Rsa Milano: A vele spiegate?

Giovedì 26 settembre la Direzione locale ci ha convocati per la presentazione del programma “Regata”, in partenza anche nella nostra Area dopo la sperimentazione su due DTM romane.

Tale programma si prefigge di migliorare il servizio al cliente in filiale (a partire dalla valutazione aziendale che il 40% della clientela non viene mai contattata in un anno), attraverso la costituzione di un Team dedicato che opererà per 8 mesi sulla nostra Area e sull’Area limitrofa della Lombardia Sud/Emilia Romagna, a noi abbinata.

Il Team è costituito di 23 risorse: un responsabile, due capi team, 10 risorse individuate nella nostra Area e 10 risorse individuate nell’Area Lombardia Sud/Emilia Romagna.

Tutte le risorse sono state reperite dalle DTM, dalle Filiali (titolari) e dalle Unità di Sviluppo Business. I titolari saranno tutti tempestivamente sostituiti, grazie alle disponibilità rivenienti dalla chiusura delle filiali operata in questi mesi.

Dal 16 ottobre, dopo la formazione erogata al Team dedicato, questo si affiancherà ai coordinatori commerciali e da qui l’affiancamento si trasferirà ai gestori delle filiali.

Ci auguriamo che la metodologia degli affiancamenti fornisca un utile supporto ai gestori delle filiali per lavorare meglio ed in modo sostenibile e non si traduca nella moltiplicazione dei “controllori” della produzione di cui nessuno sente il bisogno. Saranno i lavoratori a dirci se questo programma fornisce una metodologia e strumenti di lavoro efficaci, così come il Sindacato ha sempre richiesto all’Azienda di operare, in alternativa alle controproducenti e smodate pressioni commerciali indicative di una molto mediocre capacità gestionale. Vedremo se sarà la volta buona.

Mentre la Banca punta energie, risorse e pubblicità sul programma “Regata”, sono molti altri i progetti di cui si vocifera e di cui poco o niente si sa, per precisa ma incomprensibile scelta aziendale.

Riduzione del nucleo: come si potranno gestire le emergenze in 300 filiali con 25 risorse di nucleo? Nonostante i proclami sulle filiali autonome ed il tentativo di fare aprire cassa a chiunque in qualsiasi ruolo e pure a chi non la fa da parecchio tempo, le filiali non sono tutte autonome e la cattiva pratica del cosiddetto “cassiere trasferello” è destinata a proseguire. Ricordiamo peraltro che tale modalità di utilizzo degli operatori di sportello deve prevedere la condivisione delle risorse interessate: nessuno può essere obbligato ad andare a rilevare, anche solo temporaneamente, una cassa al di fuori della propria unità produttiva di appartenenza.

Riassetto centri PMI: tutti ne parlano ma di ufficiale la Direzione locale non ci ha comunicato ancora nulla, nonostante avessimo già posto, nel corso di incontri precedenti, domande specifiche al riguardo. Rimane comunque il dato preoccupante delle molte pratiche riferite a contenzioso con conseguente riduzione dei portafogli, c’è la revisione della soglia per l’attribuzione del rating automatico, che potrebbe preludere a modifiche dei perimetri di competenza, ma al momento nulla di certo ci è dato di sapere.

Mappatura gestori affluent:i colleghi ci segnalano di essere chiamati a colloqui mirati. Perché? Mistero.

Call center esterni alla Banca: lo abbiamo detto nelle nostre assemblee. Ci sono call center esterni alla Banca (uno a Concorezzo!) che operano sulla nostra clientela family per la vendita telefonica di prodotti assicurativi dedicati. In queste settimane è partito su alcune Aree il progetto pilota per estendere questa modalità anche ad un campione di lower affluent. Lo descrivono come supporto delle filiali, ma rischia di soppiantarne un pezzo significativo di attività. Tutta la documentazione al riguardo è reperibile in intranet.

Daaca (ex DOR servizi vari): oltre allo snellimento delle procedure ed al ritorno nelle filiali delle pratiche di successione, torneranno nelle filiali anche le polizze RC auto dipendenti. Come si intende impiegare il personale Daaca attualmente impiegato in queste attività? Inoltre, se la DAACA nel disegno aziendale è nel perimetro delle esternalizzazioni, come si può procedere allo svuotamento sistematico delle lavorazioni lasciando immodificati gli addetti? Che cosa vuole esternalizzare la banca: i lavoratori senza le lavorazioni? Anche questa preoccupazione è stata condivisa con chi ha partecipato alle nostre assemblee.

Alcuni organi di stampa hanno poi avanzato l’ipotesi che il rinvio dell’approvazione del Piano di ristrutturazione – annunciato con squilli di trombe per il 24 settembre scorso – sia legato alla difficoltà insormontabile dei nostri attuali dirigenti apicali di ridursi le retribuzioni, così come chiesto da UE e Bankitalia. Se così fosse, sarebbe un’ulteriore testimonianza dell’arroganza e della autoreferenzialità del nostro top management, mentre i lavoratori del Monte hanno già sacrificato – ad oggi inutilmente – il 20% delle proprie retribuzioni per un piano industriale già fallito.

Va anche sottolineato il paradosso che, di questo Piano di ristrutturazione, ne conoscono ad oggi i contenuti solo i pochissimi soggetti intervenuti nella vicenda – vertici aziendali, istituzioni economiche nazionali ed europee -, mentre ai 28.000 lavoratori effettivamente coinvolti – ma tenuti sprezzantemente all’oscuro – tocca rincorrere le indiscrezioni di stampa che parlano di migliaia di esuberi, 200 filiali da chiudere, cessioni di asset etc … .

Non finiremo mai di invitarvi a non lasciarvi sopraffare dalla paura e dalla rassegnazione. Ringraziamo i colleghi che hanno partecipato alle nostre assemblee ed aderito alle nostra mobilitazione di venerdì scorso: abbiamo mandato un segnale concreto e tangibile del malessere e del disagio che quotidianamente respiriamo all’interno dei luoghi di lavoro, e che solo un’amministrazione miope può sottovalutare.

Noi lavoratori siamo la vera forza ed il vero patrimonio di questa Azienda. Dobbiamo ritrovarne la piena consapevolezza per essere finalmente artefici e protagonisti del nostro futuro.

 

Milano, 3 ottobre 2013 LA SEGRETERIA Fisac/CGIL Milano e Lombardia Ovest

 

 

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