Rsa Campania: Decisamente inadeguati

By: AlessioCC BY 2.0

Gli ultimi stress test della BCE hanno prodotto risultati devastanti sul Monte che ne è uscito con un ulteriore fabbisogno di capitale per 2,1 miliardi. Dalla pubblicazione dei risultati il titolo è finito sull’ottovolante alternando tracolli repentini e tentativi di rimbalzo  in balia della speculazione. Entro il 10 novembre la banca dovrà procede ad elaborare un piano da sottoporre alle autorità europee per colmare il gap di capitale.

Nel frattempo, tanto per rendere solida la Banca, il sig. Profumo ha ritenuto opportuno dichiarare ai quattro venti che il progetto di restare soli va riconsiderato. E così il titolo ha iniziato una immediata agonia che ha portato più volte alla sospensione per eccesso di ribasso e al divieto di vendite allo scoperto, bruciando in poche ore quello che restava dell’aumento di capitale di 5 miliardi fatto solo pochi mesi fa, sì proprio quello che secondo gli alti strateghi doveva definitivamente risollevare il Monte.

Eppure anche i bambini sanno che, per un’azienda quotata in borsa, qualsiasi dichiarazione del genere avrebbe avuto effetti immediati sul titolo!

Perché farlo allora? Avrebbe avuto un senso (anche se doloroso e sconcertante) se, nel giorno immediatamente successivo, fosse seguito un annuncio di matrimonio – più o meno all’italiana – con un’altra azienda. Avrebbe avuto un senso se, sempre nell’immediatezza, si fosse dato conto di un progetto quanto meno percorribile.

Tutto ciò però non è avvenuto: perché allora fare tali dichiarazioni?

E’ solo l’ennesima prova di imperizia da parte dei nostri vertici o qualcuno sta “semplicemente” tirando la volata a qualche cordata consentendo il rastrellamento di azioni a bassissimo prezzo?

Non abbiamo purtroppo una risposta, ma i “nostri” banchieri continuano ad essere osannati e plauditi, così come avvenuto fin dal loro ingresso, per le magnifiche capacità e competenze, nonostante in Unicredit, prendendo una banca a caso, pare abbiano dovuto impegnare ben 3 aumenti di capitale per porre rimedio all’eredità della precedente gestione. Eppure di imperizia sono pieni questi ultimi anni:

–       siamo “all’undicesimo trimestre dell’era Profumo” e la banca continua a macinare perdite. Ok, la Banca ha subito il dissesto causato da una gestione colpevole, anche a detta dei giudici, di una dirigenza che ha dilapidato patrimonio, storia, credibilità e reputazione della banca. Ma sono passati 11 trimestri: si può con onestà continuare a dire che è sempre e solo colpa di chi c’era prima, visto che la situazione continua a peggiorare??

–       il piano industriale  con valenza 2015 è stato stracciato dall’Europa perché ritenuto assolutamente inefficace nelle previsioni patrimoniali e reddituali.

–       la dirigenza ha avversato l’ingresso dello Stato nella Banca, ipotizzato anche dal piano di Almunia in alternativa alla ricapitalizzazione con restituzione dei Monti Bond, perché eravamo in grado di restare da soli ed oggi dice che l’idea di stare da soli forse va riconsiderata

–       l’aumento di capitale di giugno è stato sostanzialmente azzerato, oggi la Banca in cda dovrebbe decidere per un ulteriore aumento di 2 miliardi o forse più. Pare che AXA sia disponibile a partecipare, i cinesi pare offrono 10 miliardi ma la banca pare non abbia ricevuto l’offerta, pare che la Fondazione sia disponibile a fare la sua parte. Un clima di incertezza che lascia mano libera alla speculazione, nella distrazione totale dei controllori che  per ruolo istituzionale nazionale avrebbero dovuto allora e devono controllare e vigilare oggi.

I conti non tornano e la credibilità della Banca va sempre più giù

I tagli previsti nei Piani Industriali sono stati scaricati solo sui lavoratori che hanno pagato e pagano un prezzo altissimo per un progetto di risanamento che, come avevamo purtroppo previsto, si è dimostrato sbagliato e fallimentare.

Chiediamo con forza una assunzione di responsabilità da parte dei vertici della banca: chi ha sbagliato deve prenderne atto e coerentemente comportarsi. Vale per il management di ieri e anche per quello di oggi, lo stesso che, nel mare in tempesta, ha ben pensato di dare priorità al proprio status e si è vergognosamente aumentato lo stipendio.

Chiediamo che si tenga conto delle migliaia di lavoratori che hanno sempre lavorato e lavorano per traghettare questa banca fuori dalle acque melmose in cui è stata condotta e che oggi sono lasciati, ancora una volta, soli a dare spiegazioni  ai clienti per evitare abbandoni e panico!

E mentre tutto questo accade, per il  “rilancio” della banca, sono partiti in contemporanea i progetto Gemini e lo stupendo progetto Regata Corporate che, come dimostrato nelle filiali che già lo subiscono da tempo, serve solo a devastare i lavoratori con decine di inutili mail quotidiane inviate dai vari responsabili contenenti incitazioni, minacce, consigli per spacchettare  i contratti e demoltiplicare fittiziamente i contatti e i risultati per il solo compiacimento di una direzione che ancora “gioca”, togliendo tempo prezioso all’unica vera strategia vincente: fare la banca come la sapevamo fare, con l’intermediazione del credito, la vendita di veri servizi, il controllo e la gestione degli affidamenti.

Regata Corporate sta partendo  con la classifica delle DTM dei Centri PMI, dei Team e con il grido dei responsabili di area ad incitare: “AVANTI VEDIAMO CHI E’ PIU’ BRAVO E RISALE LA CLASSIFICA PER PRIMO”.

Tutto ciò non è solo scorretto, ma alla luce di quanto sta accadendo, è offensivo, ridicolo, dannoso e molto triste!

 

Napoli, 5/11/2014    

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