all’unificazione dei sistemi informatici poiché le attività correlate all’ operazione societaria sono tante e, contemporaneamente, si deve adempiere all’attività ordinaria, quella necessaria per far andare avanti anche la macchina produttiva. Nelle filiali dirette la situazione non è certo migliore!
Le ferie diventano un lusso troppo caro perché al proprio rientro le attività sono esattamente al punto in cui le si era lasciate e, per recuperare, l’ arretrato si deve lavorare tre volte tanto. La percezione NON è certamente quella di essere in troppi ma piuttosto di essere troppo pochi! Sorge il dubbio che le analisi per determinare il corretto dimensionamento delle strutture siano condizionate dal
giudizio, dal volere, di chi le ha commissionate e, soprattutto, ci appare evidente che la logica della riduzione dei costi non DA VALORE AL LAVORO . E poi ci sono le persone: esuberi che lavorano molto e guai se non ci fossero!
Ci sono colleghi e colleghe che pur essendo già stati a colloquio con banche del Gruppo non vengo trasferiti perchè risultano ancora indispensabili “al momento”, e altri/e che sono in attesa che venga definito il da farsi. Nel frattempo in Capogruppo sono stati firmati accordi per raggiungere su base volontaria l’ obiettivo di riduzione dei costi, fatto che ci sembra assolutamente costruttivo, ma al tempo stesso ci domandiamo: quante delle 150 richieste di part time individuate dall’accordo del 2 Luglio si riferiscono a ISPF? A noi risulta che vi siano richieste in attesa di risposta. Le ulteriori richieste di part time saranno autorizzate? Saranno finalmente concessi anche da noi i part time a tempo indeterminato oppure le esigenze tecnico-organizzative avranno sempre la meglio? Saranno accolte le domande delle colleghe e dei colleghi che vorranno fruire di un ulteriore sospensione di attività per accudire la famiglia?
Sono domande importanti che necessitano di risposte tempestive, soprattutto in considerazione del fatto che la nostra società è stata una delle protagoniste di questa prima ondata di “riorganizzazioni”. E poi si aggiungono le considerazioni legate all’unificazione dei sistemi informatici su cui puntano gli interessi aziendali: è corretto ritenere che sia un passo indispensabile da compiere ma non basta!
Dopo tre mesi le attività del captive e quelle dell’ extracaptive sono ancora separate, come le persone. Sembrano due società in una, forse volutamente, ci viene da pensare.
Nel comparto commerciale dell’ extracaptive, dopo la riorganizzazione, non è stata ancora completata l’attribuzione delle attività tra i vari Servizi. Si discute su chi deve fare cosa: colleghi che hanno cambiato ufficio da oltre tre mesi si trovano a dover svolgere ancora le attività che avevano in capo prima della riorganizzazione. 
Per quanto riguarda la Rete Agenziale, ci sembra che non si stiano attuando strategie per presidiare i territori in cui ci sono state fuoriuscite di importanti Agenti; a breve ce ne saranno altre, cosa succederà, perderemo tutte le opportunità di business? L’impressione è che non si sappia ancora “dove” andare e soprattutto “come”.
Non vediamo una strategia per il futuro: esiste un piano industriale? Noi non ne siamo a conoscenza.
Per ottenere risposte a queste domande abbiamo chiesto un incontro: ci aspettiamo risposte concrete ai problemi che abbiamo evidenziato.
Bologna, 17 luglio 2013.
R.S.A. INTESA SANPAOLO PERSONAL FINANCE
DIRCREDITO,FABI,FISAC/CGIL

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