Rsa Ex Gruppo Napoli: Dizionario delle parole perdute – N

 

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La Banca che conoscevamo non esiste più, non solo negli assetti proprietari, gestionali e manageriali, ma, purtroppo e soprattutto, nel clima aziendale, negli aspetti valoriali e solidaristici, nel rispetto dei diritti e delle persone.

E’ nostra intenzione, a partire da questo comunicato, fare una sorta di vocabolario delle parole – e dei valori – che sembrano essere stati distrutti dall’azienda, ma che devono tornare ad essere invece al centro del nostro quotidiano lavoro. Cominciamo, in ordine casuale, dalla lettera:

N come NORME: da sempre invitiamo i colleghi al pieno rispetto delle norme, ma oggi farlo è diventato un sistema di autodifesa ancora più essenziale da quando si è capito che l’Azienda al primo errore ti lascia a piedi, aprendo istruttorie tese alla ricerca del colpevole (definito in malafede a priori) su cui scaricare le responsabilità e comminando provvedimenti disciplinari senza precedenti.

Il costante richiamo aziendale al rispetto delle norme, però, viaggia a due velocità: è coercitivo quando attiene alla sfera dei diritti dei lavoratori (piano ferie, orario di lavoro) mentre è flessibile e blando – salvo richiamarlo in caso di guai –  sugli aspetti lavorativi. Gli esempi sono tanti, dalla Mifid a Regata, ma oggi ci soffermiamo sul caricamento ATM.

Quando ci è stata segnalata a gennaio, abbiamo pensato, e ci scusiamo con i colleghi che l’hanno segnalata, che la comunicazione aziendale fosse frutto di refusi tali da renderne palesemente grottesco il contenuto.

Abbiamo sperato che qualcuno se ne accorgesse ma, visto che continua a circolare, siamo costretti a pensare che si tratti di una scelta e non di un errore.

Di cosa parliamo? Settimanalmente una mail avente per oggetto “ATM***EFFICACE CARICAMENTO PER IL WEEK END” viene inviata dal DOR alle filiali dell’AT Sud, ai titolari e sostituti di filiale, responsabili e coordinatori commerciali, GRU ed aolas, settori controlli DOR e servizi supporto rete

Un bel po’ di persone, ben più di 200 – di cui una buona parte dovrebbe avere competenze sulle materie regolate dal nostro CCNL -, sono in indirizzo e la ricevono: possibile nessuno si sia mai accorto delle  violazioni normative disposte in quella comunicazione??

Siamo di fronte ad una popolazione di incapaci, di persone in malafede o dobbiamo semplicemente dedurre che le funzioni aziendali si scrivono tra di loro ma non si leggono?

Nella mail, infatti, si stabilisce, fra l’altro, che il caricamento del bancomat va fatto

o   nella pausa pranzo

o   dopo la chiusura pomeridiana

o   caricando l’ATM al massimo delle possibilità (140/160 k€)

Ormai siamo alla affermazione nero su bianco delle violazioni di legge e di contratto, e senza nemmeno un briciolo di vergogna! Un qualsiasi contratto, compreso il CCNL, può essere derogato solo dalle parti stipulanti con un nuovo accordo. In base a quali accordi, quindi, normative o altro l’Azienda si sente  autorizzata a derogare al CCNL?       

Comunichiamo al DOR, ma dovrebbe già saperlo, che:

*     la pausa pranzo è obbligatoria da CCNL (art.104)

*     le nostre filiali chiudono quasi tutte al pubblico alle 15.45 ed i dipendenti terminano l’orario di lavoro alle 16.15. Il CCNL vigente prevede, all’art. 103 c.12 che fra termine dello sportello e la fine dell’orario di lavoro ci devono stare almeno 30 minuti che servono per la quadratura della cassa

*     ogni ODS può svolgere al massimo 6.30 ore di sportello individuali (art.103 c.10 CCNL) e, vista anche la compressione se non l’azzeramento delle indennità di rischio, non è accettabile vengano chiesti o, peggio, dati per scontati splafonamenti

*     esistono numerose disposizioni locali e nazionali sul tema nelle quali si ribadisce che durante il caricamento ATM vanno garantite le misure di sicurezza necessarie – e durante l’intervallo, tra l’altro, non c’è nemmeno la vigilanza per effetto del taglio unilaterale operato dall’azienda sulla sicurezza – e che questo va fatto a banca chiusa: questo non significa che si fa oltre l’orario di sportello ma che, quando si carica il bancomat, deve essere chiusa la banca consentendo l’accesso solo a persone conosciute (es. D1516 il sistema deve essere posizionato in funzionalità “manuale” anche nel caso di movimento di quantità rilevanti di denaro all’interno della filiale (es. apertura dei mezzi forti contenenti valori, caricamento dell’ATM, prelevamento dalla Cassa Continua Versamenti, arrivo/preparazione del plico valori fino alla sua messa in sicurezza, etc.) Nella posizione di funzionalità in “manuale” l’accesso alla dipendenza deve essere consentito soltanto a persone conosciute e, se non conosciute, deve essere chiesto il motivo per cui vogliono accedere in banca ed un documento di identità, i cui estremi saranno da annotare e conservare a cura del titolare della filiale o di un suo incaricato per un periodo di tempo non superiore a 7 giorni dalla data in cui tali dati sono stati raccolti)

Abbiamo inoltre delle perplessità sulle cifre da caricare, definite sempre nella stessa comunicazione, che sembrano essere in contrasto con precedenti disposizioni in tema di massimali. Riteniamo che occorra chiarezza e rispetto delle norme, tutte e non solo alcune, e soprattutto che non si possa far ricadere sui colleghi le responsabilità connesse ad una riorganizzazione aziendale che mira al solo taglio dei costi e non al funzionamento della Banca

Su questo e sugli altri problemi posti chiediamo un incontro con la Direzione di Area.

 

Napoli, 20/3/2014                                                                          le segreterie

                                                                                                                                                                     Fisac-CGIL Uilca

 

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