Sara Carovani, nuova RSA Fisac CGIL nell’Appalto Assicurativo

Firenze – Essere RSA della Fisac Cgil nell’appalto assicurativo significa aprire una strada, in un settore spesso frammentato e poco abituato alla rappresentanza sindacale strutturata. Ne abbiamo parlato con Sara Carovani, che ha scelto di mettersi in gioco in prima persona.

Sara, cosa ti ha spinto ad assumere questo ruolo?

Mi sono resa disponibile con entusiasmo e senso di responsabilità. Ho sentito che fosse il momento di fare un passo avanti.

Il mio obiettivo è instaurare un rapporto di fiducia e collaborazione con tutti i colleghi, anche con quelli più sfiduciati. Vorrei costruire un dialogo vero, che porti a proposte concrete per rendere il luogo di lavoro più sereno e rispettoso, riducendo malcontento e ingiustizie.

Credo molto nella possibilità di conciliare meglio il lavoro con le esigenze personali e nella formazione continua: permettere ai lavoratori di aggiornarsi e sviluppare competenze significa valorizzarli e, allo stesso tempo, rafforzare l’azienda.

Quali sono le principali difficoltà nel fare l’RSA nell’appalto assicurativo?

Le difficoltà non mancano.

Il settore dell’appalto assicurativo è spesso caratterizzato da una forte precarietà, da pressioni organizzative importanti e da una cultura aziendale che non sempre vede di buon occhio la presenza sindacale. In questi contesti, il ruolo dell’RSA può essere percepito come “scomodo”.

Una delle criticità maggiori è la paura: molti dipendenti temono ritorsioni o di essere penalizzati semplicemente per essersi iscritti al sindacato o per aver segnalato un problema. Questa paura rende più difficile far emergere le situazioni di disagio.

Inoltre, l’RSA deve conciliare il proprio lavoro quotidiano con l’impegno sindacale, in un equilibrio non sempre semplice. Serve determinazione, ma anche grande capacità di ascolto e mediazione.

Come immagini il rapporto con il datore di lavoro?

Io credo nel dialogo.

Vorrei instaurare un rapporto di comunicazione corretto e costruttivo con il datore di lavoro. Spesso le problematiche trascurate diventano il danno maggiore per un’azienda. Intercettarle per tempo significa prevenire conflitti più grandi.

Penso che un lavoratore che sta bene sul posto di lavoro sia più produttivo, più motivato e più disponibile. Il benessere organizzativo non è un favore concesso, ma un investimento strategico.

Fondamentale è anche il tema della sicurezza e della salute: un ambiente di lavoro deve essere prima di tutto sicuro, con attenzione reale e concreta alle condizioni dei dipendenti.

Perché l’RSA non è un ostacolo ma un valore?

A volte la figura dell’RSA viene vista come un freno. Io la vedo come un acceleratore di soluzioni.

L’RSA può individuare una problematica più velocemente, portarla all’attenzione dell’azienda e contribuire a trovare una soluzione condivisa. È una figura che può migliorare il clima aziendale e prevenire tensioni.

Nel nostro settore, dove spesso le comunicazioni sono verticali e poco partecipate, avere un punto di riferimento riconosciuto è ancora più importante.

Perché hai scelto la Fisac Cgil?

Ho scelto la Fisac Cgil perché, nella mia esperienza da iscritta, ho trovato competenza, disponibilità e un’attenzione reale alla tutela del lavoratore a 360 gradi.

Ho respirato un clima amichevole ma determinato. Una determinazione concreta, orientata al miglioramento delle condizioni di lavoro. Questo mi dà speranza per il futuro, nostro e dei giovani che entreranno nel settore.

E allora mi sono chiesta: perché non dare il mio contributo?

Un messaggio ai colleghi dell’appalto assicurativo

Non dobbiamo avere paura di partecipare.

Il cambiamento non arriva da solo, ma nasce dall’ascolto, dal confronto e dalla volontà di mettersi in gioco. Fare l’RSA in questo settore non è semplice, ma proprio per questo è necessario.

Insieme possiamo costruire un ambiente di lavoro più equo, sicuro e sereno, dove il rispetto e la dignità delle persone siano al centro.

Pulsante per tornare all'inizio