Mps: Cessione ramo d’azienda: Comunicato stampa


By: Walter Valentini - All Rights Reserved
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È terminata nella nottata la trattativa (art.47 Lg.428/90) relativa alla procedura di cessione di ramo d’azienda fra BMPS e Fruendo.  

Nonostante la nostra ferma contrarietà rispetto alle esternalizzazioni che abbiamo sempre considerato non come uno strumento di contenimento dei costi – obiettivo sul quale eravamo pronti a lavorare con proposte alternative fattibili ed efficaci – ma come processo di precarizzazione del lavoro attuato attraverso lo smantellamento delle tutele previste dal Contratto Nazionale (Area Contrattuale), abbiamo partecipato alla trattativa nel tentativo di ampliare al massimo le tutele a favore dei Lavoratori comunque sottoposti all’operazione

Ovviamente la nostra attenzione si è concentrata sulle garanzie occupazionali in caso di recesso dalla commessa da parte di BMPS, di crisi o di processi di ristrutturazione/riorganizzazione della società cessionaria comportanti problemi occupazionali. Tali garanzie, che per avere una qualche validità dovrebbero essere effettive ed esigibili, avrebbero dovuto essere formalizzate dalla BMPS, la quale al contrario non ha mai dimostrato una disponibilità effettiva al riguardo.

Tutte le nostre proposte sono state respinte: da una formalizzazione più efficace delle garanzie occupazionali esigibili nei confronti della BMPS, ad una estensione più ampia del periodo di mantenimento dei Poli nei territori, al tentativo di inserire clausole tendenti ad evitare la possibilità di ulteriori esternalizzazioni tramite cessione di ramo d’azienda da parte di Fruendo a terzi.

La stessa importante conferma del Ccnl del Credito viene riferita all’Accordo del 19/12/2012 e non, come realmente è, derivante dall’applicazione del III comma dell’art.1 del Ccnl del Credito

Le importanti acquisizioni, che abbiamo già riportato nelle nostre comunicazioni dei giorni scorsi, in materia normativo/salariale che abbiamo contribuito a concretizzare nei giorni di trattativa non sono sufficienti a limitare il peso della mancata realizzazione delle garanzie sul fronte occupazionale e della mobilità.

A questo si aggiunge il fatto che l’Azienda ha posto come pregiudiziale l’accettazione di una premessa come parte integrante dell’Accordo nella quale non solo si dà un giudizio positivo del processo di esternalizzazione ma si afferma la preesistenza di un ramo d’azienda dotato di autonomia funzionale ed organizzativa, fatto questo da noi sempre contestato e mai ufficializzato in sede di trattativa.

È evidente il tentativo da parte dell’Azienda di limitare i diritti individuali dei Lavoratori che dovessero decidere di ricorrere in sede legale.

 Per questo motivo non abbiamo firmato l’Accordo e abbiamo deciso di convocare al più presto i Direttivi di Coordinamento per una valutazione complessiva della situazione.

Riteniamo altresì indispensabile che questo Accordo venga sottoposto al voto vincolante dei Lavoratori come previsto dagli accordi interconfederali.

 

 

 

 

Siena, 21 dicembre 2013​​​LA SEGRETERIA FISAC MPS

 

 

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