Bologna: Tavola Rotonda sulla Buona Finanza

Il 24 Febbraio presso la Sala di Vittorio della Camera del Lavoro di Bologna a margine della prima giornata del X Congresso Provinciale della Fisac di Bologna si è tenuta una Tavola Rotonda nella quale a discutere di Buona Finanza si sono trovati Agostino Megale Segretario Generale Nazionale Fisac CGIL, Vincenzo Colla Segretario Generale Regionale CGIL e Carlo Cimbri Amministratore Delegato del Gruppo Unipol – Sai.

In Italia bisogna smettere di cercare la supplenza ed ognuno deve tornare a fare le sue cose: le Aziende le Aziende, i politici i politici, i regolatori i regolatori, invece si è mescolato tutto“. Questa la risposta di Cimbri alla proposta sindacale di aumentare i poteri regolatori del sistema finanziario. Poteri che per Cimbri sono insufficienti. “Io parlo dei problemi che conosco – dice ancora Cimbri – I problemi di Fonsai non si originano dalla sera alla mattina, non è che certe criticità e cattive gestioni non fossero nel chiacchiericcio generale. Consob ed Isvap hanno i poteri di controllo. Ed ogni volta che sento di crisi come quelle del Monte dei Paschi sento chi dice che sono necessari nuovi poteri di controllo. Ma i poteri che hanno sono già sufficienti.

Cimbri rispetto alla proposta di Agostino Megale di “vietare la vendita di alcuni prodotti finanziari, primi fra tutti i derivati” risponde che “io sarei ancora più rigido: vieterei quelle montagne di carta, quei tomi di prospetti informativi che servono solo a parare la schiena di qualcuno. Se vogliamo rendere un servizio ai cittadini li dobbiamo vietare. Come dobbiamo vietare il trading on-line e le slot machine.”

Per Vincenzo Colla invece: “ O riprendono i consumi interni o altrimenti ci sarà un impatto sul manifatturiero. Un terzo delle nostre imprese lavorano sull’estero e stanno guadagnando molto bene. Un terzo le stiamo tenendo in piedi con gli ammortizzatori sociali, molte le salveremo. Abbiamo fatto miracoli con i tavoli istituzionali ed anche con l’aiuto di banche ed ABI, ma un terzo delle imprese le stiamo tenendo in piedi con l’aiuto del respiratore, e non sappiamo come andrà a finire. Le Aziende falliscono per cassa, non per patrimonio. E qui abbiamo aziende che hanno anche grossi patrimoni, come quelle edili, ma se non ripartono i consumi andranno in black out di cassa.”  

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