Procedura di conciliazione

By: AntoniAna. – All Rights Reserved

Ieri sera, presso la Sede milanese dell’Abi, si è svolto, con esito negativo, il tentativo di conciliazione previsto dalla Legge e dagli Accordi di Settore in materia di regolamentazione del diritto di sciopero.
Si tratta della fase propedeutica alla effettiva proclamazione di azioni di mobilitazione anch’esse sottoposte alle norme di legge, a partire dalla necessità di prevedere almeno 10 giorni di preavviso.
In sede di Commissione di Conciliazione abbiamo ribadito la nostra posizione tendente a riaprire un confronto negoziale basato sulle nostre proposte, certe e realizzabili, di riduzione dei costi, effettuabili senza ricorrere alla cancellazione definitiva della Contrattazione Integrativa ed alle esternalizzazioni, sempre più evidentemente tendenti alla precarizzazione dei rapporti di lavoro e alla messa in discussione dei livelli occupazionali.
Ci siamo trovati di fronte, ancora una volta, ad una posizione aziendale, tesa a negare qualsiasi ambito di confronto sul merito dei problemi e delle possibili soluzioni. D’altro canto non è stato ancora possibile effettuare l’incontro sulle prospettive strategiche, pure previsto dal Ccnl, da noi richiesto in data 10 aprile.
Tale rigidità e la volontà di dare comunque attuazione al progetto di esternalizzazioni sono ancora più incomprensibili se si tiene conto del fatto che sono attese, entro le prime settimane di settembre, le indicazioni della Comunità Europea della quale conosciamo nel dettaglio una prima interlocutoria risposta (lettera di Almunia a Saccomanni) senza però essere minimamente a conoscenza delle considerazioni e proposte aziendali che l’hanno prodotta.
A questo atteggiamento si aggiungono: il continuo peggioramento del clima interno dovuto all’incremento di pressioni anche di carattere personale; la mancata attuazione di iniziative di rilancio commerciale della Banca; l’adozione di misure organizzative assolutamente discutibili (ad esempio l’assunzione di personale dirigenziale “apicale” privo di esperienza nel Settore); l’inesistenza di qualsiasi ruolo negoziale anche su materie di fondamentale importanza quali la sicurezza, l’organizzazione del lavoro, gli organici; la continua diffusione di notizie riguarda l’ennesima riorganizzazione aziendale basata sulla riduzione delle Aree Territoriali con conseguente ulteriore necessità di riconversioni e di mobilità; le ventilate ipotesi di ulteriori proroghe al Contratto Nazionale; le minacce di incremento degli esuberi; la reticenza – in violazione del Ccnl – ad affrontare con le Organizzazioni Sindacali progetti già in fase di avanzata attuazione (ad esempio Banca On Line); l’indeterminatezza assoluta nei confronti delle Società del Gruppo; il pervicace rifiuto di pubblicizzare e ridurre drasticamente le retribuzioni del top management.
A questo punto consideriamo irrinunciabile ricorrere a forme di mobilitazione che riportino al centro del confronto le esigenze dei Lavoratori.
Stamattina si svolgerà la Segreteria dell’Organismo di Coordinamento per mettere a punto un calendario di iniziative di mobilitazione ( assemblee – durante le quali dettagliare, ancora una volta, il nostro progetto e le nostre proposte alternative -, manifesti, presidi, manifestazioni, astensioni dal lavoro) per far sentire chiaramente la voce dei Lavoratori, coniugando, come è nostra tradizione, responsabilità e determinazione, mobilitazione e progetto, difesa dei diritti e tutela dell’interesse generale.

Siena, 30 agosto 2013 LA SEGRETERIA FISAC MPS

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