E anche per il 2022 Bper Banca si conferma Top Employer


E anche per il 2022 Bper Banca si conferma Top Employer

 

La notizia è stata diffusa in questi giorni, e non può che rallegrarci: anche per il 2022 Bper Banca ha ottenuto l’agognato riconoscimento di Top Employer. Questo vuol dire che, stando all’ente certificatore, fa parte della ristretta cerchia delle aziende migliori nelle quali lavorare in Italia. Ovviamente l’elenco comprende anche altre aziende, e il fatto che tra queste siano presenti – tanto per citarne qualcuna a titolo di esempio – Amazon Italia o BNL, azienda bancaria al centro di una vertenza molto aspra con i suoi dipendenti, potrebbe alimentare delle  perplessità sull’ attendibilità di tale certificazione.

Noi però vogliamo andare oltre i pregiudizi, ed elencare le ragioni su cui evidentemente si è basata la valutazione.

PARITA’ DI GENERE

Il top management aziendale è tradizionalmente composto quasi esclusivamente da uomini, e non sembra che la tendenza sia destinata a cambiare. Volendo citare qualche numero a titolo di esempio, sono uomini tutti i 9  Direttori Regionali e 24 Area Manager sui 28 di recente nomina.
Dati che da soli bastano a mostrare quale sia l’attenzione della Bper in materia di pari opportunità.

PROPENSIONE ALL’INNOVAZIONE

L’anno prossimo festeggerà i 40 anni di onorato servizio la procedura 3270, tuttora il programma più affidabile tra quelli utilizzati giornalmente dai lavoratori delle filiali: per fortuna non si tratta di un essere umano, altrimenti sarebbe prossimo a salutarci approfittando della manovra in corso. Invece è evidente che Bper farà in modo che resti con noi ancora a lungo.
In generale le procedure messe a disposizione dei lavoratori sono lente, farraginose, inaffidabili ed obsolete. E’ innegabile il fatto che in questi anni la Banca abbia speso il minimo indispensabile per l’aggiornamento del sistema informatico, ritenendo fossero altre le priorità su cui investire (la certificazione Top Employer, tanto per dirne una…)

BENESSERE SUI LUOGHI DI LAVORO

All’inizio del XX secolo l’idea rivoluzionaria negli uffici fu la creazione degli open space: enormi stanzoni in cui lavoravano decine di lavoratori, nella convinzione che in questo modo ognuno si sentisse addosso gli occhi dei colleghi e producesse in misura molto maggiore. A distanza di un secolo, quest’idea è stata progressivamente abbandonata: l’essere ammassati in un unico spazio si è rivelata una fonte di continue distrazioni per i lavoratori, che hanno enorme difficoltà a concentrarsi e riducono la produttività di oltre il 60%.
Con il tempismo che da sempre la caratterizza, Bper ha scelto questa soluzione per le filiali “New Concept”, curando molto la parte aperta al pubblico, e riservando ai lavoratori degli stanzoni “pollaio” nei quali lavorare tutti insieme a stretto contatto di gomito. E non si tratta di ambienti in cui si lavora bene.
Aggiungiamo che ogni qualvolta si verificano problemi tecnici passano giorni prima di riuscire a disporre un intervento tecnico, costringendo ad esempio i colleghi a lavorare con temperature polari quando il problema riguarda l’impianto di riscaldamento: questo è l’effetto dei tagli ai contratti di manutenzione, spese anche queste ritenute non prioritarie. Discorso analogo si potrebbe fare per la pulizia locali, sulla quale torneremo.

PREVENZIONE DELLE MALATTIE

In questo periodo storico non si può fare a meno di considerare, tra le attenzioni che un’azienda dedica ai suoi dipendenti, la prevenzione rispetto ai rischi di contagio da Covid-19.
La scelta di realizzare degli open space, spesso senza finestre e con una forte concentrazione di lavoratori, si è rivelata infelice anche in tal senso, ma questo non poteva essere previsto.
In compenso, la programmazione a tappeto delle campagne, per le quali si susseguono le “Focus Week”, ma anche i “Focus day” e se si continua così tra un po’ le “Focus half  morning” (mezza mattinata) e i “Focus three quarters of an hour” (tre quarti d’ora)  rappresenta una scelta consapevole, del tutto incurante dei rischi che l’afflusso di clienti in filiale può comportare.
Ciliegina sulla torta, la decisione di tagliare, fin quasi ad azzerarle, le pulizie e le sanificazioni dei locali, sempre in nome di un risparmio esasperato. Evidentemente, anche in questa fase le spese per la pulizia non rientrano tra quelle ritenute prioritarie.

