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I primi 10 fondi finanziari del mondo gestiscono circa 44mila miliardi di dollari; gli stessi detengono almeno il 50% delle prime 500 società del pianeta. La finanza ha ormai raggiunto una dimensione tale che riesce a modificare i prezzi dei beni reali, e delle materie prime in particolare, distorcendo il normale incontro tra domanda e offerta di mercato in virtù di una speculazione crescente, che si auto alimenta, e che drena risorse all’economia reale.
La stretta monetaria messa in atto dalla Banca Centrale europea per ridurre l’inflazione, insieme ad un atteggiamento poco responsabile di molte banche, sta mettendo in difficoltà tanti cittadini titolari di mutui: le rate di quelli a tasso variabile sono salite del 65%. A marzo 2023 il totale delle rate non pagate sfiorava, nel nostro paese, i 15 miliardi di Euro.
Questi problemi si ritrovano anche in Toscana, ma anche altre questioni: stretta sulle nuove erogazioni del credito a imprese e famiglie, progressiva desertificazione degli sportelli delle banche. Una questione connessa alla finanziarizzazione è anche quella riferita al dibattito in corso sulla possibile quotazione in borsa della Multiutility Toscana.
Pertanto:
Quanto è rilevante nella vita quotidiana di tutti noi il peso della finanziarizzazione dell’economia? Cosa può fare la politica a livello regionale e nazionale per arginare gli effetti deleteri di una finanza (quasi) senza regole?
Ne parleremo giovedi 21 settembre dalle ore 14.15 a Firenze, presso l’Educatorio di Fuligno, via Faenza 48, a cui parteciperanno: