Resoconto della riunione dello Steering Group di Uni Europa Finanza

Si è tenuta  il 15 Novembre la riunione dello Steering Group (direttivo) di Uni Europa Finance, il sindacato dei servizi a cui la nostra organizzazione aderisce.

Per la FISAC ha partecipato Fabio Alfieri, ma era presente anche Anna Maria Romano in qualità di contact person  per Uni del dialogo sociale nelle banche centrali.

L’agenda dei lavori era corposa, ma qui i tempi di discussione sono molto ristretti e gli interventi necessariamente sintetici.

Dopo l’approvazione del resoconto dell’incontro precedente, si è passati all’approvazione dell’ordine del giorno.

Si è proceduto ad eleggere la nuova Vice Presidente di Uni Europa Finance, la compagna Ana Martel Gil di CC.OO. che sostituisce il dimissionario Francisco Utrillo Garcia, chiaramente spagnoli entrambi.

Si è poi discusso del rispetto della differenza di genere ed il necessario equilibrio nel direttivo e nell’esecutivo, che oggi non c’è.

Le posizioni sono state differenti ed alcune molto distanti da quelle della FISAC. Abbiamo fatto notare che il meccanismo delle quote in FISAC funziona ormai bene, non è una norma che si può aggirare, anche per la presenza delle Commissioni di Garanzia a cui ogni iscritto può rivolgersi per fare rispettare le regole. Abbiamo anche sostenuto che non può bastare una norma, che noi riteniamo debba essere prescrittiva, ma occorre anche un impegno culturale di lungo periodo, fatto d’iniziative e formazione finalizzate.

Il Presidente si è impegnato ad avanzare una proposta nella prossima riunione dello Steering Group.

Dopo alcune informazioni sulla prossima Conferenza di Uni Europa Finance, che si terrà a febbraio del 2018 e sul Congresso di Uni Global previsto per giugno 2018, è stato illustrato il risultato di una ricerca sulle Fin – Tech (FT) ed annunciata un’altra sulla digitalizzazione.

Dalla ricerca emerge una grande diffusione delle FT in tutto il mondo, dove quasi ovunque non hanno regole da rispettare, contrariamente a quanto avviene per le Banche e le Assicurazioni.

In Europa si sta lavorando alla creazione di norme ad hoc, ma siamo ancora molto indietro.

Negli Usa ed in Europa si stanno chiudendo migliaia di sportelli bancari con la scusa della concorrenza delle FT, ma questo appare, secondo la ricerca una scusa per due motivi:

1)      In tutti i Paesi le banche si stanno attrezzando per limitare la competizione delle FT, promuovendone esse stesse di nuove o comprandone tra quelle già esistenti;

2)      Nel resto del mondo il numero degli sportelli sono in crescita, soprattutto nei Paesi in evoluzione ed anche in Cina dove la crescita delle FT è la più alta in termini percentuali.

Si registra inoltre a livello mondiale una tendenza a ridurre servizi e clientela ritenuti non sufficientemente profittevoli per le banche. Da qui si è aperta una discussione nello Steering Group sul ruolo delle banche, nella quale siamo potuti intervenire come italiani, sulla base delle proposte che avevamo avanzato nel precedente rinnovo contrattuale ed in particolare sul modello di banca.

Angelo Di Cristo, ex Fabi ed oggi Capo Dipartimento di Uni Finance Global ha evidenziato come il percorso di abbandono della contrattazione collettiva in Slovacchia da parte delle controparti si è estesa anche in Cekia; in entrambi gran parte del lavoro viene dai Paesi Occidentali dove la contrattazione collettiva è forte. Occorre dunque intervenire nei Cae, nel Dialogo Sociale Europeo e chiaramente in tutti i Paesi dell’est dove questo avviene.

Prima del consueto resoconto sull’andamento dei gruppi di lavoro sui Cae, la Regolamentazione Europea e del dialogo sociale nelle Banche, nelle Assicurazioni e nelle Banche Centrali, ha avuto luogo il momento più emozionante della giornata: tre lavoratrici statunitensi del Banco di Santander ci hanno raccontato del loro tentativo di costruzione del sindacato nelle loro filiali, del licenziamento per questo motivo di una di loro e delle condizioni di lavoro dei bancari.

Un terzo dei lavoratori bancari nel mondo sono negli Usa e non hanno il diritto di rappresentanza. In Santander i lavoratori sono sottoposti a pressioni commerciali, che si esplicano anche con la registrazione dei dialoghi che intrattengono con la clientela e se anche la sola inflessione della voce è diversa da quella prevista come standard, l’azienda può procedere al licenziamento.

Le paghe in Santander sono sotto la media nazionale per tutti ed esistono ulteriori differenziazioni tra bianchi e neri.

Le tre lavoratrici, insieme ad una coordinatrice esterna del sindacato hanno promosso gruppi di pressioni in tutte le filiali sud americane della banca ed ora si sono spostate in Europa, nel tentativo di avere spunti per le loro rivendicazioni, ottenere solidarietà ed insieme esercitare pressione sulla Direzione Generale.

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