ATTENZIONE AL TERRITORIO

Abbiamo più volte evidenziato come, sempre in virtù di una esasperata propensione al risparmio, la Bper – al pari di altre banche (che però non si fregiano del titolo di Top Employer) – stia da tempo abbandonando tutte le aree nelle quali ritiene di avere minori margini di guadagno, con il risultato di desertificare intere aree del Paese, incurante degli effetti che questo può avere sull’economia di quei territori, dai quali provengono molti dei suoi lavoratori.
Colpisce, in alcuni casi, la mancanza di programmazione, per cui una filiale può venire rinnovata completamente e poi magari chiusa a distanza di qualche mese. Colpisce, proprio alla luce della “parsimonia” che l’Azienda evidenzia ogni qualvolta deve mettere mano al portafoglio, anche per spese ben più urgenti. In tal senso appare invece coerente la scarsa cura che spesso viene riservata all’aspetto estetico di filiali poste in località storiche o turistiche, con sportelli bancomat vecchi, sporchi, coperti da ragnatele al punto da rendersi irriconoscibili (e in questo caso non è un male).

CLIMA AZIENDALE

Dulcis in fundo, il punto in cui maggiormente la Bper si è distinta.
Il livello di pressioni commerciali è spesso intollerabile, reso sempre più pesante da un meccanismo gerarchico che porta tutti coloro che pensano che il modo migliore per fare carriera sia vessare il prossimo a rincarare giornalmente la dose.
Nei mesi scorsi la Fisac ha effettuato decine di segnalazioni di comportamenti scorretti, che vanno dalla continua richiesta di reportistica manuale, alla pubblicazione di classifiche, a forme più o meno velate di minaccia o mortificazione; l’atteggiamento dell’azienda di fronte alle nostre segnalazioni non si può definire esattamente collaborativo.
Le modalità di comunicazione verso le filiali sono il più delle volte orientate non al supporto, ma alla vessazione, oltre ad essere infarcite di un fastidioso “inglesorum” che farà forse sentire più evoluto e moderno chi lo utilizza, ma finisce inevitabilmente per rendere complicata la comprensione dei messaggi trasmessi. Non è raro vedere un collega che fa ricorso ad un traduttore per capire i termini usati in una circolare.
Spesso chi lavora in filiale sa di avere brillanti prospettive davanti a sé. Il 60% degli addetti di filiale, caratterizzati dall’incarico di family POE, può aspirare a prendere un MBO che può arrivare anche a svariate decine di euro! Magari non cambia la vita, ma vuoi mettere la soddisfazione di aver contribuito a far prendere ai capi premi che possono essere anche 20 o 30 volte superiori? Perché per quelli i soldi si trovano.
E a nulla sono valse, finora, le richieste della Fisac per arrivare ad un sistema premiante più equo e rispettoso degli sforzi di tutti.
Anche riguardo alle prospettive di carriera i lavoratori sanno di avere di fronte a sé un futuro luminoso. Certo devono sperare di non trovarsi in una filiale che viene chiusa. O di non ricoprire un ruolo che dall’oggi al domani viene ritenuto non necessario dall’Azienda, perché in quel caso potrebbero veder bruscamente interrotto il loro percorso, scoprire che tutta l’esperienza e la competenza accumulate diventano improvvisamente inutili, e trovarsi improvvisamente a dover rimparare da zero un nuovo lavoro.

Siamo fermamente convinti che in questa Azienda ci sia davvero qualcosa di Top: sono le donne e gli uomini che ogni giorno riescono ad inventarsi le soluzioni ai tanti problemi che la banca sembra non voler vedere, riuscendo a mandare avanti la baracca grazie al loro impegno quotidiano, e trovando anche la forza per presentarsi alla clientela con un sorriso, nonostante tutto.
Sono i tanti Top Employees sui quali Bper può contare, ma che non riceveranno mai nessuna certificazione.

Per quanto riguarda la Bper, auspichiamo che tale riconoscimento possa esserle conferito per molti anni a venire.

Sperando che, nel frattempo, si sforzi di meritarselo un po’ di più.

Fisac/Cgil
Bper Banca

Back to top button