Gruppo Bper, lontano oltre le attese

COORDINAMENTI SINDACALI Gruppo BPER

Gruppo Bper, lontano oltre le attese

 

Non sono passati nemmeno 6 mesi dall’ultima sforbiciata alle filiali (meno 104) che i vertici di Bper comunicano a mercati, stampa e sindacati le ennesime chiusure di 120 filiali in Bper (67 filiali e 53 sportelli leggeri) e di 20 al Banco di Sardegna. Ultimo giorno di vita per le filiali designate: 20 maggio 2022. Il tutto, particolare non trascurabile, in assenza di un nuovo Piano Industriale.

Dentro la lettera di apertura della procedura ritroviamo parole che sono vecchie conoscenze, dal suono stucchevole: razionalizzazione, efficientamento. Dietro questi classici dell’ipocrisia organizzativa si nascondono le parole corrette, che si ha il pudore di pronunciare quasi fossero oscene: chiusure, taglio dei costi, abbandono dei territori. Forse perché il Gruppo BPER non può ammettere che ogni volta che acquisisce un ramo d’azienda o un’azienda, prende e poi pota.
Peccato che in molti territori non solo non c’è più l’albero, non ci sono rimaste nemmeno le radici.
Ogni tanto la verità emerge, quasi suo malgrado, nelle pieghe delle parole. Particolarmente interessante è uno dei criteri indicati, nella lettera aziendale, come motivi delle chiusure: potenzialità del territorio (filiali in territori con un potenziale non attrattivo).
Basta guardare l’elenco delle potature e di dove insistono maggiormente, per capire in fretta quali sono i territori “non attrattivi”: sono quelli in cui le persone e le aziende avrebbero maggiore bisogno di un sostegno da parte del credito. E dove ogni posto di lavoro perduto è una perdita per l’intero tessuto sociale. Là dove emergono i bisogni, il Gruppo Bper se ne va.
Lontano, oltre le attese.

Ci chiediamo che senso ha diventare sempre più grandi e servire sempre meno i clienti. Ci chiediamo dove è finita la vocazione di questo Gruppo, che continua a sbandierare una facciata “sociale” cui non corrisponde la realtà; perché quando si abbandonano i territori e i clienti fragili, si fa un’operazione che potrà piacere a qualche grande azionista, ma che contraddice quella funzione sociale del risparmio e del credito che dovrebbe essere uno dei driver principali del Gruppo Bper.

Ci chiediamo che senso ha, per un’azienda che si fregia del titolo di Top Employer, svilire professionalità di tante colleghe e colleghi, quotidianamente impegnati nel tentativo di realizzare obiettivi commerciali irrealizzabili e nel rispondere a pressioni commerciali sempre più invasive.
Persone che mai hanno fatto mancare i risultati alla propria azienda e la cui serenità è gravemente minata fino al punto di far loro desiderare di uscire dalla rete commerciale perché sono esaurite e temono per la loro stessa salute; fino al punto di far loro desiderare di andarsene, perché non riconoscono più la loro azienda.

Come OO.SS. faremo ogni sforzo, nei limiti delle possibilità forniteci dalle norme vigenti, per mitigare le ricadute di questa manovra, di cui respingiamo fermamente i presupposti e le logiche.

Nota a margine: abbiamo chiesto all’azienda un incontro urgente per individuare soluzioni, anche di carattere eccezionale, funzionali alla gestione delle situazioni di pendolarismo e missione colpite dall’ attuale, imprevista, impennata dei prezzi del carburante.

Modena, 15 marzo 2022

 

COORDINAMENTI SINDACALI GRUPPO BPER
FABI – FIRST CISL – FISAC CGIL – UILCA – UNISIN

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