Rsa Roma e provincia: Di chi è la colpa?

Ce lo stiamo chiedendo da giovedì quando abbiamo saputo che una collega a Pescara si è sentita male, ed è stata soccorsa in filiale dal 118, dopo aver ricevuto una lunghissima e pesantissima telefonata, durante la pausa pranzo, dall’onnipresente e tracotante Vice Capo Area.
Ormai è lui il “deus ex machina” della nostra Area, che si pone ad ogni livello di interlocuzione nella filiera commerciale controllando e stigmatizzando ogni comportamento che non sia votato alla produzione di ricavi, “costi quel che costi”, al limite delle regole di condotta e del rispetto dovuto, ed anche oltre. Come purtroppo ha già dimostrato più volte, culminando poi nell’episodio dei giorni scorsi.
Alla collega, tuttora in infortunio, vanno tutta la nostra solidarietà e il nostro sostegno, sia umano che sindacale, ma si pone ormai una domanda non più rinviabile: di chi è la colpa di tutto questo?
Le scriventi OO.SS. hanno già denunciato ripetutamente, ed ad ogni livello, le gesta di questo signore ma finora nessuno è riuscito a ricondurlo a comportamenti consoni con quanto il Gruppo MPS enuncia nel codice etico. E’ infatti scritto: “Il Gruppo si impegna a garantire condizioni e ambienti di lavoro sicuri, salubri e soddisfacenti, in cui i dipendenti sono trattati in modo equo e con rispetto, supportati nello sviluppo professionale e premiati per le buone prestazioni ottenute. … Non è tollerata alcuna forma di discriminazione e vessazione”.
Possibile dunque che il suo diretto superiore, il General Manager, nonostante tutte le rassicurazioni sul rispetto, l’attenzione ai comportamenti e ai metodi di lavoro corretti, non ci sia riuscito? Forse questi atteggiamenti sono tollerati e di fatto avallati, oltre che dalla Capo Area, anche da chi ha l’unico interesse al raggiungimento degli obiettivi commerciali, con il rischio di emulazione da parte di altri e il conseguente avvelenamento del clima aziendale.
Possibile che le Funzioni del Personale, sempre puntuali e pignole nel riprendere i colleghi per uniformarli ai comportamenti in linea con quelli che la Banca si aspetta, anche attraverso lettere di ammonimento e richiami verbali, sciorinando spesso normative interne sempre più stringenti e che non ammettono deroghe, non abbiano mai ravvisato la necessità di contestare formalmente costui?
Possibile che neanche le diverse Funzioni Centrali, a cui le stesse OO.SS. si sono rivolte in varie occasioni, intervengano per porre fine a questa escalation di eventi che minano la creazione di “un clima di lavoro positivo, che valorizzi le individualità, i rapporti interpersonali, contribuendo a realizzare partecipazione, senso di appartenenza e spirito di squadra”? (dal codice etico).
Per quanto ci riguarda non possiamo più concedere credito a nessuno, chiediamo quindi atti concreti che pongano fine subito a questo scempio, altrimenti passeremo alle denunce formali, attivando le procedure di mobilitazione e dando la massima pubblicità alle iniziative intraprese.
Roma, 9 Aprile 2019

Le segreterie RSA

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