Quarta Conferenza mondiale di UNI Women

La quarta Conferenza mondiale di UNI Women inizia a Cape Town il 4 dicembre 2014 alla presenza di circa 700 donne che si trovano qui insieme per discutere su come ottenere una società più equa.
Tra i temi in discussione nei due giorni di conferenza ci saranno la disparità salariale, comune a tutto il mondo, la salute di genere, la violenza domestica e le molestie sul lavoro.
Per la Fisac sono presenti Chiara Canton, Cinzia Ongaro, Anna Maria Romano, Fabio Alfieri, Mario Ongaro.

Emozionante
Non c’è altra parola per descrivere ciò che proviamo entrando nel palazzo dei congressi.
L’atmosfera è allegra, frizzante nonostante le facce provate dai lunghissimi viaggi. La mancanza di sonno e riposo non impedisce di sorridere a chiunque incontri. Facce, capelli, vestiti con i colori del mondo.
Entriamo, in anticipo perché abbiamo fretta di vedere, incontrare, esserci.
Il cartellino della delega ha una catenella di perline e sta al collo come una collana.
Including you! masakhane!
Lo slogan del congresso campeggia sullo sfondo, insieme al bellissimo profilo di una donna africana ed al coutdown per l’inizio dei lavori: manca ancora quasi un’ora. Abbiamo tempo per un caffè, le foto, gli incontri.
Cinzia, che ha già vissuto il congresso scorso, ci prepara all’atmosfera che sentiamo crescere.
Nella testa una zuppa di lingue: sbagliamo spesso il saluto. In tedesco con una spagnola, inglese con una francese…..é difficile individuare la provenienza di ognuna di noi senza guardare la delega. Decidiamo di salutare sempre in italiano, per mescolare la nostra lingua a tutte le altre. Basta il sorriso per capirci.
Il tabellone segna Zero: si comincia!
Grazie alle donne africane la cerimonia d’apertura è fantastica: musica, danze, parole e colori.
Donne (e uomini) da tutto il mondo.
Including you, lo slogan del congresso, compreso te!
Si, compresi tutti noi un mondo diverso è possibile. A partire da noi donne.

La mattina scorre veloce e dinamica, tra gli interventi di saluto e presentazione, le performances organizzate dalle donne africane per parlare di noi con linguaggi diversi: canti, musica, teatro.
L’intervento del Segretario Generale di UniGlobal Philipp Jennings ricorda l’impegno profuso per il riconoscimento del ruolo delle donne a tutti i livelli dell’organizzazione e delle organizzazioni affiliate, attraverso il riconoscimento della percentuale di genere.
Philipp ricorda anche le differenze salariali ancora esistenti in tutti i Paesi tra uomini e donne e la necessità d’impegnarsi per il raggiungimento dell’uguaglianza salariale.
Cinque attrici impersonano cinque donne che raccontano i loro problemi sul lavoro: lavoro in azienda che si somma al lavoro domestico, molestie sessuali, discriminazione verso le portatrici di handicap, difficoltà di accesso al lavoro per le più giovani, discriminazioni di carriera e salariali.
Poi l’elezione della presidenza e delle commissioni precede la pausa pranzo.

Il pomeriggio inizia la discussione, suddivisa su 5 assi di approfondimento. Oggi si tratta di:
A) il piano strategico per le azioni dei prossimi 4 anni;
B) a partire da noi per un’economia capace di una società equa.

La discussione inizia, tantissimi interventi, ognuno di 3 minuti. Siamo tutte ordinate e capaci di esprimere concetti importanti in così poco tempo, rendendo il dibattito ricco, interessante e vivace.
Dalla rappresentante delle lavoratrici giapponesi a quella delle funzionarie di banca dello SriLanka il tema della diseguaglianza di fatto é comune a tutte, con la consapevolezza che la strada per il superamento del gender gap passa dalla capacità di globalizzare le nostre lotte e la rete di sostegno.
Viene presentata da Veronica Sampajo la campagna sulla parità salariale: un percorso lanciato il 25 novembre e presentato qui.
http://www.uniglobalunion.org/news/16-days-activism-begins-today

Per il secondo punto, una società più equa, la presentazione della mozione é affidata a una compagna della Commissione Obreras.
La giornata si chiude con la richiesta d’impegno a partecipare alla serata di solidarietà organizzata dalle donne Sudafricane: andremo a piedi tutte e tutti contemporaneamente, formando un lungo serpentone che si muoverà per le strade di CapeTown, per arrivare al circo dei ragazzi di strada, dove assisteremo al loro spettacolo.

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