Banco BPM: lettera aperta delle OO.SS problema diamanti


Milano, 22 febbraio 2019

Spett.le Banco BPM
Direzione Risorse Umane
Relazioni Industriali

Oggetto: lettera aperta delle OO.SS problema diamanti

Facciamo seguito alle richieste fatte sul tavolo di delegazione e poiché a tutt’oggi mancano adeguate disposizioni per il personale, nonché le necessarie comunicazioni dirette alla clientela, dobbiamo intervenire per arrivare ad una gestione del problema diamanti che attenui le tensioni ed i rischi ai quali è soggetto il personale di rete, situazione che è stata aggravata dal processo mediatico in corso.

Il Gruppo BancoBPM ha deciso di affrontare il problema diamanti in maniera diversa rispetto ad altri gruppi di dimensioni nazionali che hanno invece proceduto al rimborso integrale di quanto originariamente investito dal cliente acquirente in diamanti. Questa scelta ha generato un’ estrema conflittualità con i clienti che i colleghi di rete si trovano a gestire già sfociata in più di un caso in denunce a carico dei lavoratori del Gruppo.

Dopo il fallimento di IDB ed il sequestro disposto dalla magistratura si è aggiunto anche il problema dei clienti che hanno lasciato in deposito presso il caveau della stessa IDB le pietre; come già rimarcato dalle OO.SS., le comunicazioni fornite alla rete sia antecedenti l’incontro con la curatrice del fallimento che quelle pubblicate posteriormente sul portale aziendale sono informali e prive di disposizioni specifiche, questo ha fatto sì che i colleghi si siano trovati ancora una volta soli, accompagnati dal solo tam tam mediatico e dalla rabbia dei clienti.

Come già anticipatoVi in sede di delegazione nell’incontro del 21 febbraio, siamo determinati a chiederVi disposizioni chiare ed esaustive che a nostro parere si concretizzano nel:

-gestire i reclami in via accentrata non coinvolgendo i colleghi di filiale

-predisporre una corretta comunicazione scritta da consegnare a tutti i clienti che hanno acquistato i diamanti, compresi quelli che non hanno ancora attivato i percorsi transattivi, identificando in maniera chiara gli interlocutori di riferimento.

-dare assistenza ai clienti per le pratiche relative alla restituzione della pietra da parte del curatore fallimentare

Il terzo istituto di credito del Paese, a nostro avviso, non può permettersi di temporeggiare ulteriormente su una questione tanto delicata: il problema non può e non deve essere responsabilità dei colleghi.

La responsabilità è aziendale e come tale l’azienda deve farsene carico!

Gli articoli di giornale apparsi in questi giorni che riportano quanto disposto dalla magistratura nei confronti di personaggi appartenenti al top management non devono coinvolgere i colleghi che sono stati solo pedine soggetti a fortissime pressioni.

L’assunzione di responsabilità nei confronti dei clienti rifondendoli integralmente sarebbe un passo decisivo per recuperare l’enorme danno reputazionale ed abbattere la pressione della clientela sui lavoratori della rete.

Da parte sindacale esprimiamo la massima determinazione ad intraprendere tutte le iniziative necessarie per scongiurare altri rischi ed altre dirompenti tensioni ai danni dei nostri colleghi, a fronte del protrarsi di una gestione quanto meno inadeguata di questa situazione da parte dell’Azienda.

Distinti saluti.

COORDINAMENTI GRUPPO BANCO BPM
FABI – FIRST CISL – FISAC/CGIL – UILCA – UNISIN

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