Toscana: c’è il rischio Covid? Non importa. “Bancari mandati allo sbaraglio”

Pressioni sui bancari per vendere i prodotti commerciali. Anche in periodo di Covid incuranti delle zone rosse. È questa l’accusa che i sindacati rivolgono alle banche colpevoli di chiudere un occhio sulle forzature che avvengono nelle loro filiali, anche in Toscana.

I Segretari Nazionali bancari delle categorie Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin hanno chiesto un incontro urgente all’ABI, l’Associazione Bancaria Italiana con l’obiettivo di denunciare quanto accade. “Viene chiesto ai lavoratori, nonostante il covid, di vendere prodotti”, conferma Daniele Quiriconi, Segretario regionale dei bancari della Cgil. “Sono venute meno una serie di attenzioni, a differenza della prima ondata, non solo su dispositivi, scanner e appuntamenti, ma soprattutto per quanto riguarda le richieste di collocare i prodotti commerciali e assicurativi”. Gli istituti forzerebbero i dipendenti affinché vengano raggiunti i budget nonostante la situazione.”Non tutti ovviamente – aggiunge Quiriconi – ma la situazione è tendenzialmente generalizzata”.

Stefano Bellandi, Segretario per la Toscana dei bancari di Cisl, conferma quanto già riferito dal collega. “I controlli e le richieste sono pressanti”, aggiunge. “Ci sono capi e capetti che cercano di far vendere i prodotti, di piazzarli. Vogliono che vengano raggiunti i budget senza se e senza ma, Covid o non Covid”. Nonostante tutto i risultati sono buoni, ma lo stress e tra i lavoratori è altissimo. “Non crediamo sia il momento ideale per mettere sotto torchio: quanti colloqui hai fatto? Quanto hai venduto? Su questo tema, su cui le forzature sono andate aumentando negli anni, abbiamo anche firmato protocolli piuttosto rigidi che vengono però disattesi sotto gli occhi di tutti”. 

I sindacati chiederanno all’ABI di sorvegliare e di mettere la sicurezza in primo piano. ”È necessario avere meno rigore nel raggiungere gli obiettivi e qualche precauzione in più. Per la salute ma anche per il rischio di errori a cui i dipendenti e sono sottoposti. Tra l’altro i procedimenti disciplinari sono aumentati proprio perché le regole vengono seguite un po’ meno non riuscendo a fare tutto con l’attenzione necessaria”.

da Il Tirreno – venerdì 2 aprile 2021
di Ilenia Reali
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