
La fotografia scattata dalla Fisac-Cgil
Dei 46 comuni solo 38 ne conservano almeno uno. Tutta la mappa dei territori
da La libertà di Piacenza – di Marcello Pollastri
Ottantasette sportelli bancari in meno in diciotto anni. È il conto della desertificazione bancaria nel Piacentino, dove la rete degli istituti di credito si è ridotta del 37,5% rispetto al 2008. Le filiali sono passate da 232 a 145 nel giugno 2026. Una contrazione che non riguarda soltanto il capoluogo, ma investe l’intero territorio provinciale, con conseguenze particolarmente pesanti per i piccoli Comuni e le aree più periferiche.
La fotografia è quella restituita dalla piattaforma interattiva sulla desertificazione bancaria della Fisac-Cgil, realizzata sulla base degli albi e degli elenchi di vigilanza della Banca d’Italia e dei dati anagrafici dell’Istat. Il quadro è eloquente: degli attuali 46 Comuni piacentini, soltanto 38 conservano almeno uno sportello. Otto ne sono completamente privi, mentre altri 14 possono contare su una sola filiale. Soltanto 24 Comuni dispongono di almeno due sportelli.
Il Comune capoluogo
Il fenomeno coinvolge anche Piacenza città. Qui, secondo i dati del 2008 e quelli aggiornati al giugno 2026, gli sportelli sono scesi da 97 a 55. Significa che in diciotto anni sono scomparse 42 filiali, con una riduzione del 43,3%. In termini percentuali, dunque, il capoluogo ha perso una quota di sportelli persino superiore a quella registrata a livello provinciale.
È una trasformazione che modifica il rapporto tra cittadini e servizi finanziari. L’evoluzione dell’home banking, la diffusione dei pagamenti digitali e la riorganizzazione delle reti commerciali hanno progressivamente ridotto la necessità di recarsi fisicamente in banca per molte operazioni. Ma la possibilità di gestire un conto online non equivale per tutti alla disponibilità di un servizio accessibile.
Otto Comuni privi di sportelli
La situazione più delicata si registra nei centri che hanno perso completamente la presenza bancaria. La mappa Fisac-Cgil indica Coli e Corte Brugnatella tra i Comuni nei quali, rispetto al 2008, è scomparso l’unico sportello presente. Entrambi risultano oggi privi di filiali.
Ma il rischio non si esaurisce nei territori già desertificati. I 14 Comuni che dispongono di un solo sportello si trovano in una condizione di particolare disagio: un’ulteriore chiusura basterebbe a cancellare ogni presidio bancario. La mappa evidenzia contrazioni significative anche in altri centri. A Ziano Piacentino gli sportelli sono passati da tre a uno, a Bobbio da cinque a due, a Cadeo da cinque a due. A Rottofreno si è scesi da nove a quattro, mentre ad Agazzano da sei a tre.
Numeri che mostrano come la contrazione non sia limitata alle località più isolate, ma coinvolga anche Comuni con una popolazione più consistente e un tessuto economico articolato.
Coesione sociale
La desertificazione bancaria si inserisce in una trasformazione nazionale. Gli istituti puntano sull’efficienza, sulla digitalizzazione e sulla razionalizzazione dei costi. Per i clienti che utilizzano abitualmente smartphone e computer, molte operazioni sono diventate più semplici e veloci. Il problema è che il cambiamento non procede allo stesso ritmo per tutti e che la presenza di uno sportello continua ad avere un valore che va oltre il numero delle transazioni effettuate.
Nei piccoli centri, infatti, la banca è anche un presidio economico e sociale. La sua scomparsa può aumentare la difficoltà per le attività commerciali, le imprese e le famiglie, soprattutto quando si somma alla riduzione di altri servizi essenziali.
Per il Piacentino la sfida è quindi duplice: accompagnare l’innovazione senza lasciare indietro le fasce più fragili e impedire che la progressiva concentrazione delle reti e dei servizi accentui le distanze tra città e territori periferici. Perché il dato delle 87 filiali scomparse non racconta soltanto una riorganizzazione del sistema bancario. Racconta anche quanto sia cambiato, in meno di vent’anni, il modo in cui i cittadini possono accedere a uno dei servizi fondamentali della vita quotidiana.
«Gente in difficoltà»
«Al fianco della desertificazione fisica sta prendendo sempre più piede nelle banche maggiori il fenomeno degli sportelli senza cassa», osserva Stefano Rossi, segretario provinciale Fisac Cgil. «La trasformazione forzata, oltre ad avere ricadute sul fronte occupazionale, non può che lasciare indietro quella parte di popolazione più anziana e con dimestichezza con la tecnologia, esponendola maggiormente al rischio di truffe o errori. A questa stessa fetta di clientela molto spesso gli istituti bancari chiedono di fiducia quando si tratta di investire i risparmi di una vita ma offrono un servizio sempre più distratto e distante alle necessità quotidiane».
Tutto ciò sta avvenendo in un periodo di utili record per i gruppi bancari ma la digitalizzazione, secondo noi, deve supportare il cliente e il lavoro e non cancellare il rapporto umano».