I colleghi di Numera non sono soli!

Buongiorno a tutti,

in allegato vi inviamo il comunicato frutto della bella, intensa e partecipata assemblea dei lavoratori di Numera SpA, azienda ceduta dal Banco a Nexi.

Sono tante le situazioni di difficoltà che ognuno di noi sta vivendo. Il lavoro, giorno dopo giorno, per ognuno di noi tra uscite, ingressi e riduzione degli organici risulta essere sempre più assimilabile ad un corso di sopravvivenza nel quale è impossibile organizzare o programmare le proprie attività.

Nel frattempo tanti nostri colleghi stanno vivendo un periodo di grossissima tensione. Senza fare alcuna classifica vi ricordiamo ciò che sta succedendo nel nostro gruppo, come confermato durante la presentazione del piano industriale, coinvolto pienamente nel venerdì nero delle borse.

– BPER CREDIT MANAGEMENT : nella presentazione del piano industriale si parla di una cessione della piattaforma, dai contorni ancora poco chiari. Il dato di fatto è che tutti i colleghi di BCM, che siano distaccati o meno, non conoscono il loro futuro.

– FILIALI CEDUTE : sappiamo cosa succederà in Sardegna, non sappiamo bene cosa succederà in penisola. Anche qui tutti i colleghi coinvolti vivono con ansia questo periodo che, per i colleghi ex Unipol, dura da tre anni.

– SARDALEASING : prevista la cessione tra un anno; tante voci di corridoio, qualche indiscrezione comparsa sulla stampa e poco altro.

– NUMERA : vi alleghiamo il comunicato.

Una cosa deve essere chiara. Nessuno è o sarà solo. E’ sempre più lampante che ognuno di noi, anche chi ora pensa di poter stare tranquillo, può essere coinvolto, nel giro di pochissimo tempo, in cessioni non finalizzate al miglioramento della struttura organizzativa, ma solo a fare utili nel brevissimo termine.

Vi invitiamo quindi alla massima solidarietà che potremmo tutti esprimere nelle prossime assemblee

un abbraccio

Coordinamento  Fisac CGIL Banco di Sardegna

 

 

2 - First Cisl 3 - Fisac Cgil

Segreterie SAS Numera S.p.a.

