Rsa Roma e Provincia: Il colloquio

By: GiovanniCC BY-NC-SA 2.0

Colloquio: “conversazione tra due persone”.

Ergo, alcuni colleghi dell’area in questi giorni non sono stati colloquiati (pessimo neologismo),  visto che spesso non gli si dava possibilità di spiegazione, ma sono stati “monologati”. C’era un capo che attaccava, arringava, snocciolava dati e qualcuno che doveva prenderne atto.

Lo diciamo subito: instaurare un clima di terrore non serve a nulla, anzi, i colleghi staranno sempre più attenti a non violare le norme per evitare qualsiasi rischio e ingesseranno di più il lavoro nelle filiali. Lo diciamo a chi ha svolto i “monologhi“, ma anche al Capo Area, la cui presenza in questi mesi oseremmo definire “eterea”. Sarebbe invece il caso di recuperare, a tutti i livelli, un clima che consenta a tutti, nella consapevolezza delle difficoltà del momento, di lavorare con serenità.

Ricordiamo che i colleghi di questa Azienda, al contrario dei manager che hanno guidato e di quelli che ancora guidano il Monte dei Paschi, conoscono bene il valore del lavoro e dell’impegno, e tengono molto alle sorti della Banca.

Abbiamo allora immaginato un Top manager, uno di quelli messi alla guida di settori strategici, “colloquiato” dai lavoratori:

 

D. Buongiorno,  cominciamo il colloquio

R. Colloquio? Non conosco il termine in italiano, mi hanno detto che si sarebbe trattato di un feedback about stakeholder satisfaction in order to….

D. Va bene, va bene lo chiami come vuole. Prima domanda: quando è stato assunto in questa banca?

R. Un po’ meno di due anni fa.

D. E qual è stato in questi anni il suo contributo al rilancio della banca?

R. Abbiamo tagliato i costi.

D. Questo l’avevamo notato, ma come lei ben saprà, il solo taglio dei costi, specialmente se adottato in maniera scoordinata e non accompagnato da una politica che miri al riposizionamento della banca e all’incremento dei ricavi, non è una misura in grado di rilanciare l’Azienda.

R. Sì, ho sentito parlare di questa teoria, ma è solo propaganda dei Sindacati stalinisti.

D. Veramente è la base delle teorie liberiste… comunque… andiamo avanti. Come ha riorganizzato il suo settore in termini di sinergia con gli altri uffici della Banca e quali innovazioni ha introdotto in termini di organizzazione e di nuovi progetti?

R. Abbiamo tagliato i costi.

D. Vabbe’ un disco rotto… a quanto ammonta il suo stipendio annuo?

R. Non sono tenuto a dirvelo.

D. … Il che ci fa pensare che sia indecorosamente alto. Sa che l’Unione europea ha chiesto di mettere un tetto agli stipendi dei manager di aziende in difficoltà e che la Banca d’Italia e la Consob hanno “caldamente” invitato a rendere pubblici gli emolumenti? Ha letto i giornali in proposito?

R. Non ho tempo di leggere tutti gli articoli fino in fondo, leggo solo la parte che mi interessa.

D. Certo, il tempo è tiranno… Lei ha contezza del fatto che i lavoratori sono i veri artefici dei successi di questa Banca e i manager come lei che l’hanno preceduta sono invece i responsabili del disastro?  È consapevole che la grande professionalità dei dipendenti e il loro rapporto con i clienti sono il vero patrimonio di questa Banca?

R. Lasciateci lavorare ancora un po’ e di tutto questo non troverà più traccia.

D. Lo temevamo. Nell’ipotesi in cui la Banca valutasse inadeguato il suo lavoro e decidesse di fare a meno del suo prezioso contributo, cosa farebbe?

R. Incasserei una generosa buonuscita e troverei sicuramente posto in un’altra grande Azienda. Sa com’è in questo paese noi manager brillanti non ci tiriamo mai indietro quando c’è da affossare un’Azienda in difficoltà, veda i casi di Telecom, Fiat, Alitalia….

D. Basta, la prego, non vada avanti. Un’ultima domanda: non le capita mai di provare vergogna?

R. Mi scusi non conosco il termine, può tradurmelo in inglese?

D. Go to Hell (“vai al diavolo”, inglese maccheronico)

 

 

I lavoratori non si faranno intimidire da questo clima di “terrore”!

I lavoratori non ci stanno a dover subire ancora sulle loro spalle i tagli dell’ennesimo Piano industriale!

I lavoratori conoscono i loro diritti e sanno di non poter essere licenziati perché non vendono i prodotti! Né tanto meno possono perdere l’inquadramento attuale o subire riduzioni di stipendio!

 

I lavoratori reagiranno con durezza e parteciperanno in massa alle iniziative che la Fisac-Cgil ha proclamato, a partire dall’Assemblea della prossima settimana e per finire con gli scioperi del 27 settembre e 4 ottobre, passando per la grande manifestazione a Siena organizzata per sabato 21 settembre!

I lavoratori sanno che questo è il momento di far sentire la loro voce e  dare forza all’unico sindacato che si sta contrapponendo ai progetti aziendali!

 

 

 

Roma 13 settembre 2013

 

La segreteria RSA di Roma e Provincia

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