Mps: La nostra Banca è fatta di persone non di numeri

 

By: ol3loceano – All Rights Reserved

Nella giornata di oggi l’Azienda ci ha consegnato la lettera di apertura della procedura di cessione di ramo d’Azienda relativa alla DAACA (ai sensi dell’art.47 della Legge n.428 del 29.12.1990) Siamo di fronte ad una situazione incredibile: l’Azienda dà corso a progetti sbagliati relativi ad un Piano Industriale radicalmente superato dai fatti e nello stesso tempo il CdA approva il nuovo Piano Industriale che contiene misure drastiche contro i Lavoratori (8000 esuberi, cessioni di Aziende del Gruppo, chiusura sportelli) senza aver illustrato in alcuna maniera le finalità del Piano stesso e le sue modalità di attuazione.

Nel comunicato della Banca leggiamo che il Piano prevede una trasformazione radicale del modo di fare banca e del modello di business. Fin qui ci si limita alle parole, le uniche cose veramente certe sono l’espulsione dall’Azienda, in varie forme, alcune tutte da identificare, di migliaia di Lavoratori, la chiusura di sportelli e la cessione di Aziende del Gruppo. E tutto questo avviene in assenza di confronto sindacale, in un’Azienda che accede al sostegno pubblico. Tra l’altro mentre si progettano esternalizzazioni ed esodi l’Azienda continua ad assumere e a pianificare nuove assunzioni, dopo aver azzerato tutte le norme relative alle selezioni per concorso, senza aver minimamente preso in considerazione la possibilità di riconvertire professionalmente il personale “in esubero”. Si preferisce scegliere la strada delle espulsioni in una situazione nella quale, lo ribadiamo, sono stati disdettati dall’ABI il CCNL ed il Fondo di Solidarietà.

A questo proposito non possiamo sottacere le responsabilità dell’Azienda anche su questo tema visto che non ha esitato ad esprimere parere favorevole, in sede ABI, rispetto alle disdette sopra citate.

Per quanto riguarda il progetto di esternalizzazioni, che non ha alcuna rilevanza a livello di contenimento dei costi e di raggiungimento degli obiettivi di Piano, ribadiamo la nostra assoluta contrarietà, trovandoci di fronte ad un’operazione fatta esclusivamente per forzare le garanzie contrattuali e con modalità tali da mettere in dubbio l’esistenza, anche a livello organizzativo ed industriale, dei presupposti fondamentali previsti dalla Legge in materia di cessione di ramo d’Azienda.

La Fisac MPS continua ad essere a fianco dei Lavoratori sottoposti a tale iniziativa e utilizzerà tutti gli strumenti a disposizione – procedurali, contrattuali, legali – per dimostrare l’infondatezza di tale operazione e per garantire ai Lavoratori stessi la miglior tutela dei propri diritti.

  

Siena, 29 novembre 2013 LA SEGRETERIA FISAC MPS

 

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