Rsa Roma e Provincia: Il disprezzo

By: Federico Patti – All Rights Reserved
Che la Banca avesse poca considerazione dei Lavoratori del Monte de Paschi lo si era capito da tempo, almeno da quando, nonostante le belle frasi enunciate sul portale aziendale, ha deciso di far ricadere su di essi TUTTO il peso di una ristrutturazione aziendale dai contorni sempre più nebulosi, ha deciso di azzerare TUTTI i diritti e le norme contenute in un CIA frutto di decenni di trattative, ha deciso di fare a meno del confronto Sindacale.
Ma quello a cui stiamo assistendo in questi ultimi periodi, è qualcosa che dovrebbe far aprire gli occhi anche al più strenuo sostenitore della teoria del “meglio così che peggio”, e che ha finora permesso al top management di questa Azienda di procedere nel percorso di azzeramento della Storia della nostra Banca.
Ormai non passa giorno nel quale non capita di udire o di leggere responsabili di uffici centrali o periferici o di direttori vari, che a vario titolo, ed evidentemente imbeccati “dall’alto”, rivolgono nei confronti dei colleghi apprezzamenti che suonano offensivi agli occhi ed alle orecchie di chi in questa Azienda , in alcuni casi da decenni, lavora con spirito di appartenenza e sacrificio.
Come fa un’Azienda a parlare di “spirito di squadra” e contemporaneamente avere una considerazione dei propri dipendenti tale da indurre qualche “capo” di cui sopra ad accusare i Lavoratori – si badi bene tutti i Lavoratori e non chi, non possiamo escluderlo, magari ha effettivamente comportamenti poco corretti – di essere nel migliore dei casi dei fannulloni e nel peggiore il vero e proprio ostacolo all’evoluzione delle magnifiche sorti e progressive del Monte? Come si fa a chiedere ai Lavoratori costanti sacrifici economici, e non solo, in nome del rilancio della Banca, e contemporaneamente insultarli e minacciarli magari accusandoli di andare a fare la spesa durante l’orario di lavoro, di organizzare “adunate sediziose” nei corridoi (a proposito, ma quale sarebbe il numero massimo di partecipanti consentito?), e altre simili nefandezze? Questo management ha idea della pressione che hanno subito i colleghi negli ultimi mesi o pensa che il Monte dei Paschi sia nelle condizioni in cui è, semplicemente per colpa dei Lavoratori?
Noi siamo arrivati alla conclusione che in realtà l’unico sentimento che sta guidando il top management di questa Banca,
E’ IL DISPREZZO

dell’operato quotidiano dei colleghi, alimentato anche dal clima di costante terrore che è stato instaurato in ogni stanza di ogni ufficio e che porta magari alcuni (ir)responsabili ad essere “più realisti del Re” facendo a gara a chi la spara più grossa in termini di minaccia nei confronti dei Lavoratori – dall’annuncio di fantomatiche lettere di richiamo, si passa direttamente ad altrettanto fantomatiche minacce di licenziamento! -, è il DISPREZZO della storia individuale e collettiva, è il DISPREZZO per i sacrifici che i Lavoratori si sono sobbarcati in questi mesi. Il messaggio che passa è che se potessero epurerebbero non solo i dirigenti, ma tutti i Lavoratori di questa azienda, dal primo all’ultimo.
La domanda è: è questa l’idea di rilancio tanto sbandierata? E’ la minaccia ed il terrore l’unica ricetta per ritornare a fare utili? E’ la mortificazione quotidiana e sistematica il metodo per aumentare la produttività?

NOI OVVIAMENTE RITENIAMO DI NO E PENSIAMO CHE SENZA UN CAMBIO DI ROTTA ED UN RITORNO AD UN CLIMA DI RISPETTO E DI COINVOLGIMENTO DEI LAVORATORI IN UN PROGETTO DI RILANCIO SERIO E SOSTENIBILE, NON SI VADA MOLTO LONTANO

Roma, 21 agosto 2013 LA SEGRETERIA

Back to top button