Verti / Mapfre: NO AI 183 LICENZIAMENTI!

Verti-2022

Ieri 9 maggio, davanti ai cancelli di via Volta 16 a Cologno, si è svolta la partecipata assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori Verti, dopo l’apertura della procedura per i licenziamenti collettivi comunicata alle RSA in data 2 maggio. A serio rischio ci sono ora 183 posti di lavoro, distribuiti su tutti i reparti, la chiusura di tutta la struttura di Contact Certer e l’esternalizzazione delle principali attività.

Come all’inizio della vertenza, che ci ha visto scendere in piazza contro i 325 esuberi, con lo stesso spirito affronteremo ora la lotta contro i 183 licenziamenti.

Ancora una volta, le lavoratrici e i lavoratori Verti sono intenzionati e vendere cara la pelle!


3 - Fisac Cgil

In data 2 maggio la dirigenza di Verti Assicurazioni (gruppo Mapfre) ha comunicato, per tramite di ANIA, alle OO.SS. di categoria, all’Ania stessa e a Regione Lombardia, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Ministero dello Sviluppo Economico e Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro (ANPAL) l’apertura della procedura – ai sensi dell’art. 1 della Legge 30 dicembre 2021, n. 234 – per l’eliminazione di 183 lavoratori su un totale di 457 dipendenti, con la completa dismissione del Contact Center e la riduzione di tutti gli altri reparti.

L’apertura della procedura segue il piano unilaterale dichiarato dall’impresa, che ha determinato tra marzo ed aprile l’esodo volontario di 129 colleghi.

La vicenda dei lavoratori Verti, iniziata lo scorso 12 novembre con la dichiarazione di 325 “esuberi strutturali”, ha visto in questi mesi svolgersi un duro confronto tra lavoratori e azienda. In assenza di uno “stato di crisi” dichiarato, obiettivo della ristrutturazione sarebbe aumentare gli utili con una mera riduzione dei costi e con la completa esternalizzazione delle attività “core”.

Sottolineiamo che le “proposte” presentate in questi mesi dalla controparte alle OO.SS., tanto a livello territoriale quanto nazionale, per la possibile definizione di un accordo, sono state caratterizzate fin dall’esordio dall’esclusione categorica del ricorso al Fondo di settore quale strumento per mitigare il piano esuberi. Tutte le proposte della Compagnia sono state ritenute insufficienti, e più di ogni altra cosa, ha pesato l’atteggiamento ricattatorio e di assoluta chiusura dell’azienda, che non ha mai escluso la possibilità di ricorrere ai licenziamenti collettivi, anche nel contesto di un eventuale accordo.

Le OO.SS. hanno di conseguenza rigettato una tale impostazione, esprimendosi contro gli
esuberi strutturali previsti dal piano e per la salvaguardia dei posti di lavoro, non garantita, allo stato attuale, neppure per il personale rimanente. Nelle numerose e partecipate assemblee e negli scioperi, i lavoratori Verti, allo stesso modo, hanno ribadito che una ristrutturazione di questa portata equivale, nei fatti, ad una dismissione dell’azienda.

Nel 2015, quando Direct Line venne rilevata dal gruppo spagnolo Mapfre, contava quasi un migliaio di dipendenti. Da allora, è stato portato avanti sistematicamente un progressivo smantellamento, un vero e proprio scempio a danno e sulle spalle dei lavoratori. Operazione culminata in quest’ultimo atto, in cui la previsione dei licenziamenti collettivi, mera e asettica riduzione dei costi, si colloca nell’attuale e difficile contesto post-pandemia, aggravato anche dalla situazione internazionale e dai suoi nefasti effetti sui piani economico e sociale.

Gravissimo è il precedente per tutto il settore. Come recita lo slogan della compagnia, oggi Verti è “pioniera” nelle peggiori pratiche, distanti dalle prassi di settore, perseguendo una pesante ristrutturazione aziendale che è un vero e proprio attacco a tutto il comparto assicurativo, al CCNL e alle sue tutele. In particolare, l’operazione voluta oggi da Verti si pone in assoluto contrasto con il principio di ampliamento dell’area contrattuale del CCNL, nel cui ambito dovrebbero essere incluse tutte le attività della filiera assicurativa.
Per questo, esternalizzazioni di attività ed esuberi di personale vanno affrontate e contrastate in tutte le aziende, ma soprattutto con forza a livello di settore, per salvaguardare tutele contrattuali e condizioni di lavoro raggiunte con sforzi e sacrifici.
Affronteremo la nuova fase della vertenza Verti con lo stesso spirito che sin dall’inizio ci ha

fatto scrivere e dichiarare “NO ai 325 Esuberi”. Inizia oggi la lotta contro i 183 licenziamenti, a partire dalla partecipata assemblea che ha visto i lavoratori radunarsi davanti ai cancelli della sede di Cologno, ancora una volta intenzionati a vendere cara la pelle.

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