Rsa Centro e Sardegna: Fatti e Fattacci

By: Antonio Romei – All Rights Reserved

Ad uso e consumo di chi non ha ancora capito, o di chi fa finta di non aver capito cosa è successo nella nostra Area Territoriale, e per fissare nella memoria questi ultimi mesi, riepiloghiamo alcuni fatti salienti che hanno spinto la nostra Organizzazione a denunciare la Banca per condotta antisindacale.
Dopo cinque mesi di vacatio in cui l’Azienda non ha nominato alcun Direttore Operativo al posto del precedente, in seguito a lunga e severa selezione, l’incarico vacante è stato assegnato al Dir. Marco Bianco, neofita del settore ma con alcune idee ben chiare in testa su come “far marciare” i pigri e inadeguati lavoratori del Monte dei Paschi, tentando di piegare la loro mentalità alle “esigenze del mercato”.
Dopo aver dimostrato la propria scarsa considerazione nei confronti delle Relazioni sindacali, presentandosi con 40 giorni di ritardo alle RSA dell’Area, peraltro evitando accuratamente di presentarsi in alcune piazze evidentemente ritenute secondarie, il “nostro” ha incaricato i DTM di segnalargli i quattro peggiori titolari di quelle filiali “poco performanti” al fine di tenere un colloquio con i medesimi. Tali colloqui, al grido di “Il budget non va in ferie” (ma il Direttore Operativo si, e pure spesso…), si sono svolti nel mese di agosto, traducendosi in una forte pressione psicologica sui titolari di filiale con intimidazioni, minacce di licenziamento o trasferimenti punitivi, interrogatori interminabili con il solo fine di spaventare i dipendenti “colloquiati”. Alcune di queste minacce, in particolare quelle di trasferire i colleghi più “scarsi”, sono state poi attuate sollevando più di qualche dubbio sulla loro efficacia, tant’è che il Capo Area, ha poi preso le distanze, a parole, da questi provvedimenti.
Lo stesso Direttore Operativo, dopo aver comunicato già nel mese di maggio ai propri diretti collaboratori che non avrebbe tollerato scioperi ne’ da parte loro e ne’ da parte degli addetti presenti negli Uffici del DOR, ha dato seguito a tale affermazione in occasione del primo Sciopero indetto dalla sua nomina, rimuovendo il Responsabile dell’Ufficio Organizzazione, il quale aveva palesato l’intento di voler aderire all’agitazione del 27 settembre, retrocedendolo al ruolo di addetto nel medesimo Ufficio.
Nel momento in cui ha comunicato tale provvedimento al diretto interessato, il Direttore Operativo ha tenuto ad escludere che alla base di tale rimozione ci fosse alcuna ragione di carattere professionale, ma che la decisione fosse esclusivamente riconducibile alla partecipazione allo Sciopero.
Sempre in occasione dello Sciopero del 27 settembre, il Direttore Operativo ha richiesto ai propri diretti collaboratori di comunicare a tutti gli addetti dei rispettivi Uffici che avessero palesato l’intento di scioperare che tale scelta ne avrebbe comportato la rimozione; inoltre ha chiesto ai DTM e ai GRU di telefonare alle Agenzie di propria competenza per informarsi in anticipo sui nominativi dei lavoratori che avrebbero scioperato e in alcuni casi per trasmettere il messaggio che l’eventuale adesione, soprattutto da parte dei Titolari, non sarebbe stata gradita alla Direzione.
Il Direttore Operativo si è inoltre presentato a tutti i Corsi di Formazione pianificati nei giorni precedenti lo Sciopero invitando i partecipanti a “valutare le conseguenze delle proprie azioni” in un momento così difficile per l’Azienda. Evidentemente le platee numerose dei Corsi hanno esaltato l’ego del Direttore Bianco che si è successivamente presentato più volte ai Corsi per enunciare la propria visione ai partecipanti. Ecco alcune “pillole”: “se la Banca va male la colpa non è certo dell’attuale management, e in realtà nemmeno di Mussari o della banda del 5%, bensì dei lavoratori e dei loro comportamenti inadeguati a quello che il mercato ci richiede”; “quando ero Militare, i miei superiori durante le missioni mi dicevano che noi eravamo lì per applicare la Democrazia, ma che qui non eravamo in Democrazia”.
Questi i fatti che per la loro gravità, impongono una riflessione attenta.
Ci chiediamo cosa sarebbe accaduto a un semplice impiegato che si fosse permesso di fare affermazioni di questo tenore nei locali della Banca. Ci chiediamo anche se il suo diretto superiore, ovvero la Responsabile del Personale della banca, condivida tali affermazioni e ritenga che in quest’Azienda non debba esistere Democrazia.
E a questo proposito, invitiamo il Capo del Personale a leggere, se non l’ha mai fatto, o a rileggere, più attentamente, la nostra Costituzione e lo Statuto dei lavoratori che ci risultano, almeno sino ad oggi, non essere stati ancora abrogati e che potrebbero aiutarla a comprendere la nostra legittimità di rappresentanza che ci deriva dai lavoratori nel cui interesse abbiamo l’obbligo di agire, ma soprattutto cosa si intende per comportamento antisindacale e come è sanzionato.
Alla Direzione di Siena chiediamo quindi lo stesso rigore, peraltro spesso ritenuto da noi eccessivo, che applica nei confronti degli errori di colleghi con stipendi molto più bassi, ritmi di lavoro sicuramente più stressanti e ruoli meno prestigiosi di quelli di un Direttore Operativo.
Abbiamo voluto riepilogare a grandi linee quello che è successo in questi ultimi mesi così come li abbiamo vissuti, per dovere di cronaca ma anche perché ci rendiamo conto che in questo momento c’è un clima di terrore e di sfiducia in molte realtà di quest’Azienda, dove si sta cercando di far passare un modello culturale basato sulla paura e sulla prevaricazione. Il Sindacato o lo Sciopero sono “solo” dei simboli, colpendo i quali l’Azienda cerca in realtà di smembrare il tessuto che unisce i suoi lavoratori e li rende liberi e solidali.
Nonostante il senso di sfiducia che si respira in giro per la nostra Area, siamo convinti che i modelli culturali si affermano solo se nessuno vi si oppone con modelli alternativi. La Democrazia del Lavoro è stata alla base dello sviluppo e della prosperità di questo Paese, nonché di questa Azienda. Pensare che per uscire dalla crisi bisogna calpestare i Diritti individuali e collettivi, la Democrazia e la Libertà delle persone, solo perché ce lo chiede il mercato, è falso, prima ancora che pericoloso.
Roma, 25 novembre 2013                                    Le segreterie

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