Rsa Toscana: Comunicato ai Lavoratori

By: riccardo palombi – All Rights Reserved

Le RSA FISAC CGIL MPS Toscana, riunitesi il 18 febbraio a Firenze, esprimono forte preoccupazione per il clima pesante che si vive in azienda. Troppe le contestazioni che si vedono recapitare i colleghi, anche per fatti accaduti sei o sette anni addietro, con sanzioni disciplinari comminate anche quando vengono dimostrate palesi falle nella normativa aziendale. Ribadiamo l’importanza di contattare sempre la propria RSA ogni volta che vi dovesse essere richiesta una memoria scritta o nei casi in cui arrivassero gli ispettori direttamente in filiale.
Il Progetto Regata, già sperimentato nell’Area Toscana Sud, anziché introdurre un metodo di lavoro diverso per promuovere i contatti verso la clientela “dormiente”, rischia di trasformarsi unicamente in ulteriore strumento di controllo. In particolar modo questo accade quando, chi è preposto a monitorare esclusivamente la produzione altrui, si limita a pesare quotidianamente i risultati di vendita in base ai contatti fatti il giorno precedente. Premesso che tra DTM e DTM c’è grande differenza nei comportamenti, nei modi di agire e nel supporto dato alla rete, le RSA ricordano ai vari controllori che nessuno per fortuna è retribuito a provvigione e che, per tutti, lo stipendio del 27 è l’unica gratificazione rimasta per aprire le bussole ogni mattina, metterci la faccia, e provare a servire al meglio i clienti con i prodotti e i servizi messi a disposizione dalla Banca.
Le nuove schede di valutazione della prestazione, anziché introdurre più meritocrazia interna (per chi crede che questo sia ancora possibile …), rischiano di essere l’ennesimo boomerang demotivante per tutto il personale. Ci giungono notizie, infatti, circa la volontà aziendale di partire con giudizi bassi per tutti. Anche solo la terminologia utilizzata è discutibile: da esser valutati tutti con “ottimo” passeremo a essere quasi tutti “parzialmente adeguati”, dopo aver chiuso un 2013 in trincea per difendere l’onorabilità della nostra Banca, rovinata dai vertici, che sta ancora in piedi soltanto grazie ai lavoratori. Con i tagli alla formazione, ci domandiamo anche quali/quanti percorsi formativi saranno avviati, per dare l’opportunità ai colleghi di acquisire le competenze mancanti. Ricordiamo che è sempre possibile rivolgersi al proprio RSA per presentare ricorso, soprattutto nei casi di giudizio negativo, “non adeguato”.
Il nuovo sistema di trasferimenti rischia di essere peggiore del precedente. Sono previsti movimenti tra DTM che dichiarano possibili uscite, unicamente verso DTM sott’organico, con possibilità d’ingresso. Se tale criterio sarà applicato rigidamente, potrà vanificare le speranze di riavvicinamento nel breve periodo di tantissimi colleghi pendolari, che lavorano lontano di casa da anni. Oltretutto citiamo un solo dato: 32 domande in ingresso verso l’Area Toscana Nord e ben 132 in uscita. E allora viene
facile da domandarsi: come potrà l’azienda gestire ogni legittima richiesta di trasferimento senza aggravare ulteriormente la sofferenza organici già ampiamente diffusa in alcuni territori della Regione?
Il taglio dei costi riguarda anche la sicurezza delle filiali. Numerose, infatti, sono le guardie armate rimosse dalle agenzie negli ultimi tempi. Vista la recrudescenza di rapine, truffe e furti con destrezza, le RSA invitano i cassieri a porre quotidianamente la massima attenzione sul maneggio dei valori e invitano i titolari a segnalare, alle funzioni competenti, le varie disfunzioni che possano essere riscontrate su tutti gli strumenti di sicurezza messi a disposizione dalla Banca (controllo impianto videosorveglianza, guasto bussole, guasto metal o biometrico, porta di accesso al retro sportello che non si chiude, assenza di mezzo idoneo per riporre temporaneamente valori presi in carico ecc. …).
Il rilancio della nostra Banca passa attraverso la condivisione e il dialogo, a partire dalla ripresa di relazioni industriali serie e continue tra le parti, sia al centro che in periferia.
Occorre che l’azienda impedisca a tutti i livelli il ricorso a pressioni accompagnate da minacce più o meno velate, al comando aggressivo o ai toni alti che calpestano la dignità di tanti titolari e gestori. Lavorare per obiettivi deve significare lavorare in squadra, per raggiungere un traguardo preventivamente concordato e condiviso da tutti, e non deve più significare lavorare a cottimo per “meritarsi” lo stipendio!
Le RSA FISAC restano a disposizione per ogni altra informazione ed eventuali chiarimenti.
Firenze, lì 18 febbraio 2014

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