Bologna – Invitalia: successo del presidio per la stabilizzazione di 135 lavoratori

(DIRE) Bologna, 6 giu. – Giovani, istruiti, (quasi) disoccupati. – E molto, molto arrabbiati. Sono i professionisti che dal 2012 lavorano alla ricostruzione post-sisma in Emilia-Romagna, assunti da Invitalia con contratti a termine e giunti, a meno di un intevento in extremis, a fine corsa, visto che l’agenzia del ministero delle Finanze non ha intenzione di rinnovare i loro rapporti di lavoro oltre la scadenza del 30 giugno. Si tratta architetti, ingegneri, tecnici, laureati in economia (l’eta’ media e’ attorno ai 30 anni) che si sono occupati delle pratiche per la ricostruzione. “Sono un ingegnere, mi occupo delle istruttorie di concessione e erogazione dei contributi per le imprese colpite dal sisma. Lavoro in Invitalia da circa quattro anni. Abbiamo creato quella che e’ la vera ricostruzione, tutto e’ passato da noi: l’approvazione dei progetti, i consigli alle imprese”, racconta Giuseppe Cavallaro, presente assieme ai colleghi al presidio di questa mattina di fronte alla Prefettura di Bologna.

Dalle mani dei professionisti precari di Invitalia, che ora chiedono la stabilizzazione, sono passati contributi per quasi due miliardi di euro, il 60% dei quali gia’ erogati. “Il 30 giugno andremo a casa e non ci sono speranze, se non la stabilizzazione o qualche escamotage in Parlamento. Noi chiediamo la stabilizzazione, dopo tutti questi anni di precariato, visto che l’azienda ha ancora tanto lavoro”, aggiunge Giuseppe.
“Parlano di lavoro e di onesta’, ci mandano tutti casa col decreto dignita'”, si legge sui cartelli esposti al presidio, dove e’ arrivato anche il segretario regionale del Pd, Paolo Calvano. Intanto, i rappresentanti delle segreterie regionali di Cgil, Cisl e Uil hanno incontrato il viceprefetto, Alessandro Sallusto.

“Serve un intervento per far si’ che sia possibile la prosecuzione dell’attivita’ lavorativa, garantendo i lavoratori e dando una risposta al territorio colpito dal terremoto. Il viceprefetto si e’ impegnato a inviare una nota immediatamente ai ministeri competenti con le nostre richieste. E’ necessario che nel primo provvedimento legislativo utile ci sia un emendamento che consenta di dare continuita’ lavorativa a questi professionisti, come avvenuto nella legge di stabilita’ del 2019 per i lavoratori del terremoto del Centro-Sud”, chiede Paride Amanti della segreteria regionale Cgil. “Per noi e’ fondamentale che ci sia immediatamente un risposta per dare continuita’ al processo di ricostruzione. Non c’e’ solo la stabilizzazione dei 135 professionisti, ma in ballo c’e’ il processo di ricostruzione e la ripresa economica del territorio”, aggiunge dopo il faccia a faccia in Prefettura, Orietta Ruffolo della Cisl. “Il decreto Dignita’ sta creando un disastro. Abbiamo lavoratori che sono precari, che perderanno posto di lavoro e verranno sostituiti con altri precari per le grandi opere di ricostruzione”, e’ l’amara conclusione del segretario regionale della Uil, Giuliano Zignani.

“Le pratiche di Comuni e imprese subiranno ritardi. Il decreto Dignita’ sta creando un vero e proprio casino. Ora la Prefettura solleciti il ministero affinche’ ci conceda un incontro”, conclude Zignani. “Siamo pronti a proclamare pacchetti di ore di sciopero affinche’ il diritto al lavoro sia garantito”, avvertono i sindacati.

Comunicato  Stampa – Grande partecipazione dei lavoratori al presidio che abbiamo organizzato in piazza Roosevelt per chiedere la stabilizzazione dei 135 professionisti di Invitalia, società partecipata al 100% dal Mef, in prima linea nella ricostruzione post terremoto in Emilia Romagna.

Dall’incontro in Prefettura, è emerso l’impegno a sollecitare un incontro Governo-parti sociali per individuare il percorso più celere al fine di garantire un futuro lavorativo stabile a questi professionisti che il 30 giugno vedranno scadere il contratto.

Apprezziamo questo impegno, ma come sindacati non ci fermiamo qui. Siamo pronti a proclamare pacchetti di ore di sciopero affinché il diritto al lavoro sia garantito. Non ultimo, la loro stabilizzazione darà continuità alla ricostruzione la cui conclusione è prevista per il 2020». 

CGIL – CISL – UIL

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