Banco Bpm: riorganizzazione Back Office SGS

3 - Fisac Cgil

Martedì 31 ottobre, nel corso di una riunione della Delegazione di Gruppo, su sollecitazione di parte sindacale rispetto alle intenzioni di riorganizzazione sulle strutture di SGS, la Delegazione Aziendale ha comunicato la necessità di procedere ad una serie di “riarticolazioni di attività” nel mondo del Back Office di SGS per bilanciare le uscite al Fondo di Solidarietà del 30 settembre scorso nonché le prossime del 30 novembre (110 uscite complessivamente).

Prevedendo solo mobilità professionale (quindi nessun trasferimento territoriale) e solo cambi di attività Back Office su Back Office, questi gli interventi che sono stati elencati:

INCASSI E PAGAMENTI

  • Portafoglio e Anticipo Fatture: da Guamo a Milano Utenze,
  • Pensioni, F23/F24: da Novara e Milano a Guamo
  • Trasferimento Rapporti: da Roma a Guamo
  • Tesoreria Enti: da Novara a Milano
  • Cassa Centrale e Carte: da Milano a Novara

CREDITI

  • Finanziamenti ai Privati, Collazione
  • Mutui Privati: da Roma a Milano
  • Mutui a SAL e Post Erogazioni: da Milano a Roma
  • Finanziamenti Agevolati: da Milano a Verona

FINANZA

  • Caveau Titoli: da Modena a Milano

ASSISTENZA RETE

  • Assistenza di Base: da Verona a Milano
  • Assistenza Sportello: da Alessandria a Milano
  • Assistenza Mutui Ipotecari: da Milano ad Alessandria
  • Assistenza Credito Ordinario: da Verona ad Alessandria

Le attività non citate rimangono invariate. L’azienda prevedrebbe di dar corso a queste “riarticolazioni” entro il mese di novembre, con colloqui con i Colleghi interessati dal cambio di attività a partire già dalla prossima settimana. Il problema esiste e da tempo lo stiamo sottolineando.

E’ evidente che a seguito delle corpose uscite previste dal Piano Industriale il modello “duale” con cui viene attualmente amministrata la maggior parte delle attività di back office non regge più.

Però, ancora una volta, il tutto poteva essere gestito diversamente, con trasparenza e soprattutto con tempi diversi, sapendo benissimo da tempo quali sarebbero state le scadenze certe delle uscite.

L’abbiamo ripetuto più volte: pragmaticamente non ci può spaventare l’idea di riorganizzazione, sappiamo che ci dovrà essere; va però affrontata con buon senso, nei tempi giusti e con gli strumenti corretti.

E lo strumento principe è l’apertura di una procedura contrattuale, perché è innegabile che questa riorganizzazione, comunque la si voglia chiamare, produrrà effetti su una quantità significativa di Lavoratrici e Lavoratori.

E diventa quindi d’obbligo capire quali saranno queste ricadute, sia da un punto di vista qualitativo che quantitativo, quante persone cambieranno lavoro, quando verranno spostate le attività, come, con quale modello organizzativo e di processo (ora ne convivono di diversi), con quali piani di formazione e addestramento, ecc. Tutte informazioni che al momento non sono state minimamente comunicate.

Non può essere sufficiente l’affermazione aziendale secondo cui non si vuol creare disagio alle persone.

Se non si aprirà una procedura specifica bisognerà prevedere, nell’interesse delle Colleghe e dei Colleghi che “rimangono”, una serie di confronti che ne riproduca comunque gli effetti e le soluzioni, in tempi ristretti. Perché ci rendiamo conto che, per responsabilità e superficialità aziendali, il tempo a disposizione è poco.

Ci attiveremo perché questo confronto avvenga comunque e possa determinare soluzioni utili e positive per le Colleghe e i Colleghi e le attività svolte in Azienda.

Milano, 31 ottobre 2017

Fisac-CGIL Gruppo Banco BPM

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