Bologna: le chiusure di Carichieti un problema per tutti

In data 4 dicembre 2012, la Carichieti e le OO.SS., Fabi, Falcri e Fisac/Cgil, si sono riunite per esaminare la situazione degli uffici amministrativi della Carichieti di Bologna a seguito della decisione con la quale, l’azienda, ha reso noto la volonta’ di voler procedere alla chiusura di tali uffici. Il problema di tale ristrutturazione ha riguardato le ricadute occupazionali su n. 6 colleghe, addette all’attivita di supporto alle filiali/rete di vendita, relativamente alla gestione della cessione del quinto dello stipendio. La Carichieti, infatti, ha comunicato la chiusura dell’ufficio al 31/12/2012 e, conseguentemente, l’apertura della procedura ai sensi della legge 223/91, che prevede il licenziamento collettivo di tutte le lavoratrici dell’ufficio amministrativo sulla piazza di Bologna. A conclusione di una difficile trattativa che ha visto momenti di estrema difficoltà, le parti, ascoltate le lavoratrici interessate, hanno condiviso una soluzione nella quale n. 5 lavoratrici entreranno nel fondo di solidarietà emergenziale di settore. Tutto ciò consentirà alle lavoratrici coinvolte di percepire un accompagnamento economico di 24 mesi unitamente all’accredito dei contributi previdenziali ed un incentivo economico all’esodo. Per una lavoratrice è stato concordato il trasferimento presso la Sede Centrale. Nonostante si sia stato raggiunto un accordo che riesca a garantire un temporaneo sostegno al reddito siamo consapevoli che il risultato raggiunto non attenuerà le difficoltà a cui le lavoratrici andranno incontro. Le OO.SS., nonostante il difficile scenario nel quale il settore versa, sono certi che ci siano le condizione per una soluzione positiva per la riassunzione delle lavoratrici in altre banche operanti in Emilia Romagna. A tal fine, si impegnano ad interessare l’Organo di Vigilanza, le Istituzioni territoriali e le Fondazioni bancarie di riferimento affinchè si possano trovare le giuste soluzioni per non perdere le professionalità esistenti e, ancor di più, i livelli occupazionali.

Scarica il comunicato