Banco BPM: sempre in tema di Coronavirus


– Tutto il personale che presenta sintomi da contagio da virus Covid 19 (Coronavirus) deve rivolgersi al proprio medico e seguire la procedura stabilita.
– Tutto il personale che sia venuto a contatto diretto con colleghi aventi le sopra menzionate caratteristiche deve essere lasciato a casa in “quarantena”.

Richieste OO.SS e RLS

– Chiusura di tutti gli ambienti dove sono stati individuati soggetti “positivi”.
– Sanificazione degli stessi a cura di ditte specializzate.
– Possibilità di lavorare in modalità Smart Working.
– Utilizzo di giornate di solidarietà.
– Permessi retribuiti ai genitori con figli in età scolare (sino a termine chiusura scuole)
– Distribuzione di kit (guanti monouso, mascherine e disinfettante x mani).
– Clientela allo sportello diluita in base al numero degli operatori presenti.

Da rendere operative subito.

E’ sotto gli occhi di tutti quanto invece disposto.

1 ) Ricordiamo inoltre che il 27 febbraio l’ATS (Dip. di Igiene e Prevenzione Sanitaria) di Milano interpellato sul “caso” Lodi (positività di un collega) dagli RLS, si era espresso rispetto alla perimetrazione dell’open space considerando lo stesso come un unico ufficio e rimandando alla ATS Val Padana, la definizione della natura degli eventuali contatti tra soggetti all’interno dell’open space medesimo.

TUTTI I COLLEGHI dell’open space, se l’azienda avesse seguito la disposizione, avrebbero dovuto rimanere al proprio domicilio. L’azienda ha invece risposto agli RLS che l’ATS riconosciuta, di competenza per Lodi era l’ATS Val Padana e avrebbe atteso questa determinazione, non riconoscendo, di fatto, la disposizione ATS Milano.

2) In data 28 febbraio l’ATS Val Padana condivideva in toto quanto già espresso dai colleghi della ATS di Milano.

L’Azienda imperterrita ha continuato ad ignorare il tutto, anche la disposizione dell’ATS Val Padana che lei stessa aveva individuato quale idonea per stabilire il concetto di open space per competenza, e di conseguenza gli eventuali contatti diretti avvenuti tra colleghi. (che hanno dovuto rimanere in ufficio).

3) In data 28 febbraio alle ore 18,43 interviene nuovamente l’ATS di Milano, confermando sia la loro prima risposta originaria, sia quella dell’ATS Val Padana ma specificando la natura di “contatto diretto” riferito esclusivamente al concetto di contatto stretto (faccia a faccia) e il nuovo perimetro a cui attenersi per l’applicazione all’interno dell’open space dello stesso: un raggio di 6 metri.

Difficilmente assisteremo ad uno scontro tra “Istituzioni” e quindi………….

In ogni caso vogliamo sottolineare che la nostra Azienda è comunque inadempiente, non solo perchè non ha applicato, da subito, le disposizioni originarie, esponendo i colleghi a rischi e pericoli ulteriori, ma non ha mai applicato nemmeno la misura minimale dei 6 metri stabiliti dalla Ats Milano

Abbiamo voluto riassumere in breve sia ciò che si sarebbe dovuto fare e che altri gruppi hanno fatto, sia gli avvenimenti che hanno caratterizzato la scorsa settimana.

Ora si apre una nuova settimana, quella della presentazione del piano industriale.

Vi terremo informati sugli ulteriori accadimenti.

Un saluto a tutti.

Milano, 2 marzo 2020

COORDINAMENTI GRUPPO BANCO BPM
FABI – FIRST/CISL – FISAC/CGIL – UILCA – UNISIN

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