Rsa Prato: Pochi, subito (?) e soprattutto maledetti (ovvero: perché non ci piace l’una tantum)

By: Andrea Bonvicini – All Rights Reserved

Il 27 maggio u.s. circa 1000 dipendenti in servizio presso meno di 200 strutture di rete si sono viste accreditare un premio una tantum fra un minimo di 1000 ed un massimo di 3000 euro legato al superamento del 95% dell’ISP (indice sintetico di performance).

Premesso che riteniamo profondamente ingiusto che le strutture centrali vengano escluse a priori dal vedersi riconosciuto anche a livello economico il loro impegno, pensiamo che sia stato un ulteriore errore da parte della banca non aver dato ai lavoratori l’OPPORTUNITA’ di riscuotere il premio, fissando i parametri a posteriori anziché a priori. Inoltre siamo fermamente convinti che questo premio così circoscritto abbia contribuito a creare ulteriori divisioni tra i lavoratori, situazione da noi spesso denunciata in quanto non contribuisce a creare quello spirito di squadra che invece ci viene predicato anche dalla banca stessa.
Ribadiamo la nostra totale contrarietà a tutte queste iniziative unilaterali dell’azienda, al di fuori da qualsiasi contrattazione con i rappresentanti dei lavoratori, ed appoggiamo l’iniziativa delle segreterie nazionali di attivarsi al fine di riconquistare la piena titolarità negoziale su tutto il salario, come previsto dalla piattaforma approvata a larghissima maggioranza dai lavoratori del settore.

Tra l’altro vogliamo sottolineare l’incoerenza dell’azienda che da una parte ci esorta alla “normalità” nelle plenarie e ci valuta e retribuisce anche sulla base del lavoro svolto per la gestione del contenzioso, dell’incaglio, del past due, dall’altra, attraverso l’opera dei settoristi “soldati scelti”, spinge all’inverosimile per il raggiungimento del risultato nel breve periodo attraverso il collocamento dei prodotti da up front, per cercare, forse, di far “sopravvivere” la banca. Purtroppo i lavoratori per primi si rendono conto che questa continua gestione dell’emergenza è indice di una totale mancanza di progetto.

Ci preme, inoltre, un’altra riflessione.

Il “tempismo tristemente fortuito” in questa banca sta diventando un’abitudine.
Infatti il giorno successivo all’erogazione, da parte di MPS, dell’una tantum, ABI nell’incontro con le OO.SS. per il rinnovo del CCNL, “pur riconoscendo il valore di un approccio innovativo al rinnovo del contratto, ha ribadito che per gli anni 2014 e 2015 NON CI SONO LE CONDIZIONI PER UN AUMENTO DELLE RETRIBUZIONI”.

La domanda nasce spontanea:

COM’E’ POSSIBILE CHE IL TERZO GRUPPO BANCARIO ITALIANO CHE NON HA SOLDI PER RINNOVARE UN CIA, che infatti ha totalmente eliminato, CHE PER LO STESSO MOTIVO VOTA IN ABI LA DISDETTA UNILATERALE DEL CCNL, CHE DICHIARA MIGLIAIA DI ESUBERI ED IMPONE AI PROPRIO DIPENDENTI 18 GIORNATE DI SOLIDARIETA’ MINACCIANDO, IN ALTERNATIVA, I LICENZIAMENTI COLLETTIVI, CHE CHIUDE IL BILANCIO AL 31/12 CON UNA PERDITA DI 1,5 MILIARDI, TROVI 1,9 MILIONI PER PAGARE IL SALARIO INCENTIVANTE A 198 STRUTTURE DI RETE??

QUESTA SITUAZIONE E’ PARADOSSALE!!

Tutto ciò verrà fortemente contrastato dalle OO.SS. in questa fase di rinnovo contrattuale.
Ricordiamo a tutte le lavoratrici ed i lavoratori che, tra le altre cose, stiamo chiedendo ad ABI che:

  • IN CASO DI TENSIONI OCCUPAZIONALI VENGANO SOSPESI TUTTI GLI EMOLUMENTI SALARIALI DI EROGAZIONE UNILATERALE, compresi i sistemi incentivanti;
  • CHE I COMPENSI PER IL TOP MANAGEMENT NON SUPERINO IL RAPPORTO DI 1 A 20 RISPETTO AL SALARIO MEDIO DEI LAVORATORI DEL SETTORE E CHE EVENTUALI ECCEDENZE SIANO SOGGETTE A CONTRIBUZIONE MAGGIORATA AL FONDO PER L’OCCUPAZIONE (FOC) NELLA MISURA DEL 5%.

Prato, 30/05/2014
La segreteria

 

…che temi originali, se non per quella vecchia idea de esse tutti uguali
e senza scudi per proteggermi ne’ armi per difendermi
ne’ caschi per nascondermi ne’ santi a cui rivolgermi
ho solo questa lingua in bocca e se mi tagli pure questa
io non mi fermo, scusa, canto pure
… a bocca chiusa…
guarda quanta gente c’è che sa rispondere
dopo di me…
(D. Silvestri – A bocca chiusa)

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