MPS RSA Emilia Romagna: smarrire il proprio passato significa perdere il proprio futuro

La nostra azienda è nuovamente al centro del dibattito finanziario, economico e anche politico con una presenza importante sulla stampa nazionale, non solo di settore.

All’attenzione di tutti gli stakeholder non c’è più solo l’OPAS lanciata a giugno da Intesa San Paolo, in collaborazione con Unipol, ma anche un piano alternativo per la creazione del secondo gruppo bancario italiano a livello Retail e Wealth Management con le OPAS su Banco BPM e Banca Generali.

Entrambe le operazioni prospettano importanti sinergie ed economie di scala, oltre ad aspettative importanti per gli azionisti, ma poco viene detto rispetto alle ricadute per le lavoratrici ed i lavoratori e al modello di banca al servizio delle famiglie e delle imprese.

Anche nella nostra regione i colleghi si chiedono quali saranno le conseguenze  di tali progetti e cosa cambierà nella loro attività quotidiana e nei loro percorsi  professionali. Il vero problema del piano ISP è lo spacchettamento della rete Monte dei Paschi fra Intesa e BPER (a cui Unipol girerebbe gli sportelli) e le relative decisioni dell’autorità Antitrust che potrebbe chiedere di vendere parte delle filiali a banche terze.

Significativo in tal senso il recente comunicato di EMILBANCA che si è dichiarata interessata ad eventuali agenzie derivanti da questa operazione, oltre al fatto che sia ISP che BPER detengono già a livello Corporate e Retail importanti quote di mercato nella nostra Regione. Appaiono chiari i vantaggi che avrebbe ISP dall’acquisizione di Mediobanca e dal ruolo nella governance di Generali e di Unipol nell’ampiamento della propria rete bancaria distributiva, mentre rimaniamo perplessi nel sentire parlare di “grande MPS” quando si acquisiscono solo la metà degli sportelli.

La nostra azienda ha certamente le proprie radici a Siena ed in Toscana ma ha una presenza ampia su tutto il territorio nazionale ed in molte zone d’Italia è banca di riferimento: Mantova, Padova, alcune zone del Triveneto e della nostra Regione (si pensi a Reggio Emilia e Ferrara), varie zone del Centro Sud (Lazio, Puglia, Campania, Calabria e Sicilia).

Si può creare valore disperdendo questi rapporti territoriali? Si può creare valore destrutturando e non aggregando? Si può non tener conto della storia della Banca e dei sacrifici che hanno sostenuto lavoratrici e lavoratori per continuare a farla esistere con risultati straordinari?

Il piano proposto dal nostro CDA e che dovrà essere approvato dall’assemblea straordinaria dei soci, si propone di mantenere l’integrità del gruppo ma è subordinato a percorsi autorizzativi complessi ed alla approvazione delle compagini societarie dei soggetti protagonisti delle OPAS.

Non vogliamo entrare nel merito specifico di questi progetti (che pure hanno aspetti che incidono su temi importanti come i livelli di concentrazione del mercato finanziario ed assicurativo oltre che sull’importante tema dell’erogazione di credito a famiglie ed imprese dei territori di riferimento della nostra banca) ma riteniamo che, anche in Emilia Romagna, cosi come su tutto il territorio nazionale, l’integrità della rete,la professionalità dei colleghi, il patrimonio clienti, rappresentino unitariamente un valore fondamentale che non si può disperdere.

Il progetto proposto dal Dr. Lovaglio, che persegue la creazione di valore secondo logiche aggregative, sinergiche e di mantenimento dei brand e dei rapporti territoriali delle realtà coinvolte, se realizzato in ogni caso dovrà necessariamente riconoscere concrete previsioni per le lavoratrici ed i lavoratori, alla stessa stregua del pay out riconosciuto agli azionisti:

Tutele normative, riconoscimenti economici, percorsi professionali contrattualizzati, prosecuzione degli avanzamenti di carriera per merito, bonus pool incentivanti trasparenti ed oggettivamente raggiungibili, investimenti in termini di assunzioni (anche in Emilia Romagna non sono più rimandabili!!) e nelle infrastrutture informatiche e logistiche dell’azienda e del futuro nuovo gruppo.

Confidiamo inoltre che gli sforzi di tutti i colleghi, sia della nostra regione come di tutta la banca, che hanno contribuito al risanamento e al riequilibrio economico e finanziario di Banca Monte dei Paschi di Siena negli anni scorsi siano ripagati da un futuro che tenga conto della loro professionalità e dei loro meriti.

Le decisioni saranno in ogni caso prese dagli azionisti ma auspichiamo che siano valutati tutti gli aspetti: economici, finanziari, industriali e prospettici .

Il Coordinamento Fisac Cgil ER di Banca Monte dei Paschi di Siena sarà in ogni caso al fianco di lavoratrici e lavoratori per gestire le ricadute degli avvenimenti futuri nella nostra regione.

Bologna, 31 Agosto 2026

FISAC CGIL MONTE DEI PASCHI DI SIENA

COORDINAMENTO RSA EMILIA ROMAGNA

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