Carige: perché chiudere ancora una filiale su Firenze? E perché abbandonare il distretto di Prato?


La scelta di queste due filiali dipende solo dall’intreccio di una serie di dati (redditività, valutazioni sugli immobili, presenza di uscite)?

Negli ultimi anni il pacchetto di filiali acquisite nel 2010 da Mps è stato pesantemente falciato: cinque filiali su sette a Firenze, alcuni sportelli più piccoli nei dintorni ma anche filiali la cui apertura era stata decisa proprio da Carige (Livorno, Calenzano, Ag.2 Fi) e questo fenomeno è andato peggiorando da quando Firenze è stata accomunata come area commerciale a BML: due diverse banche ma un’unica realtà commerciale, con tutte le difficoltà di gestione degli organici che ne conseguono e con una vera e propria migrazione da Firenze a Lucca di tutte le figure apicali, dai capiarea ai coordinatori commerciali.

Ci rifiutiamo di pensare che la Banca decida di volta in volta le filiali da chiudere solo sulla base dei numeri e non valuti le conseguenze prospettiche di simili scelte: la nostra preoccupazione è che esista un disegno di uscita da un distretto – Firenze e Prato- che rappresenta una delle più importanti realtà economiche del centro Italia, basti pensare al settore turistico e al tessile. Ci rifiutiamo di accettare che una realtà fatta di persone, professionalità e presidio così importante, diventi esclusivamente un bacino a cui attingere per tamponare le esigenze di organico dell’area commerciale.

Ma se così fosse, se c’è stata solo una sterile analisi dei numeri, chiediamo vivamente all’azienda di rivedere una decisione che mette a rischio il lavoro di decine di persone, sia in termini di possibilità di carriera che di conciliazione tra lavoro e vita privata. Se nell’immediato le persone coinvolte possono essere “sistemate” senza eccessivi disagi grazie alle uscite nel Fondo, non si può non tener conto del fatto che una delle due filiali rimanenti ha già ricevuto la data di sfratto in quanto i locali, nel giro di un paio di anni al massimo, andranno a un albergo. Non consolano neanche le possibili evoluzioni societarie in quanto nessuna delle banche rientranti nella galassia CCB è presente sul territorio.

Non è semplice far passare attraverso un volantino la rabbia, la preoccupazione e la frustrazione di colleghe e colleghi che da subito, dieci anni fa’, hanno messo la propria faccia a difesa della Banca: da quando i clienti ne scambiavano il nome per quello di un dentifricio, a quando si doveva correre (in locali e con strumentazioni che certamente non agevolano il lavoro) per recuperare le conseguenze delle cattive gestioni a quando, nonostante la preoccupazione per il proprio posto, tutte e tutti sono stati capaci di difendere caparbiamente una reputazione dilaniata dagli articoli di giornale e dalle reazioni dei mercati.

“Avanti veloce” ma con la capacità di fare un passo indietro, se serve.

Firenze, 28/09/2020

RSA Fisac Cgil Banca Carige Firenze

Fisac Cgil Firenze

Fisac Cgil Prato-Pistoia

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