Coordinamento donne del 7 ottobre 2016, la relazione.

Buongiorno a tutte,
Abbiamo deciso di dare alla riunione di oggi un taglio molto pratico.
A una mia breve relazione introduttiva di carattere generale seguiranno quindi delle relazioni tematiche sui principali temi su cui vogliamo lavorare nei prossimi mesi, principalmente smart working, molestie sul lavoro e rapporti sul personale maschile e femminile.
Oggi, inoltre, completeremo l’esecutivo con l’ingresso delle due compagne di Cum Pane.
Noi cinque, che abbiamo fatto questo piccolo tratto di strada insieme, qualche giorno fa ci siamo dette: arrivano i rinforzi. Ed è esattamente questo lo spirito con cui le accogliamo.
I mesi che ci separano dall’assemblea delle delegate sono stati per noi faticosi e fertili.
Abbiamo scritto tanto (tanto che pensiamo di far stampare con il calendario otto marzo un blocco con la raccolta delle nostre note scritte.
Abbiamo fatto tanti (forse troppi) progetti, combattendo con il tempo e i chilometri per riuscire a far stare le nostre “visioni” entro i limiti di risorse, per l’appunto, limitate. Limitate nei due sensi della parola, ovvero che hanno un limite ma anche che sono scarse, soprattutto in considerazione del fatto che nessuna di noi è in distacco totale e nessuna è componente del direttivo nazionale. Contiamo, però, che il prossimo bilancio nazionale possa tener conto di questa situazione e allargare un po’ i cordoni per permettere al Coordinamento di svolgere con sempre maggiore autorevolezza il ruolo che gli compete.
E sul nostro ruolo ci siamo trovate a riflettere più volte nei mesi passati (ma su questo tema voglio tornare alla fine).
Abbiamo scritto, dicevo, e alimentato il sito con le nostre riflessioni e i nostri approfondimenti su pari opportunità, politiche di genere, molestie e violenza sulle donne.
Abbiamo organizzato un convegno lo scorso marzo su DIGNITA’ e INTEGRAZIONE FEMMINILE PLURALE e ora siamo alle prese con l’organizzazione un’altra iniziativa, che si terrà probabilmente a fine novembre, su un tema che purtroppo è sempre all’ordine del giorno, la VIOLENZA NEI CONFRONTI DELLE DONNE. Come abbiamo fatto a marzo vorremmo allargare lo sguardo, “guardare intorno” alla violenza, considerare il prima e il dopo, i contesti educativi, le strutture di assistenza, le istituzioni preposte a fare giustizia e proteggere, coinvolgendo interlocutori e interlocutrici con competenze e sensibilità diversificate e possibilmente coinvolgendo molti uomini, sia tra gli ospiti che tra i nostri compagni, perché è del loro pensiero e della loro azione che abbiamo bisogno su questo tema.
ABBIAMO ANCHE IN MENTE DI PROGETTARE, CON L’AIUTO DI AGOSTINO E DELLA SEGRETERIA NAZIONALE, UN CICLO DI LEZIONI tenendo fermo il concetto di “…FEMMINILE PLURALE” che a marzo abbiamo coniugato sulla dignità delle donne e coniugandolo su atri temi, sempre tenendo a mente che la differenza di genere attraversa tutti i contesti e le culture e che, se il rispetto e le pari opportunità per “questa metà del mondo” sono il nostro obiettivo, questo deve fare premio sulle differenze – tante – di cultura, politiche, religiose, di “morale” – che attraversano il mondo delle donne (e anche su questo vorrei tornare alla fine parlando del nostro ruolo). Quindi, non accettiamo di essere usate “contro” le altre culture, e ci tornano in mente l’uso delle violenze di Colonia lo scorso dicembre per alimentare la xenofobia così come la strumentalizzazione politica sul burkini della scorsa estate.
La prima di queste lezioni potrebbe essere proprio AUTODETERMINAZIONE e INTEGRAZIONE, FEMMINILE PLURALE, per raccogliere seriamente la sfida a discutere attorno ai limiti (se ci siano e quali debbano essere) alla libertà di abbigliamento (che in fondo se ci pensiamo è libertà di espressione) femminile (burqa, burkini, dress code tacchi), dato che sull’abbigliamento maschile pare che il problema non esista. Sull’abbigliamento verterà anche il calendario otto marzo, ma non voglio anticipare troppo. E poi, lasciatemi dire, il tema dell’autodeterminazione ci ha toccato ben da vicino con la recente campagna sul fertitlity DUTY…

Vorremmo tenere fermo il collegamento tra femminile a integrazione (plurale, appunto) per due motivi:

  • Perché crediamo che ci sia una stretta relazione tra rispetto/dialogo tra diversi e rispetto per le donne;
  • perché l’avvento della società multietnica, le migrazioni (clandestine e non), il terrorismo sono fenomeni correlati strettamente al tema della convivenza nella diversità e noi crediamo che il rispetto della libertà e dell’autodeterminazione delle donne e degli uomini, debba trovare l’unico limite della nel pari rispetto per la dignità (come dicevamo a marzo) e per la sicurezza fisica (come diremo più precisamente a novembre) di donne e uomini.

