Rsa Roma e provincia: La fatica di Sisifo

1a - Fabi 2 - First Cisl 3 - Fisac Cgil

Nei prossimi giorni inizierà la consegna delle schede di valutazione della prestazione
per l’anno 2017, anno difficile per il Gruppo che ha chiuso il bilancio con una perdita
netta consolidata di esercizio pari a 3,5 miliardi di euro.
Vista l’”aria che tira” non vorremmo che la responsabilità di questo risultato venisse
imputata al corpo lavorativo abbassando e “budgettizzando” le schede di
valutazione, tentando goffamente di negare il fatto, peraltro evidente a tutti, che
tale risultato è esclusivamente il frutto di pesanti carenze organizzative e produttive,
aggravate da una palese e generalizzata carenza di organici. In aggiunta alla già
difficile situazione, la recente ed insensata ristrutturazione delle aree (resa ancor più
incomprensibile dalla recente fuoriuscita di coloro i quali la ristrutturazione l’hanno
voluta ed applicata) non ha fatto altro che acuire la già grave carenza di organici in
filiale a vantaggio dei ruoli di ‘controllo’ in special modo nelle DTR, oltre ad
aumentare esponenzialmente il meccanismo delle pressioni commerciali,
avvelenando ulteriormente un clima già insopportabilmente pesante. Tutto ciò
vanificando gli sforzi dei colleghi, che come tanti e poveri Sisifo fanno sempre più
fatica a dare un senso ai propri sacrifici.
In un clima esasperato da pressioni di tutti i tipi, ci auguriamo che la consegna delle
schede ed il relativo Colloquio di Feedback, siano finalmente un momento di
confronto costruttivo e aperto e non una mera formalità o, peggio, un’ulteriore
occasione di mortificazione. Esso è infatti “il momento finale del più ampio processo
di gestione della Risorsa, che inizia con l’assegnazione degli obiettivi e prosegue con i
diversi momenti di osservazione della prestazione della Risorsa, volti a raccogliere
elementi oggettivi tali da consentire al Responsabile di esprimere una Valutazione
equa e basata sui fatti” (Doc. 1709).
Ricordiamo inoltre che la valutazione della prestazione non è la valutazione della
produzione. Ciò è sancito anche dall’Accordo sulle Politiche commerciali del 28
Febbraio 2018: “Le Parti infine, si danno atto che il mancato raggiungimento degli
obiettivi quantitativi commerciali di per sé non determina una valutazione negativa e
non costituisce inadempimento del dovere di collaborazione attiva ed intesa ai sensi,
rispettivamente, degli artt. 75 e 38, comma 2, CCNL 31.3.2015
E’ quindi necessario che tutti i soggetti coinvolti da questo processo si adoperino
con la massima responsabilità per evitare l’ennesimo avvilimento della
professionalità e della dignità del corpo lavorativo, anche perché se così non fosse
l’azienda si assumerebbe una enorme responsabilità anche rispetto al fatto che –
oltre ad aver determinato un pericoloso problema di valorizzazione e motivazione
del personale- negli ultimi periodi e per stessa ammissione aziendale, si stanno
facendo i conti con una grave e generalizzata carenza di organici. Ed un personale
demotivato e sottodimensionato allontana ancora di più la possibilità di
raggiungere gli obiettivi fissati dal piano di ristrutturazione.
Riteniamo che questo approccio sia da rispedire al mittente e ricordiamo che è
diritto del lavoratore, qualora il giudizio sia ritenuto non congruo, presentare ricorso
entro 15 giorni dalla sottoscrizione del giudizio di sintesi ricevuto. Il ricorso dovrà
essere avviato presentando lettera contro il giudizio professionale e notificato alla
Funzione Gestione Risorse Umane che entro 30 giorni provvederà a convocare la
risorsa con l’assistenza, se richiesta, del proprio rappresentante sindacale. E’ anche
previsto il riconoscimento di un congedo straordinario retribuito per il tempo
necessario alla predisposizione delle argomentazioni da produrre in sede di ricorso.
Sottolineiamo che il ricorso è uno strumento messo a disposizione dal Contratto
Nazionale che deve essere agito senza alcun remora o paura poiché va vissuto
come un momento di chiarimento e confronto costruttivo, anche qualora venisse
confermata la valutazione al termine del procedimento che non prevede successivi
gradi di appello.
Roma, 20 Aprile 2018 Le Segreterie

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