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Ancora una volta siamo costretti a denunciare la condotta aziendale rispetto alle strutture di Banca Mps in Sardegna: negligenza, abbandono e ingiustificabili pressioni commerciali hanno raggiunto un livello tale da mettere in discussione la dignità delle lavoratrici e dei lavoratori Mps nell’Isola.
Le due filiali più grandi della Sardegna, Cagliari sede e Sassari Piazza d’Italia, vivono da giugno una situazione che riteniamo inaccettabile.
Per tutta l’estate le colleghe e i colleghi di Cagliari sede, hanno potuto godersi la sauna gratis senza pagare un euro: era sufficiente semplicemente andare al lavoro con l’impianto di condizionamento fermo.
A distanza di due mesi e nonostante l’impegno delle ditte di manutenzione locali, il problema non è ancora risolto e le mille mail (ci scusiamo per l’inquinamento) inviate alle strutture apicali sono servite unicamente a consegnare tre ventilatori per dare un supporto a quattro piani della sede e trentadue lavoratori coinvolti.
I ticket inseriti sulla procedura “Archibus”, dai vari responsabili della sede, vengono sempre più spesso sospesi o declinati: questo non vale solo per i problemi dell’impianto di condizionamento, ma anche per un bagno del terzo piano con lo scarico non funzionante e le criticità relative ai due ATM esterni, la cui sostituzione è caldamente consigliata dai tecnici che intervengono ogni settimana per rimetterli in funzione.
A Sassari Piazza d’Italia, dopo anni di segnalazioni relative alla presenza di topi, si aggiunge un’altra situazione che ha dell’incredibile. Da circa due mesi un problema al galleggiante di un bagno non viene risolto. Il risultato è che le colleghe e i colleghi devono utilizzare una bacinella ogni volta che utilizzano i servizi igienici.
Non è questo il modo di garantire condizioni di lavoro dignitose e non è accettabile nemmeno che siamo costretti a fare i conti con problemi con inevitabili ricadute reputazionali, anche davanti alla clientela e ai professionisti esterni, come i notai, costretti anch’essi a subire condizioni ambientali incompatibili con lo svolgimento regolare della propria attività.
Quanto ancora bisogna attendere? Perché l’impressione è che quando ci sia da mettere la mano al portafoglio, nonostante gli utili da capogiro e l’impegno più volte preso dall’AD in materia di “decoro delle filiali”, magicamente tutto si fermi.
Ciò che non si ferma, invece, sono le pressioni commerciali su budget partoriti con fervida immaginazione. Anche a ridosso di Ferragosto, i responsabili commerciali di Area hanno alzato il telefono da Roma per effettuare interventi diretti verso i titolari, bypassando il “District” e infierendo su un clima lavorativo già messo a dura prova, tutto questo in un territorio nel quale quotidianamente si affrontano casi di filiali prive del personale necessario anche solo per poter aprire al pubblico.
Eppure, nelle settimane successive alla massiccia adesione dello sciopero che ha registrato la chiusura di tutte le strutture Mps in Sardegna, il buon senso avrebbe consigliato di prendere atto di una criticità strutturale causata dalla carenza di personale, e agire per ripristinare clima, carichi e ambienti di lavoro più sostenibili.
Continuano invece le segnalazioni di modalità operative che riteniamo inammissibili e controproducenti.
Tra queste:
- l’obbligo di comunicare ogni giorno entro le ore 15, attraverso una chat Teams creata ad hoc, la produzione giornaliera relativa ai prestiti;
- riunioni convocate con due o tre Titolari, apparentemente finalizzate a fornire supporto su specifici comparti, ma che finiscono per ribadire che “non si sta programmando bene il lavoro” o “non si sta prestando la giusta attenzione” quando i relativi indicatori risultano negativi;
- continue sollecitazioni e interventi che rischiano di trasformare il monitoraggio commerciale in una pressione quotidiana sui lavoratori.
L’aiuto di cui hanno bisogno le colleghe e i colleghi della Sardegna non è un’altra chat, un’altra riunione o un altro sollecito ma un supporto fatto di persone, organici adeguati e condizioni di lavoro dignitose.
Oggi constatiamo che, nonostante le rassicurazioni ricevute, i problemi sono ancora lì. E giorno dopo giorno diventa sempre più opprimente la spiacevole sensazione che l’Azienda non sia in grado o, più realisticamente, non abbia alcun interesse a garantire rispetto e condizioni decorose per il personale delle strutture sarde.
Speriamo vivamente di sbagliarci.
Cagliari 21/08/2026
RSA BANCA MPS – SARDEGNA
FIRST CISL – FISAC CGIL

