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Il Gruppo Banco Bpm risulta pesantemente coinvolto nello scandalo diamanti, assieme ad altre primarie banche nazionali. Il provvedimento dalla Procura della Repubblica di Milano ha disposto il sequestro di 84,6mln presso il Gruppo per tutelare i risparmiatori coinvolti. Nel provvedimento del Garante del Mercato e della Concorrenza (AGCM), che ha irrogato al Banco Bpm una sanzione di 3,35 mln, in seguito confermata dal TAR del Lazio, viene riportato in oltre 600 mln il valore complessivo delle vendite intermediate dal Gruppo tra il 2011 e il 2016, indicando in almeno 30.000 il numero dei clienti coinvolti.

Nel bilancio 2017 sono stati accantonati circa 43 mln rispetto al rischio diamanti. Nel bilancio 2018 sono stati accantonati ulteriori 275 mln per far fronte allo stesso rischio, specificando che “Non si può conseguentemente escludere la possibilità che sia necessario procedere a rilevare ulteriori accantonamenti o riprese di valore nei futuri conti economici.”.

Al 31.1.19, tuttavia, risultavano utilizzati soltanto 25 mln per complessive 2570 conciliazioni. Una scelta che, da un lato carica sul bilancio il costo importante di una assunzione di responsabilità e di tutela rispetto alla clientela, ma dall’altro, vista l’esiguità dei reclami chiusi positivamente con un accordo, espone il Gruppo ad un danno reputazionale forse irrecuperabile.

Mentre i Gruppi concorrenti coinvolti (Intesa, Unicredit e Mps) stanno già da tempo rimborsando integralmente i propri clienti ritirando le pietre, Banco Bpm offre rimborsi parziali, spesso reputati offensivi dalla clientela, e si rifugia dietro alle difficoltà legate al fallimento di IDB, tenendo di fatto le pratiche in sospeso, con l’effetto di alimentare un contenzioso legale crescente per la banca ed i lavoratori incolpevolmente coinvolti.

Ad esito del CdA del 27 febbraio scorso, Banco BPM ha disposto la sospensione cautelativa di 3 top manager coinvolti nell’inchiesta. Il giorno successivo il CdA ha però anche deliberato il piano di incentivazione dei primi 150 manager del Gruppo per 5,1 milioni di euro. Ci permettiamo di affermare che ci vuole una bella faccia tosta per mettere insieme due decisioni così contraddittorie tra loro!

Invece di sostenere queste deliberazioni, pensiamo che, indipendentemente da quelli che saranno gli esiti delle indagini della magistratura, sarebbe molto più utile per il futuro del Gruppo e di tutti gli stakeholders, che l’Assemblea dei Soci valutasse di rivalersi, dopo i rimborsi alla clientela, verso quei top manager che, con le loro scelte hanno originato i danni evidenti che sono sotto gli occhi di tutti, non solo economici, ma soprattutto reputazionali e di perdita di fiducia della clientela e degli stessi lavoratori nei confronti dell’azienda. Ci chiediamo infatti se e come è stata fatta una verifica dei contenuti dell’offerta di IDB da cui sarebbe emersa l’entità della differenza tra il valore delle pietre e i prezzi pagati dai clienti

I lavoratori dei territori maggiormente esposti rivendicano la loro buona fede, prendono posizione pubblica a favore dell’integrale restituzione alla clientela delle somme investite e dichiarano la mobilitazione. Riteniamo che in questa situazione la banca faccia meglio ad utilizzare prontamente gli accantonamenti effettuati smontando un contenzioso pericolosissimo e cercando di riconquistare la fiducia di clienti e lavoratori coinvolti. Altro che attribuirsi 5 milioni di bonus! Utilizzino anche queste risorse per risarcire i danni delle scelte sbagliate del vecchio e del nuovo management!

PIENE TUTELE PER I LAVORATORI! BASTA BONUS AI MANAGER! RIMBORSATE TUTTO E SUBITO!

Coordinamenti del Gruppo BANCO-BPM

Rassegna Stampa

La Repubblica

Corriere della Sera

Il Tirreno

Ansa

Finance Yahoo

Gazzetta di Lucca

Gazzetta del Mezzogiorno

TG Verona