Antiriciclaggio: Emilia Romagna regione a rischio

È doveroso richiamare l’attenzione su un fattore di rischio che coinvolge le nostre aziende e tutti i lavoratori del settore, ovvero le segnalazioni antiriciclaggio e come queste si intreccino sempre più spesso con il mondo delle mafie. Nel corso del 2019 è stato pubblicato l’ultimo rapporto semestrale elaborato dalla Direzione Investigativa Antimafia (relativo al semestre gennaio – giugno 2018), in attesa dei dati aggiornati è comunque importante fare delle riflessioni in proposito visti i contenuti.

Significativo e preoccupante è il fatto che per le “interdittive antimafia” l’Emilia Romagna è la 2’ regione in tutto il centro-nord (dopo la Lombardia) con un numero di aziende colpite da interdittiva, che equivale alla somma di Veneto + Piemonte + Trentino!

Per le “Attività antiriciclaggio” la nostra regione si pone purtroppo al 4° posto nazionale (dopo Lombardia, Campania e Lazio) con ben 4.883 operazioni sospette e indagate, con un incremento di segnalazioni al doppio (più 8,7%) della media nazionale. Concretamente, di cosa si parla? Bonifici bancari emessi o ricevuti; mercato dei titoli azionari; assegni; versamenti o prelievi in contanti; ecc… Quali i nostri settori economici/produttivi più coinvolti? Nell’ordine, secondo gli importi in milioni: edilizia ed agricoltura; servizi per le imprese; commercio; intermediari finanziari; ecc… Guarda caso, gli stessi settori con più elevate denunce ed azioni sindacali per lavoro nero ed irregolare.

Inoltre il rapporto lancia un segnale di estrema preoccupazione nelle “Conclusioni” laddove sono state riportate alcune analisi riferite all’abbassamento di età – fino ad includere le fasce adolescenziali – di coloro che vengono reclutati dalla criminalità organizzata, oltre ad un approfondimento relativo alle caratteristiche professionali di provenienza degli aderenti.

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