Mediobanca: Intesa arma l’offerta

L’assemblea dice sì al 97% all’aumento di capitale per l’OPAS su MPS. E alla vigilia Siena ha depositato in Consob la sua contromossa. Ecco cosa cambia, in parole semplici.

Care colleghe e cari colleghi, la giornata di oggi segna un passaggio atteso da mesi, ed è arrivata al termine di quarantott’ore in cui si sono mossi entrambi i fronti. Da una parte Intesa Sanpaolo ha ottenuto stamattina dai propri soci il via libera necessario a far partire l’offerta su MPS; dall’altra il Monte, proprio alla vigilia, ha depositato in Consob i documenti delle due offerte con cui prova a costruire la strada alternativa. Ve lo spieghiamo semplice.

IL VOTO DI INTESA: UN SÌ QUASI PLEBISCITARIO

L’assemblea straordinaria di Intesa Sanpaolo, riunita stamattina a Torino con il metodo del rappresentante designato, ha approvato con il 96,96% dei voti rappresentati in assemblea la delega al Consiglio di amministrazione per emettere fino a 5,7 miliardi di nuove azioni. Era presente il 63,88% del capitale (4.889 azionisti, oltre 11,29 miliardi di azioni): una partecipazione nella parte alta delle attese.
A cosa servono quelle azioni? Sono la “moneta” con cui Intesa pagherà gli azionisti MPS che aderiranno all’offerta (16 azioni Intesa ogni 10 azioni MPS, più 1 euro in contanti per azione). Senza quel voto, l’offerta non avrebbe potuto materialmente partire: da oggi Intesa ha in mano lo strumento. La delega potrà essere esercitata entro il 10 settembre 2027.
Intesa ha inoltre reso noto che l’Autorità di Vigilanza ha già rilasciato i provvedimenti necessari per le modifiche statutarie approvate e ha autorizzato il computo delle nuove azioni nel capitale di migliore qualità della banca.

ALLA VIGILIA, LA MOSSA DI SIENA

Non è un caso che proprio alla vigilia dell’assemblea, in una nota diffusa nella serata del 9 settembre, MPS abbia reso noto di aver depositato in Consob i documenti delle due offerte pubbliche di scambio su Banco BPM e Banca Generali, presentando contestualmente alle autorità competenti le richieste di autorizzazione. I documenti saranno pubblicati al termine dell’istruttoria della Consob.
È il passo formale che tiene in corsa la strategia alternativa di Lovaglio: per ogni azione Banco BPM portata in adesione MPS riconoscerà 1,567 proprie azioni di nuova emissione, per ogni azione Banca Generali 6,958. L’obiettivo dichiarato è far partire le due operazioni a metà dicembre.
I due schemi procedono così in parallelo, su binari destinati a incrociarsi.

IL TASSELLO CHE CI RIGUARDA: L’OK DELLA BCE ALLA FUSIONE

Va ricordato un passaggio della scorsa settimana che tocca da vicino il nostro perimetro: il 3 settembre la Banca Centrale Europea ha autorizzato la fusione per incorporazione di Mediobanca in MPS e le connesse operazioni di riorganizzazione societaria. È l’ultimo grande via libera regolatorio all’integrazione, e consente ora di portare la fusione all’esame dell’assemblea del 29 ottobre. In pratica: l’incorporazione di Mediobanca nel Monte procede, e con essa il riassetto che riguarda le nostre reti e le nostre professionalità.

COSA SUCCEDE ORA

Per Intesa restano da completare le autorizzazioni e da ottenere il via libera della Consob al documento d’offerta: il lancio effettivo dell’OPAS è atteso indicativamente tra ottobre e novembre. Sarà allora che gli azionisti di MPS potranno decidere se aderire.
Per MPS, invece, il vero banco di prova resta l’assemblea del 29 ottobre: i soci del Monte saranno chiamati a pronunciarsi sulla doppia offerta e, grazie proprio al via libera della BCE, anche sul progetto di fusione con Mediobanca. È lì che si capirà quale delle due strade avrà davvero gambe.

QUELLO CHE GUARDIAMO NOI

Il voto di oggi riguarda gli assetti societari e gli strumenti per realizzare l’operazione: nulla, per ora, dice delle ricadute concrete sul lavoro. Sono quelle a interessarci, e su quelle continueremo a chiedere risposte puntuali — dagli assetti organizzativi alle sovrapposizioni, dalle professionalità alle sedi. In entrambi gli scenari oggi sul tavolo, il nostro Gruppo è dentro il perimetro in gioco: per questo li seguiamo con la stessa attenzione, senza tifare per nessuno, con l’unico metro che ci compete — la tutela di chi lavora.
Continueremo a seguire i passaggi e a informarvi con la stessa chiarezza.

Milano, 10 settembre 2026

Le Segreterie di Coordinamento Fisac Mediobanca

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