CRAL di Gruppo BP: cambiare tutto per non cambiare nulla

Il Consiglio direttivo nazionale del Cral si riunisce (lunedì 3 aprile) per decidere come cambiare se stesso, sulla scorta di ricorsi e polemiche che lo hanno di fatto immobilizzato o quasi, per mesi. Come per la politica, se le regole vengono decise da chi dovrebbe mettere in discussione la propria posizione, è difficile cambiare.

NON SI METTE A RISCHIO LA PROPRIA POLTRONA !!!!

Si è partiti dall’inizio in questa operazione, con l’obiettivo aziendale di coprire uno spazio, costi quel che costi. In questo caso il costo è stato quello della non partecipazione del corpo sociale del Banco e di chi lo rappresenta, ignorandoli bellamente. La conseguenza è quella, oggi, di mettere “pezze su pezze” pur di evitare di affondare. Anche su questo aspetto il Banco non è stato bravo a traghettarci verso la fusione.

Forse un modello di Cral partecipato e democratico nella sua effettività, fa fatica ad affermarsi in un tempo in cui il welfare diventa “aziendale”, ma nel senso stretto che vede le aziende gestirlo direttamente, per farsi un profilo “socialfidelistasostenibileiperflessibileesalutista”, magari risparmiando un bel po’ di quattrini e affidando il tutto ad una società (attenzione: non una associazione tra le persone).

Aspettiamo a leggere le scelte che saranno fatte da questo Consiglio, per portarle all’attenzione di tutti, per una valutazione democratica e partecipata.

Milano/Verona 3 aprile 2017

COORDINAMENTI DI GRUPPO
FABI – FIRST/CISL – FISAC/CGIL – SNFUB – UGL CREDITO – UILCA – UNISIN

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Photo by Rodrigo Soldon 2