Unicredit: è piena emergenza Covid in Toscana

L’indice Rt medio regionale è a 1,22 contro una soglia da “rosso” di 1,25.

Il rischio è il passaggio al “rosso” di tutta la regione.

Da lunedì 15 marzo anche la provincia di Prato diventerà zona rossa andando ad aggiungersi alla provincia di Pistoia (rossa dallo scorso 27 febbraio) e ai comuni di Viareggio, Cecina e Castellina Marittima.
A rischio zona rossa anche la provincia di Arezzo.

Ad oggi sono complessivamente 83 (quasi un terzo del totale) i Comuni della Toscana che superano la soglia dei 250 nuovi positivi al Covid alla settimana ogni 100.000 abitanti e che quindi, in base alla proposta avanzata dal CTS (Comitato Tecnico Scientifico) al Governo, potrebbero diventare automaticamente zona rossa.

Zona rossa significa anche chiusura di tutte le scuole di ogni ordine grado e ricorso alla DAD (Didattica a distanza).

In assenza di provvedimenti governativi per finanziare nuovamente i “Congedi straordinari Covid” (retribuiti, in passato, al 50%), la situazione diventa particolarmente pesante per i genitori di figli piccoli.

Gli ultimi DPCM non prevedono più, nel settore privato, il diritto allo smart working semplificato (tranne che per alcune categorie come gli immuno-depressi, i disabili gravi, i genitori di disabili gravi ecc.), ma solo una forte raccomandazione alla concessione, compatibilmente con le mansioni ricoperte.

In UniCredit sono in tanti, tuttora, a lavorare da casa, soprattutto coloro che non sono a diretto contatto con la clientela.

I problemi maggiori sono vissuti nel Retail ed in particolare nelle Agenzie.

L’Azienda, in questa fase, sta assegnando localmente agli Area Manager la facoltà di concedere lo smart working in funzione della compatibilità dello stesso con le mansioni ricoperte contrariamente a quanto fatto in precedenza quando invece sono stati applicati modalità e criteri uniformi validi su tutto il territorio nazionale senza alcuna differenziazione territoriale.

Riteniamo necessario ritornare ad una “cabina di regia nazionale” con regole uguali per tutti, dalle Alpi alla Sicilia, ad evitare che, in presenza di analoghe situazioni di difficoltà personali e familiari, vengano prese decisioni diverse che finirebbero col penalizzare qualcuno.

Di grande rilievo è la recente comunicazione dello scorso 8 marzo inoltrata a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori a firma di Ranieri De Marchis (Direttore Generale ad interim) e di Carlo Vivaldi (“Datore di lavoro” sui temi di salute e sicurezza) con la quale gli stessi chiedono di “considerare il lavoro da remoto come l’opzione da preferire da parte di tutti coloro le cui attività possono essere svolte in questa modalità”.

Ricordando l’esperienza dei mesi scorsi, sono molti i ruoli professionali di agenzia che hanno
potuto operare in quella modalità, ancora di più dopo la consegna di migliaia di pc aziendali.

Invitiamo, pertanto, l’Azienda a dare formalmente seguito al contenuto di quella comunicazione favorendo al massimo la concessione del lavoro da remoto in particolare ai genitori che manifesteranno specifiche necessità per prendersi cura dei loro piccoli.

Ricordiamo anche che con l’accordo dello scorso 24 febbraio sulla “Banca del Tempo Covid 2021” i genitori di figli con età fino a 14 anni hanno diritto (come anche richiamato nella già citata comunicazione di De MarchisVivaldi) a 2 giorni di permesso retribuito (causale PBG) da fruire anche a ore entro il 30 settembre per esigenze genitoriali legate all’emergenza sanitaria in corso (ad es. DAD oppure quarantena fiduciaria dei figli).

Poiché l’utilizzo di questi 2 giorni di permesso è previsto purché siano programmate le ferie dell’anno, è evidente che laddove la programmazione non sia ancora stata formalmente richiesta dall’azienda va comunque garantito il diritto alla fruizione dei permessi.

Anche su questo tema invitiamo l’Azienda a far applicare in modo uniforme il contenuto dell’accordo evitando interpretazioni difformi a seconda dei territori.

12 marzo 2021

COORDINAMENTO FISAC CGIL
UniCredit TOSCANA

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