Toscana: assenti per Covid il 30% degli addetti. “Recarsi in banca solo se necessario”

da il Tirreno.it – I rifiuti a domicilio si raccolgono a singhiozzo. Lo spazzamento delle strade, invece, è sospeso. Poi ci sono le corse degli autobus che saltano. Le filiali delle banche chiuse, gli uffici postali a mezzo servizio (e anche gli uffici comunali). Nella sanità, 1920 dipendenti sono positivi al Covid-19. La variante Omicron ha messo in ginocchio il mondo dei servizi in Toscana. Tra contagi e quarantene, migliaia di dipendenti non possono andare al lavoro. Lo smart working è una scorciatoia applicabile per le mansioni di assistenza e quelle burocratiche, non per le attività che prevedono un rapporto diretto con le persone o che operano sul territorio, come la raccolta dei rifiuti. La Toscana rischia di fermarsi di fronte al dilagare dei contagi: i toscani in isolamento sono 118.125, quelli in quarantena (perché contatto stretto di un positivo) 43.015.

L’ECONOMIA RALLENTA

Ne conseguono disagi sui servizi al cittadino e anche ripercussioni sul fronte economico. «Per il 2022 abbiamo stimato la crescita del Pil toscano intorno al 4%, con questa nuova ondata e il balzo della curva dei contagi dovremo prenderci un mese di tempo per fare nuove previsioni, che saranno probabilmente al ribasso», evidenzia Nicola Sciclone, direttore di Irpet, l’Istituto regionale per la programmazione economica. Commenta il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani: «Le ripercussioni sono imprevedibili sull’economia. Mi incoraggia aver visto i dati sulla manifattura toscana al primo gennaio. Ma è evidente che l’aumento dei contagi qualche effetto lo porterà. Speriamo che la curva cominci a scendere per contenere il rischio di una nuova crisi».

CASSONETTI STRACOLMI

È il più evidente effetto della nuova ondata del coronavirus. Alia Spa (che gestisce il servizio rifiuti nelle province di Firenze, Prato e Pistoia) è passata da una quarantina di dipendenti a casa a 6-700 su un totale di 2.500 (circa il 30%): la situazione peggiore si registra nel pistoiese, a Firenze città e nell’area del Chianti Fiorentino. Non va meglio in provincia di Pisa, dove Geofor ha 53 operatori in quarantena su complessivi 157 (rappresentano il 33%). «Le aziende dei rifiuti stanno prediligendo di concentrare le proprie forze sulla raccolta rifiuti, lasciando indietro altri servizi come ad esempio lo spazzamento. Gli sportelli al pubblico, onde evitare ulteriori contagi, in alcuni casi sono stati chiusi, lasciando la possibilità agli utenti di contattare lo sportello in modalità telematica» fanno sapere da Confservizi Cispel Toscana.

TRASPORTI IN DIFFICOLTÀ

Trenitalia in Toscana ha cancellato 90 corse fino a metà gennaio. Autolinee Toscane, che gestisce il trasporto pubblico su gomma sul territorio regionale, ha 1/3 di assenze accertate: 540 autisti su un organico di 4.000. L’azienda è in emergenza e sta cercando di correre ai ripari in vista della ripresa delle scuole, che avverrà tra venerdì 7 e lunedì 10 gennaio. «l servizio è tutto da riorganizzare, per ora il piano b applicato è far rientrare i dipendenti dalle ferie».

LAVORO DA REMOTO.

Matteo Biffoni, presidente Anci Toscana e sindaco di Prato, lancia un appello al ministro per la Pubblica Amministrazione Renato Brunetta: «Nei Comuni per ora reggiamo, ma se i contagi continuassero ad aumentare rischiamo di andare in tilt tra una decina di giorni. Nel mio Comune abbiamo 30 positivi su 900 dipendenti. Faccio un appello al Governo per applicare maglie più larghe sullo smart working, che in qualche misura dovrà essere ripristinato». A mezzo servizio ci sono anche uffici postali e filiali bancarie, che chiudono a giorni alterni per le operazioni di sanificazione. «Chiediamo ai clienti di recarsi in banca solo se strettamente necessario», sottolinea Daniele Quiriconi della Fisac Cgil Toscana. «Il numero di addetti positivi e in quarantena nei vari settori è in aumento, ed è difficile dare una stima numerica, ma ciò che conta è che i servizi in questo momento continuano ad essere garantiti, grazie alla lungimiranza di aver adottato nella maggioranza dei casi lo smart working, per quanto riguarda il lavoro in ufficio, già ai primi di dicembre, mentre per quanto concerne le operazioni sul campo erano stati previsti piani di lavoro, in caso di aumento dei casi» dice Nicola Perini, presidente di Confservizi Cispel Toscana, che raduna 160 aziende e oltre 15.000 dipendenti.

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