Rsa Cagliari: Vocazione commerciale e pressioni sul personale

 

By: Greta CeresiniCC BY 2.0

La vocazione commerciale è indubbiamente un aspetto di primo piano nel processo di tenuta della redditività delle filiali e della Banca.

Tuttavia, per evitare il riproporsi di pressioni commerciali quantomeno “spiacevoli” diventa sempre più necessario ricordare ai colleghi della Sardegna, sia quelli presenti in rete che quelli che operano negli uffici interni, quale sia il confine superato delle politiche commerciali che  rischiano di divenire controproducenti rispetto alla gestione della clientela, specificatamente nel post vendita e nella correttezza dal punto di vista della gestione documentale e del credito, anche già sul breve- medio termine, generando nei fatti una possibilità di rischi operativi che espongono i lavoratori a oneri gestionali e responsabilità che possono andare ben oltre la già pesante gestione dei rischi operativi ordinari.

Un assunto di base in merito al rapporto tra spinta commerciale e rischi operativi è la responsabilità del lavoratore rispetto all’operatività messa in pratica: ovvero, anche nel caso in cui si dovessero palesare pressioni commerciali che contemplino prassi operative non conformi alla normativa, la responsabilità dell’operatività a terminale sta in ogni caso in capo al singolo lavoratore, e mai alla funzione aziendale che dovesse porre in essere, anche de visu, tali pressioni votate alla violazione della normativa.

Si richiamano pertanto tutti i lavoratori a rifiutarsi di mettere in pratica qualsiasi tipo di attività che vada in contrasto con la normativa aziendale, anche nell’ipotesi in cui questo venisse ossessivamente richiesto in via informale. Tra i diversi aspetti cui portare attenzione ricordiamo la corretta gestione della contrattualistica in fase di acquisizione di nuova clientela e di vendita e sottoscrizione prodotti.

Tutto questo anche nel caso in cui tali attività si configurino come risultato di attività di sviluppo posta in essere dalle funzioni aziendali preposte, soprattutto in considerazione della delicatezza dell’argomento, che prevede la capacità da parte delle funzioni aziendali di coniugare le necessità commerciali con la conformità dell’operatività alla volontà aziendale espressa tramite normativa.

Perciò, per essere più espliciti e per ribadire concetti già noti e scontati, ma mai quanto dovrebbero, si ricorda che l’apertura di conti correnti deve essere effettuata nei locali dell’azienda alla presenza degli interessati; si ricorda anche che le richieste di apertura e di chiusura dei conti correnti devono essere portate a termine secondo quanto previsto dalla normativa, e non secondo le esigenze di “classifica” relative agli indici di valutazione a brevissimo termine sull’operato delle DTM. Si ricorda altresì che eventuali pressioni in tal senso e l’eventuale rischio di un discostamento dai comportamenti codificati in normativa implicano in primo luogo un danno per l’azienda stessa, oltre che un aggravio di responsabilità per i lavoratori delle filiali coinvolti.

Stessa responsabilità in capo ai lavoratori è quella relativa alle valutazioni di merito creditizio per quanto attiene alla gestione degli impieghi: anche in questo caso si ribadisce il concetto già noto e scontato secondo il quale il lavoratore è responsabile di quanto inserito nelle pratiche relativamente alla valutazione degli elementi che qualificano il merito creditizio dei clienti, anche nei casi in cui tali operatività commerciali siano risultato di attività di sviluppo posta in essere dalle funzioni aziendali a ciò preposte.

Anche in questo caso il rischio è che, per inseguire risultati commerciali immediati, si addossi al lavoratore, al singolo dipendente della filiale, la responsabilità di posizioni che sul medio termine rischiano di rivelarsi quantomeno di difficile gestione. Anche per questo tipo di casistica, così come per tutti i casi evidenziati nelle righe precedenti, si richiede ai lavoratori di segnalare quanto prima alle rispettive Rappresentanze Sindacali Aziendali eventuali comportamenti e autori di tali pressioni, sia per quanto attiene l’operatività futura che per quanto eventualmente occorso in passato.

 

Cagliari, 4 febbraio 2015

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