
DONNE DI PACE IN TEMPO DI GUERRE
Nataša Kandić (Serbia, Kragujevac 1946)
«Non sono d’accordo con gli attivisti per i
diritti umani che sostengono che le
questioni relative ai diritti umani non
siano questioni politiche. I diritti umani
sono, di fatto, l’ultima questione politica.»
Sociologa, avvocata e attivista per i diritti umani serba.
Nel 1992 fonda a Belgrado il “Centro del Diritto Umanitario” con lo scopo di documentare sistematicamente i crimini di guerra nei conflitti jugoslavi degli anni ’90 – torture, stupri, omicidi – concentrandosi anche sul ruolo della Serbia.
Tra i suoi contributi più rilevanti c’è il reperimento e la diffusione del famoso video che mostra paramilitari serbi commettere esecuzioni nei pressi di Srebrenica, usato come prova nel Tribunale internazionale per l’ex Jugoslavia.
Numerosi i riconoscimenti internazionali per il suo impegno: il Martin Ennals Award (1999), il Civil Courage Prize, il titolo di “Difensore dei Diritti Civili dell’Anno” nel 2013 e altri premi e onorificenze.
La sua attività è stata oggetto di controversie in Serbia, ma resta una delle voci più forti e riconosciute per la verità, la responsabilità storica e la riconciliazione nella regione dei Balcani.

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