‘Punti di Svista’ n.5 – aprile 2021/bis

In allegato il nuovo numero di Punti di Svista sul Global Gender Gap Report 2021 del World Economic Forum a proposito degli effetti della pandemia sulla parità di genere.

Coordinamento Donne della FISAC/CGIL Milano e Lombardia

Secondo il Global Gender Gap Report 2021 del World Economic Forum, gli effetti della pandemia saranno a dir poco disastrosi sulla parità di genere.
Risulterebbe infatti che la chiusura del divario di genere, prima a 99,5 anni, ora è arrivata addirittura a 135,6 anni.
La pandemia insomma ha rallentato anni di progressi verso l’uguaglianza di genere, poiché l’impatto più forte, e nel caso anche più sproporzionato, è stato recepito proprio dalle donne.
L’assistenza familiare o la cura dei figli, in un tempo di scuole chiuse e di anziani come bersaglio principale, hanno fatto si che le donne abbiano dovuto affrontare maggiori ostacoli economici, un peggioramento della vita socio-politica e di difficoltà non solo a progredire nella carriera, ma soprattutto a conservare il posto di lavoro.
Rispetto all’ultima rilevazione fatta a Davos nel 2019, il mondo non sarà delle donne al momento.
Questo risultato viene fuori dall’analisi della differenza di genere in 156 paesi in quattro aree: istruzione, salute, opportunità economiche ed emancipazione politica.
Il tratto peggiore è proprio nel gap lavorativo: ci vorranno 267,6 anni per rimettere in pari le cose.
Saadia Zahidi , AD del WEF, sostiene che sia proprio questo momento pandemico il momento giusto per ‘incorporare la parità di genere nella ripresa’.
C’è però da evidenziare che l’Italia migliora negli indicatori calcolati dall’organizzazione di Ginevra, passando al 62 esimo posto ,rispetto alla 76esima posizione del 2019.
La strada è lunga soprattutto per l’Italia sul fronte dell’istruzione, dove vediamo la Penisola al 55 esimo posto, con strada tutta in salita per la partecipazione femminile ai corsi di studio con più futuro (materie STEM).

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