Il GRUPPO BPER SCARICA NUMERA E LA “FONDAZIONE” TACE

Il 1° giugno, il Gruppo Bper ha annunciato sul sito istituzionale che Bper Banca e Banco di Sardegna hanno stretto un accordo con NEXI che provvederà all’acquisizione dei rispettivi rami aziendali dedicati alle attività di merchant acquiring e gestione POS.
Oltre al già discutibile accordo, una postilla di una manciata di righe passata inosservata ai media e alla politica locale, decreta la fine di una realtà storica nel panorama IT della Sardegna:
“Banco di Sardegna procederà, inoltre, a cedere a Nexi la partecipazione totalitaria attualmente detenuta in Numera Sistemi e Informatica S.p.A., previo carve-out da Numera stessa delle attività non relative alla gestione e assistenza POS”.
La Fondazione di Sardegna, con una quota rilevante nel Gruppo Bper, avvalla l’operazione col suo proverbiale silenzio, in contrasto con i principi che ispirano il proprio Statuto.
Risulta purtroppo evidente che i quasi quarant’anni di storia di NUMERA, tra sacrifici dei dipendenti, impegno, innovazione, crescita, per il CDA del Banco di Sardegna non significano nulla.
Il trasferimento della commessa POS nella specifica forma della cessione dell’intera Azienda di fatto stronca qualsiasi opportunità di concorrenza e/o la possibilità di poter comunque continuare ad operare sotto altre forme. Creando anche criticità sull’erogazione di tutti gli altri servizi dedicati ad aziende pubbliche e private esterne al gruppo bancario e di alcune importanti commesse interne.
Sarebbe stato possibile valutare una soluzione alternativa cedendo la commessa POS e salvaguardando l’Azienda stessa, i dipendenti ed il territorio.
Il Banco di Sardegna conferma ancora una volta di non conoscere minimamente la realtà di cui è (era) proprietaria mentre NEXI ha fatto bene i conti.
Il territorio potrebbe perdere una realtà di eccellenza, posizionata al terzo posto nel settore IT sardo.
Purtroppo il Banco di Sardegna non è nuovo a queste operazioni, lo spettro di KRENESIEL aleggia nella memoria di chi ha ancora una coscienza. Anche in quel caso, quando fu ceduta, si parlò di “valorizzazione” e mantenimento dei posti di lavoro. Ora l’azienda è scomparsa e i dipendenti, demansionati, sono sparpagliati nelle diverse realtà che si sono succedute nel tempo, compresa Nexi.
Qui le legittime preoccupazioni dei lavoratori di NUMERA sono rivolte al clima di incertezza sulle modalità tuttora non chiare della gestione di questa “operazione”.
Abbiamo anche il dovere e l’emergenza di aiutare i giovani colleghi con contratto a termine che hanno pari dignità e sono nella condizione più vulnerabile. Faremo tutto il possibile per l’anello forse più debole e invisibile di questa vicenda.
Lo smembramento dell’Azienda (carve-out) corrisponde alla distribuzione sparsa dei colleghi in collocazioni non ancora definite, dispersione delle professionalità, disparità sulle condizioni economiche e lavorative di coloro che potrebbero finire in NEXI e, non ultimo, il rischio di doversi trasferire in altre regioni per mantenere il posto di lavoro ovvero la morte sociale.
Il danno di questa “operazione” non si limita a questo.
L’impatto economico può ripercuotersi negativamente sull’indotto procurato alle aziende locali in stretta collaborazione con Numera.
Alcuni progetti, in procinto di essere avviati, hanno già subito una battuta d’arresto.
Ci riferiamo al nuovo data center tier IV con un investimento di alcuni milioni di euro che difficilmente potrà vedere luce.
Oppure ad un progetto da decine di milioni di euro finanziabile dal PNRR, per la Sardegna, realizzabile per via del particolare insieme di servizi racchiusi in NUMERA: archiviazione documentale a norma, digitalizzazione, pagopa, e-payment (Si! NUMERA non fa solo “POS”).
Allo stato attuale non potrà avere luogo.
E ancora: il progetto con Enel X per l’impianto fotovoltaico da 650kW, praticamente concluso, avrebbe reso l’azienda quasi autonoma dal punto di vista energetico con una riduzione di 320 tonnellate di emissioni di CO2 all’anno. Per chi produrrà energia? La sensibilità di Numera verso la transizione energetica sarà svilita e semplicemente sfruttata mediaticamente e/o economicamente per cedere energia alla rete elettrica nazionale?
Anche l’impatto sociale non va trascurato. Questa azione interrompe le relazioni aperte col territorio in termini di collaborazione con le scuole e le università, stage, alternanza scuola lavoro, academy per la formazione e l’inserimento nel mondo del lavoro, partecipazione e sponsorizzazione di progetti nazionali ed europei di cyber security (Simargl-Horizon2020, CyberChallenge, ITASEC).
Il circolo virtuoso e la sinergia tra mondo accademico e mondo del lavoro si spezza ad opera di un management locale e di “Gruppo” completamente concentrato sull’aspetto finanziario e disinteressato o, forse, completamente incapace di valutare l’impatto sociale negativo sul territorio.
In tutto questo il “Piano industriale”, con investimenti in IT per oltre € 500mln, sembra raccontare un’altra storia, alcuni punti di sviluppo sono interessanti:
 Architettura applicativa digitale e data centrica
 Infrastruttura hybrid cloud: razionalizzazione e modernizzazione dei data center (adozione cloud a scala con riduzione del 15-20% del carbon footprint dell’IT);
 Governance IT centralizzata e agile
 Macchina di integrazione industriale
 Banca semplice e digitale
Tutti questi punti tratteggiano un nitido profilo in cui NUMERA si riconosceva ed era già presente, intercettando in anticipo le esigenze di un “Gruppo” che non ha invece saputo riconoscerne l’opportunità.
Nonostante fior di consulenti di “grande” spessore e compenso è stata esperita l’azione peggiore nei confronti di un’azienda sana, in espansione, con utili, in sinergia col territorio e con la possibilità di dare notevoli contributi al Gruppo Bper.
L’assemblea dei lavoratori di NUMERA riunitasi in data odierna giudica negativamente questa operazione, dichiara lo stato di agitazione e pretende che il Banco di Sardegna si assuma tutte le responsabilità delle ricadute sociali.

Sassari 15/06/2022

Segreterie SAS Numera S.p.a.
FIRST CISL – FISAC CGIL


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