Roma: incontro con la delegazione coreana del sindacato KFCLU

Si è svolto a Roma il 2 ottobre l’incontro con la delegazione coreana del sindacato KFCLU (Korean Finance & Clerical Workers Labor Union ), rappresentante il settore della finanza alla  presenza dei sindacati italiani di settore FIsac/CGIL, First/CISL, UILCA e FABI, che ci ha ospitati.

La delegazione coreana ci sorprende per la giovane età e l’interesse per il nostro paese. Il capo delegazione Shuh KIM si presenta in modo spiritoso, scherzando sulla vasta fama all’estero del suo cognome.

L’incontro era stato preparato attraverso uno scambio preparatorio di documenti e con la presentazione di una serie di domande sulla nostra organizzazione sindacale e sul sistema di contrattazione nel settore della finanza.
La discussione quindi si svolge in modo organizzato e cortese, rispondiamo a tutte le loro domande, ci soffermiamo sulle differente tra i due paesi.

Qualche  informazione storica su di noi e sul loro sindacato, nato nel 1945, dopo l’indipendenza della Corea dal Giappone. Il tasso di sindacalizzazione è del 10,7%.

Il loro è molto più focalizzato sul livello aziendale con serie difficoltà di adesione al sindacato. Però, un recente movimento nel mondo del lavoro ha sollevato l’attenzione verso l’industria fino alla costituzione di un nuovo sindacato settoriale, di cui KFSU fa parte. Nonostante ciò, la contrattazione è ancora basata sul nostro secondo livello.

Ci soffermiamo molto sul valore del contratto nazionale e dell’intreccio tra questo e i contratti aziendali, su come vengono costruiti il salario e la rete complessiva di diritti.

Li stupiamo un po’ nel raccontare del nostro sostegno al leader del loro sindacato , imprigionato per 8 anni proprio per la sua attività e ora libero.

La parte sulla politica italiana è impegnativa e divertente e loro ci stupiscono chiedendo se Berlusconi ha ancora qualche ruolo e quale.

Ci lasciamo alla fine di una mattinata intensa con la foto di gruppo di rito e un temporale scrosciante che ci blocca insieme nell’atrio del palazzo. Ma sono giovani, sorridenti, comunque felici di avere del tempo libero nella città eterna prima di ripartire. Il sole arriverà comunque.

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