ER – Sofferenze: allarmismo o realtà?

Già a gennaio del 2015 come Fisac ER denunciammo che il problema del settore bancario non erano i salari dei dipendenti (allora in discussione in attesa del rinnovo del CCNL) ma il dato sulle sofferenze. Nello stesso volantino inserimmo anche la tabella che ne evidenziava la crescita esponenziale, da 119,825 mln dell’ottobre 2012 ai 179,255 dell’ottobre 2014 per arrivare adesso a sforare i 200 mln di euro. Allora, a nostro avviso, il sistema stava scaricando impropriamente sul costo del lavoro un problema che in realtà aveva una genesi completamente diversa. Da allora arriviamo ai giorni nostri, alle tempeste di borsa che evidenziano come al solo nominare la parola “sofferenze” si crea una fibrillazione a livello nazionale che interessa tutte le banche di ogni dimensione. È bastato che la BCE inviasse una lettera di richiesta di informazioni aggiuntive sui crediti deteriorati alle banche sotto la vigilanza europea che il mercato è entrato in fibrillazione, al punto che la stessa BCE è dovuta intervenire per precisare che “la richiesta di informazioni inviata ad alcune banche italiane è stata inviata a molte altre banche dell’area euro ed è una prassi standard”
Ma cosa è cambiato nel corso del 2015 che ha creato questa fibrillazione e questa crisi di fiducia nel sistema bancario nazionale? Su questo sposiamo la tesi riportata da un articolo del Fatto dello scorso 19 gennaio dove si sostiene che il mini bail in applicato alle quattro banche nazionali non solo abbia cambiato la percezione dell’aggettivo “FIDUCIA” rispetto al sistema bancario (lo avevamo scritto nel volantino immediatamente successivo precisando che Fiducia, nell’enciclopedia Treccani, è definita come “atteggiamento, verso altri o verso sé stessi, che risulta da una valutazione positiva di fatti, circostanze, relazioni, per cui si confida nelle altrui o proprie possibilità, e che generalmente produce un sentimento di sicurezza e tranquillità” e che avere fiducia che un credito ti verrà restituito era, fino a ieri, un concetto particolarmente forte quando il tuo debitore era un soggetto qualificato, tipo una banca) ma ha fatto ben altro.
Il tristemente famoso decreto, oltre ad avere eroso il termine FIDUCIA ha anche evidenziato che il sistema bancario ha a bilancio le sofferenze mediamente per il 44% del loro valore, nel caso delle quattro banche invece si è ritenuto di valutarle non più del 17% del loro valore. Si tratta di una valutazione corretta? Difficile saperlo, Bankitalia continua nella sua opera di sorveglianza ed in sede ispettiva monitora attentamente le sofferenze banca per banca ed il loro livello di copertura, e quindi verrebbe da rispondere che il ragionamento non è corretto. Allo stesso tempo si tratta della stessa Bankitalia che controllava di fatto le quattro banche da tempo, avendole commissariate, e che solo in ultimo ha ritenuto di applicare questo tipo di valutazioni e questo crea dei dubbi evidenti nell’intero sistema finanziario.
Evidenziamo inoltre la mancanza di “coraggio”, da parte delle Autority: le gravi responsabilità degli amministratori e dei top managers delle banche nella concessione del credito e nella più complessiva gestione degli Istituti Bancari sono sotto gli occhi di tutti e gli effetti disastrosi del loro operato sono stati scaricati sulla cittadinanza e sui lavoratori e le lavoratrici delle banche, due facce della stessa medaglia.
Di fatto l’evidenza di oggi è che il tristemente famoso “DECRETO AFFOSSA BANCHE” ha come risultato di scaricare tutte le responsabilità sui lavoratori e le lavoratrici del settore.
Sarebbe utile che da oggi in avanti sia Bankitalia che Consob si impegnassero a chiedere conto alle aziende di credito in merito alle pressioni commerciali e all’operato degli “strapagati” amministratori e dirigenti delle banche, nell’interesse dei lavoratori e delle lavoratrici ma anche e soprattutto per conto dei risparmiatori e dei cittadini.

FISAC ER SOFFERENZE ALLARMISMO O REALTA (1)

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