Banco BPM: si sta facendo tutto il possibile?


EMERGENZA CORONAVIRUS
SI STA FACENDO TUTTO IL POSSIBILE?

A ormai più tre settimane dal primo grido di allarme in Italia – precisamente in Lombardia – e dopo numerosi comunicati volti a cercare di gestire il problema, come Organizzazioni Sindacali vogliamo condividere qualche riflessione e fare il punto della situazione.

COSA È STATO FATTO

È stato mantenuto uno stretto raccordo giornaliero con l’Azienda per seguire tempo per tempo la vicenda, segnalando problemi, priorità ed emergenze.

Sono state sospese le assemblee dei lavoratori, i corsi di formazione non da remoto, le trasferte all’estero ed è stata limitata la mobilità sul territorio prima al minimo, e successivamente dopo le nostre sollecitazioni, quasi azzerata.

È stato esteso – ed è quotidianamente in corso di estensione e affinamento – lo smart working anche con modalità inizialmente non previste.

Sono stati chiesti ed ottenuti interventi a tutela delle colleghe in gravidanza e dei lavoratori immunodepressi o con altre gravi patologie.

Sono stati chiesti ed ottenuti interventi a tutela della genitorialità con concessione di specifici congedi straordinari retribuiti.

Purtroppo, dobbiamo però segnalare la perenne confusione nella comunicazione aziendale che di fatto ha costretto troppe volte le Organizzazioni Sindacali, ad intervenire per l’applicazione corretta di quanto concordato. Troppe volte abbiamo assistito, su tutto il territorio, ma ancor di più laddove la situazione più lo richiedeva, ad interpretazioni fuorvianti e tendenti a non concedere l’utilizzo dei permessi retribuiti a chi ne faceva legittima richiesta.

Di concerto e in continuo collegamento con i Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza, è stato presidiato il tema delle pulizie e sanificazioni dei locali aziendali.

Su questa problematica, sin dall’inizio, abbiamo rilevato, e continuiamo a rilevare, grossi problemi di approvvigionamento, e ritardi inaccettabili, soprattutto nelle zone di maggior contagio.

Dopo l’iniziale contingentamento del flusso della clientela e il successivo piano di chiusure, su pressione delle Organizzazioni Sindacali volta a limitare al minimo indispensabile i contatti interpersonali, è stata presa la successiva decisione di turnazioni sulle filiali oltre le 8 persone e le aperture di soli due giorni dove la turnazione non era possibile. Dal 17 marzo, infine, ingressi solo su appuntamento.

È stato, a questo proposito, chiesto un intervento mirato nelle zone di maggior contagio (come previsto dal protocollo firmato in ABI) che ha portato alla chiusura di ulteriori 94 filiali nelle province maggiormente esposte di Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi e Milano, che portano così il totale di 582 sportelli non operativi su tutto il territorio nazionale. Rimangono 796 filiali aperte con turnazione e 355 filiali con apertura bisettimanale.

È stato esteso, ed è in corso di ulteriore estensione, la possibilità di fruire dello smart learning anche ai colleghi che non avevano inizialmente richiesto questa modalità.

È stata ottenuta la proroga dell’accordo che regola la possibilità di fruire di giornate di sospensione lavorativa volontaria (Giornate di solidarietà), anche se le lungaggini aziendali, per arrivare alla firma dell’accordo, francamente sono a tutt’oggi incomprensibili. Un accordo che si poteva siglare tra le parti, ancora nel mese di gennaio, è stato rimandato senza ragione alcuna sino a pochi giorni fa.

Uno strumento che avrebbe potuto, da subito, essere utilizzato per sopperire alle necessità dei colleghi, inspiegabilmente è stato procrastinato per due mesi, generando non poche perplessità.

 

COSA C’È ANCORA DA FARE

Mentre ci è stata comunicata la distribuzione delle strisce adesive, dei cartelli per segnalare l’obbligo della distanza minima di un metro tra persone, delle barriere di protezione, del gel igienizzante e dei guanti, nonché la quotidiana pulizia approfondita dei locali aziendali, continuiamo invece a rilevare la mancanza delle dotazioni di sicurezza presso tantissime filiali e ancora la superficialità delle pulizie quotidiane che dovrebbero essere anche fatte con scopo apposito di sanificare l’’ambiente.

Nessun invio di mascherine in programma da parte dell’Azienda, malgrado le reiterate richieste sindacali. Spesso gli addetti si limitano a svuotare i cestini e ai colleghi non rimane che pulirsi da soli scrivania, tastiere e cornetta telefonica. È una situazione indecente e inaccettabile a 3 settimane dall’inizio dell’emergenza.

A questo riguardo vi ricordiamo di segnalare alla safety aziendale e per conoscenza ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (Rls) o ai rappresentanti sindacali di riferimento, qualsiasi informazione o evidenza difforme rispetto a quanto comunicato dall’Azienda.

Questo ci consentirà di fare i dovuti interventi presso la Direzione onde far rispettare quanto comunicato e quanto disposto dalle autorità competenti.

Per quel che riguarda il tema delle pressioni commerciali, fermo restando che in una situazione emergenziale come questa noi riteniamo quanto memo inopportuna se non immorale l’attività commerciale tipica di “tempi normali”, continua il nostro presidio supportato dalle vostre segnalazioni con le modalità che vi abbiamo più volte illustrato.

Occorre disciplinare e organizzare il lavoro al fine di poter fronteggiare le tante richieste di moratoria prevista dal decreto per i finanziamenti della clientela privati e imprese, che arriveranno. Con le tante chiusure di filiali non è possibile mantenere la stessa procedura che era prevista ai tempi non da “Coronavirus”.

Riteniamo poi che a questo punto tutti siamo consapevoli di quanto le Organizzazioni Sindacali hanno fatto nel corso di questa emergenza sanitaria e continuano quotidianamente a fare con lo scopo di tutelare la salute dei lavoratori di questo Istituto ma anche, e soprattutto, della collettività.

Per questo è ancora in corso per le Segreterie Nazionali la richiesta, già discussa con ABI – con cui ricordiamo è stato firmato il Protocollo condiviso sulle Misure di contrasto e contenimento alla diffusione del virus Covid.19 nel settore bancario – e ora sottoposta direttamente al Presidente del Consiglio dei Ministri, della chiusura totale degli sportelli bancari per un periodo di due settimane.

Purtroppo, è da rilevare che la mancanza di una cabina di regia, da parte di ABI, fa mancare quel coordinamento necessario ad avere le medesime tutele per tutti i lavoratori creando così, grande disorientamento fra i colleghi per le soluzioni adottate diverse.

Siamo consapevoli del ruolo cruciale del sistema bancario all’interno del sistema economico nazionale, ma per il sindacato la priorità resta quella della tutela e salvaguardia della salute dei lavoratori e delle loro famiglie. Rimaniamo quindi in attesa delle decisioni che verranno assunte, nel costante impegno ditenervi aggiornati.

COORDINAMENTI GRUPPO BANCO BPM
FABI – FIRST/CISL – FISAC/CGIL – UILCA – UNISIN

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