Legge sull’aborto presentata dal governo spagnolo

Risoluzione approvata dalle Confederazioni sindacali CCOO – Comisiones Obreras, Cgil – Confederazione Generale Italiana del Lavoro e CWU, Communication Workers Union sul disegno di legge per “la protezione della vita del feto e dei diritti della donna incinta” /legge sull’aborto, presentata dal governo spagnolo

La CGIL, la CWU e CCOO manifestano il loro più deciso rifiuto al disegno di legge sull’aborto che l’esecutivo del partito popolare intende approvare. Una riforma che comporta un attacco frontale alla libertà, alla dignità e all’integrità delle donne. Le confederazioni sindacali difendono il diritto delle donne di decidere liberamente e in modo responsabile sulla propria maternità, rifiutando un ritorno ad una situazione di mancanza di tutela e di insicurezza per le donne e gli operatori sanitari. La riforma normativa che il governo del partito popolare intende portare avanti rispetto all’interruzione volontaria della gravidanza nega e penalizza il diritto delle donne di decidere liberamente e in modo responsabile sulla propria maternità. Una nuova legge che, secondo le parole dello stesso Ministro Alberto Ruiz Gaillardon, proibirà l’aborto anche “nei casi di disabilità del feto” e in cui, inoltre, “il pericolo per la salute fisica o psichica della donna dovrà essere dimostrato”, dubitando quindi dell’affidabilità delle diagnosi effettuate dagli operatori sanitari interessati.

Un ritorno al concetto di aborto come reato, che comporterebbe un chiaro passo indietro normativo, che eliminerebbe i diritti fondamentali delle donne, separando la Spagna dalla maggioranza delle legislazioni europee, che invece riconoscono la libertà e la capacità delle donne di decidere. E’ un esplicito passo indietro ideologico che risponde agli interessi dei settori più reazionari e alle pressioni della Conferenza episcopale.

Cgil, CWU e CCOO sostengono l’attuale legge fondamentale 2/2010 sulla salute sessuale e riproduttiva e sull’interruzione volontaria di gravidanza, poiché garantisce l’autonomia e la libertà delle donne rispetto alla propria sessualità, rispetto alla decisione sulla propria maternità e quindi sull’aborto perché, equiparando la salute sessuale e riproduttiva alle altre aree della salute pubblica, garantendo l’equità, la parità di accesso e la disponibilità dei metodi anticoncezionali e dell’educazione sessuale a tutti i cittadini, la sua applicazione ha ottenuto una riduzione delle gravidanze non desiderate ed è praticamente riuscita ad eliminare l’aborto clandestino in Spagna, con effetti molto rilevanti sui gruppi particolarmente vulnerabili.

Cgil, Cwu e CCOO manifestano il proprio rifiuto per ciò che comporterebbe una doppia discriminazione di genere e classe sociale, inducendo alla clandestinità le donne che non dispongono dei mezzi economici necessari, mettendone a rischio la vita e la salute.

Richiamano inoltre il governo alla propria responsabilità in uno stato laico e democratico come garante dei diritti fondamentali delle donne.

Cgil, Cwu e CCOO difendono il principio etico del rispetto dell’autonomia della capacità morale delle donne ad emettere propri giudizi, a decidere sui propri dubbi e a prendere decisioni, tra cui la libera decisione sulla propria maternità ed esigono il ritiro del disegno di legge, perché comporta un attacco alla libertà e la dignità delle donne.

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