Finisco, come avevo promesso, sul RUOLO DEL COORDINAMENTO NAZIONALE. Vi dicevo che ci siamo interrogate più volte nei mesi passati mentre progettavamo, scrivevamo, lavoravamo, sul ruolo nostro come esecutivo e di questo luogo, il COORDINAMENTO DONNE.
Noi pensiamo che non debba accontentarsi di essere un luogo di elaborazione del pensiero femminile (un tempo si diceva autocoscienza), e neppure un luogo di APPROFONDIMENTO delle tematiche di genere, né ci è sufficiente elaborare strumenti (l’analisi dei rapporti sul personale maschile e femminile di cui vi parlerà Annarita è uno di questi) a servizio dell’analisi di genere e della contrattazione.

Noi crediamo che tutto quello che ho appena detto debba farci diventare luogo sempre più autorevole di ELABORAZIONE E PROPOSTA POLITICA E ORGANIZZATIVA della e nella Fisac. Perché questo sia possibile ci servono alcune cose. Le risorse, certo (lo dicevo prima), ma ancor più dobbiamo esserne convinte, e di conseguenza dobbiamo costruire una RETE TRA DONNE che lavori in collaborazione sui temi che insieme scegliamo sapendo superare, quando è necessario, le differenze (di appartenenze, sensibilità, orientamento politico, ruoli) che anche al nostro interno (come fuori, nel mondo) attraversano le donne. Dobbiamo saper essere, anche e innanzitutto qui, FEMMINILE PLURALE e fare alleanza tra tutte sui temi che riteniamo meritino di trovare attenzione e priorità all’interno della Fisac. La domanda che vi poniamo qui oggi (e che vi porremo sempre, ogni qual volta vi faremo una proposta di lavoro comune) è:

Sentiamo la necessità di un posto così, siamo disposte a lavorarci insieme, per mettere a fattore comune il nostro essere donne e ricavarne uno sguardo e un’influenza di genere sulle scelte politiche e contrattuali della nostra organizzazione? Che tradotto vuol dire vederci e sentirci più spesso, anche in piccoli gruppi tematici (ad esempio, tra compagne delle commissioni pario opportunità e/o delle segreterie aziendali) per confrontarci e lavorare insieme su obiettivi comuni.
Non è – badate – una domanda filosofica, né tantomeno retorica.
Non lo è perché la crisi che sta invadendo pesantemente i nostri settori, i pesanti rischi occupazionali che investono il settore bancario, le pressioni commerciali che minano la serenità di lavoratori e clienti e l’affidabilità del settore, la riconversione professionale confusa verso nuovi modelli di “servizio” ci devono interrogare su come usciranno le donne, le lavoratrici, da questo tornado, quali saranno le ripercussioni quantitative e qualitative sul lavoro femminile.
Al contempo, la drammaticità del momento ci spinge a una contrattazione d’emergenza (la contrattazione ai tempi del colera l’ha definita un compagno della mia azienda qualche tempo fa) e questo però non deve diventare sacrificio acritico di tutto ciò che è tutela del lavoro femminile (“e adesso che hai il rapporto cosa pensi di farci mi ha chiesto di recente un compagno della mia azienda…”)

Nella nostra stessa organizzazione la crisi, il conseguente calo di risorse a disposizione, la riorganizzazione interna ci porteranno a breve a semplificare le strutture riducendone i numeri e, anche qui, dobbiamo fare attenzione a preservare la presenza di genere, a custodire gelosamente la teoria e la pratica della norma antidiscriminatoria per evitare che tutto ciò si traduca in una riduzione delle donne nelle strutture. Vedete, quindi, che la domanda che ci facciamo e vi facciamo sul ruolo che vogliamo e possiamo svolgere come Coordinamento Donne è di piena attualità e urgenza.

E’ a partire dalla risposta che sapremo costruire insieme che si misurerà la forze e l’autorevolezza del Coordinamento Donne (tutte) della Fisac nei prossimi anni.

Buon lavoro.

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