Gruppo Société Générale: Trade Union Alliance e la sfida della digitalizzazione

Si è svolto a Praga l’11 aprile scorso il meeting organizzato da Uni Europa Finance che ha visto le rappresentanze europee del Gruppo Société Générale confrontare le diverse esperienze locali in materia di digitalizzazione e dei suoi impatti sull’informazione, la consultazione, la partecipazione ai diritti dei lavoratori e le negoziazioni transnazionali.

Oltre ai rappresentanti italiani (per la Fisac Fabio Alfieri e Patrizia Di Palma) erano presenti i delegati di Francia, Romania, Repubblica Ceca, Norvegia, Spagna, Polonia e Slovenia, che hanno illustrato un quadro purtroppo comune: ovunque le relazioni industriali stanno decisamente peggiorando, con le direzioni locali che si allontanano dal percorso del dialogo che ha caratterizzato i rapporti con le OOSS nel corso degli anni, deteriorando le relazioni e arrivando in alcuni casi al mancato rispetto dei diritti dei lavoratori e dei rappresentanti sindacali. Emblematico il caso della Polonia: nella locale Eurobank la direzione, seppur tenuta all’osservanza dei principi contenuti del Global Framework Agreement siglato il 3 giugno 2015, compie abusi inaccettabili nei confronti dei diritti dei lavoratori e delle libertà sindacali, obbligando alla sottoscrizione di dichiarazioni di appartenenza o meno al sindacato, a scopo intimidatorio, arrivando fino al licenziamento di coloro che dichiarano la loro iscrizione, com’è addirittura successo alla fondatrice della locale RSA, poco prima che registrasse formalmente la rappresentanza. Anche in Repubblica Ceca e Romania sono state rilevate situazioni critiche, con pressioni su lavoratori e rappresentanze sindacali che, seppur non ai livelli di gravità denunciati in Polonia, sono un campanello d’allarme per tutti i sindacati del Gruppo. E’ emersa in maniera decisa la volontà di collaborare in modo costante, al fine di rendere più unita e più forte la Trade Union Alliance e far capire al management dei singoli Paesi e della capogruppo che l’aggressione ad una sigla sindacale o ai lavoratori di un qualsiasi Paese dell’Unione è l’aggressione a tutta l’Alleanza e come tale verrà affrontata. A tal fine, è stata redatta una lettera alla Direzione in cui la TUA stigmatizza il comportamento del management polacco e invita la capogruppo a prendere immediati provvedimenti affinché i diritti dei lavoratori e le libertà sindacali siano rispettati in tutte le aziende facenti parte del Gruppo SG.

Per quanto riguarda la digitalizzazione, vero topic del meeting, la relazione della rappresentante francese ha fatto chiaramente intendere ciò che anche in Italia era ben chiaro: la forte spinta digitale dell’azienda avrà pesanti ripercussioni sui lavoratori, ma la valutazione dell’impatto sarà possibile solo dopo la presentazione del nuovo piano industriale triennale, prevista per settembre. Per ora, si procede speditamente con lo Smart Working, molto spinto dalla direzione di Parigi: nel 2016 è stato sperimentato in 49 Paesi, nel 2017 si prevede l’applicazione ovunque sia possibile, aprendo nuovi scenari e nuove problematiche per le rappresentanze sindacali. Come rappresentare efficacemente una platea di lavoratori frammentata, distante fisicamente dai luoghi del lavoro? La necessità di nuove forme di rappresentanza e tutela sarà la sfida più ardua per le organizzazioni sindacali nell’immediato futuro.

Su questo tema siamo intervenuti anche come rappresentanza Fisac, ponendo gli altri problemi non ancora risolti dalla pratica dello Smart Working: orario di lavoro e controllo a distanza, sicurezza dei dati gestiti dal lavoratore, salute e sicurezza, garanzie rispetto agli incidenti in itinere.