Rsa Siena: Lavoro agile

 

3 - Fisac Cgil

 

La scelta unilaterale dell’Azienda, comunicata alla rete e chiarita venerdì pomeriggio con una comunicazione via Lync da parte dei vertici dell’Area Territoriale, riguardo alla decisione di non consentire più il lavoro agile nelle filiali ha innescato una serie di disagi e contrasti fra i colleghi che già i nostri organi di coordinamento hanno provveduto a denunciare.

La decisione assunta a livello centrale dimostra la totale assenza di sensibilità verso le esigenze primarie dei Lavoratori; ancor più in un momento particolarmente delicato durante il quale i colleghi hanno sempre dimostrato massime disponibilità e flessibilità ad accettare le normative, spesso lacunose sia sotto il profilo organizzativo che gestionale, imposte dall’azienda

Nel corso dell’emergenza Covid-19 eravamo riusciti a gestire e a trovare soluzioni appropriate all’urgenza del momento salvaguardando sia gli interessi dell’azienda che quelli dei dipendenti.

Questo ultimo atto della funzione HR dimostra una marcata inadeguatezza nella gestione e nella motivazione delle proprie risorse, e tende a nostro avviso, a dividere i colleghi della rete filiali e delle strutture centrali, oltre che gli OdS dagli altri colleghi presenti nelle agenzie, senza contare il fatto che si era già creata una disparità tra i lavoratori in occasione della distribuzione dei portatili, non capillare per tutti i ruoli.

Vogliamo ricordare che la colonna portante della Banca è rappresentata dalla rete filiali e dalle sue capacità di soddisfare i bisogni dell’utenza e di raggiungere gli obiettivi necessari ed indispensabili per il prosieguo dell’attività dell’azienda.

L’inadeguatezza della decisione aziendale è corroborata anche dal fatto che il lavoro agile, pur se da regolamentare dettagliatamente e pur messa in atto in maniera improvvisa nel nostro settore, si è rivelato una modalità importante di svolgimento del lavoro sia nel settore pubblico che privato.

L’aver negato questa risorsa comporterà la compromissione anche dell’attività primaria da svolgere, in quanto molti colleghi si troveranno costretti ad utilizzare i congedi o altri ammortizzatori previsti dalla legge per adempiere alle esigenze familiari, a danno della tanto agognata “produzione”.

Anche la pubblicazione del sondaggio riguardante l’esperienza del lavoro agile nei giorni immediatamente precedenti la negazione dello stesso, fa emergere l’enorme contraddizione gestionale.

A nostro avviso sarebbe stato più opportuno, cosi come avevamo richiesto, continuare a ricevere la clientela su appuntamento e consentire lo svolgimento del lavoro agile nel rispetto delle esigenze familiari e aziendali.

Pertanto, chiediamo che vengano riviste le decisioni prese unilateralmente e auspichiamo una riapertura del tavolo con gli Organi di Coordinamento anche alla luce delle previsioni sullo smart working contenute nel Decreto Ministeriale di prossima pubblicazione.

 

Siena, 18/05/2020

La Segreteria

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