Banco di Sardegna: Non più ovunque nell’isola

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Le Segreterie di Coordinamento del Banco di Sardegna

Non più ovunque nell’isola: ancora nuove chiusure di sportelli

Care colleghe e cari colleghi, ieri 14 marzo 2022 è pervenuta l’ennesima informativa del gruppo Bper che annuncia, per
il 20 maggio 2022, la chiusura di 120 sportelli di Bper Banca e di 20 filiali del Banco di Sardegna.
Continua, purtroppo, il lento e progressivo abbandono dei territori da parte delle aziende di credito, che, anche nella
nostra regione, avrà effetti molto negativi sia per la clientela, sia per le lavoratrici e lavoratori.
I territori e la clientela non sono tutti uguali. Seguire la tendenza delle grandi banche nazionali non è applicabile
nella nostra azienda, sia in Sardegna come in Penisola. Siamo in presenza di un ulteriore ridimensionamento del Banco,
già avviato nel corso dei precedenti piani industriali, nonostante le buone performance operative dimostrate anche con
bilanci chiusi in maniera dignitosa.
La tanta decantata digitalizzazione, sbandierata ai quattro venti nel corso degli anni, tarda ad arrivare; lavoriamo
ancora con procedure vecchie ed obsolete, che richiedono una manualità che quelle più avanzate in uso ai nostri
competitor non richiede.
In certe zone della Sardegna, in particolare quelle interne, la banda ultraveloce di internet neanche arriva, costringendo
la popolazione a recarsi fisicamente nelle nostre filiali per fare le operazioni.
Possibile che tutte queste problematiche non siano state prese in considerazioni dai vertici aziendali? Possibile lasciare
la clientela senza punti di riferimento nel nostro settore?
Quando, in passato, abbiamo chiuso le filiali, molta clientela è confluita negli uffici postali che, lungimiranti, anziché
chiudere sono riusciti ad acquisire nuovi volumi in termini di raccolta ed impieghi.
Auspichiamo un intervento delle istituzioni politiche e delle amministrazioni dei comuni interessati. In momenti difficili
come quelli che stiamo vivendo, con il prezzo dei beni di prima necessità alle stelle, compreso il carburante, costringere
le popolazioni a fare svariati chilometri per raggiungere la filiale più vicina non ci pare facile da praticare, considerando
anche l’età media avanzata in questi piccoli centri.
Le OO.SS. del Banco di Sardegna sono e saranno sempre vicine ai cittadini che vengono privati dei servizi
pubblici essenziali nei quali rientra, a pieno titolo, il sistema creditizio.
Questi delicatissimi anni, contraddistinti dal Covid e dall’ultima recentissima guerra in Ucraina, sono molto delicati per
la nostra economia. Stiamo assistendo e supportando la clientela senza sosta, in ogni situazione con ogni mezzo. I
rincari dei prezzi sono solo l’ultimo dei fattori che stanno mettendo in ginocchio noi lavoratori, le famiglie e le imprese.
Il nostro è un territorio molto fragile ed ogni presidio territoriale rappresenta un baluardo da difendere. Gli investimenti
del PNRR necessitano di personale e competenze a disposizione della clientela. Se anche un solo euro dedicato
dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza alle nostre comunità andrà sprecato, sarà un’occasione persa per tutti.
Ed il pensiero corre ai tanti colleghi interessati direttamente o indirettamente da questa “razionalizzazione” che
vedranno i propri carichi di lavoro lievitare. Diminuire gli organici con la stessa base clienti significa, ovviamente,
ripartire la stessa su un numero di colleghi minore, quindi maggiormente oberati. Questo circolo vizioso rischia anche
di rendere in prospettiva meno redditizi alcuni “punti vendita”, alimentando altre razionalizzazioni in un circolo vizioso
difficilmente arrestabile.
Attendiamo di essere convocati dalla controparte aziendale per confrontarci sulle ricadute territoriali e professionali delle
colleghe e dei colleghi interessati a questa manovra, sia quelli direttamente sia quelli cosiddetti a scorrimento.
Sassari, 15 marzo 2022
Le Segreterie di Coordinamento Banco di Sardegna
FABI-FIRST/CISL-FISAC/CGIL-UILCA-UNISIN


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